Cose vane

di Cesare Casarotta

“…non allontanatevi dal SIGNORE, ma servitelo con tutto il vostro cuore; non ve ne allontanate, perché andreste dietro a cose vane, che non possono giovare né liberare perché sono cose vane” (1 Samuele 15:20-21).

Nel versetto citato vi è un’esortazione a non andare dietro a cose vane, perché non possono giovare o liberare perché sono cose vane. Sembra una cosa logica, scontata, quasi un’ovvietà diremmo, una raccomandazione che in apparenza può sembrare inutile. Eppure nella Bibbia non troviamo insegnamenti che non sono utili. Dio conosce perfettamente il cuore dell’uomo, sa di cosa è capace e dà avvertimenti che sono necessari.

Quando ci si allontana da Dio cosa si fa? Si va dietro a cose vane. E le cose vane non ci daranno l’aiuto necessario, non saranno risolutive quando avremo bisogno e non gioveranno per la nostra crescita spirituale. Questo, dobbiamo confessarlo, è quanto realizziamo talvolta nella nostra realtà quotidiana.

Parlando di cose vane si fa riferimento a qualcosa che può essere attraente, avere un’apparenza accattivante, ma alla prova dei fatti si rivela inconsistente. Oppure si tratta di cose frivole, passeggere, futili, illusorie.

Nel passo esaminato, il popolo di Israele aveva appena chiesto un re, proprio come tutti gli altri popoli. Implicitamente nel desiderio di conformarsi a tutte le altre nazioni che avevano un sovrano, si respingeva Dio che avrebbe dovuto regnare su di loro (1 Samuele 8:7). Il rischio era quello di sviarsi.    Allora, Samuele il profeta fa una solenne raccomandazione alla nazione: “non allontanatevi dal SIGNORE, ma servitelo con tutto il vostro cuore”. Questo potremmo dire che è un avvertimento universale e senza tempo per i credenti. Che pericolo allontanarsi da Dio, abbandonare “la sorgente d’acqua viva” (Geremia 2:13).

Per Israele vani erano gli idoli a cui poteva rivolgersi quando era lontano da Dio: “sono vanità lavoro di inganno; nel giorno del castigo periranno” (Geremia 51:18). Vani potevano essere degli alleati in caso di guerra: “poiché il soccorso dell’Egitto è un soffio, una vanità: per questo io chiamo quel paese: gran rumore per nulla” (Isaia 30:7).

Dio nella sua Parola stabilisce dei principi che sono sempre validi. Desidera che rimaniamo vicini a lui, che non cerchiamo soccorso in qualcun altro o in qualcos’altro. Molte volte di fronte a momenti critici riteniamo di poter trovare un sostegno adeguato, un aiuto adatto negli uomini. A persone che per capacità, posizione sociale, rango, possono darci una mano.

Riportiamo le parole del salmista che rivolgendosi a Dio diceva: “dacci aiuto per superare le difficoltà perché vano è il soccorso dell’uomo” (Salmo 60:11) e ancora “detesto quelli che si affidano alle vanità ingannatrici; ma io confido nel SIGNORE” (Salmo 31:16). Dobbiamo essere convinti, solo Dio può darci l’aiuto per superare le difficoltà. Quando ci sentiamo fragili e intorno a noi vi è incertezza, rivolgiamoci all’Onnipotente, a colui che “dà forza allo stanco e accresce il vigore a colui che è spossato” (Isaia 40:29).

Altre volte possiamo confidarci nelle ricchezze, nelle disponibilità economiche (che pure hanno la loro utilità), ma Dio nella Sua Parola, ci invita a non affannarci a diventare ricchi e “se le ricchezze abbondano si distacchi il tuo cuore da esse” (Salmo 62:6), perché “le ricchezze non durano sempre” (Proverbi 27:24), “vuoi fissare lo sguardo su ciò che scompare? Poiché la ricchezza si fa delle ali come l’aquila che vola verso l’alto” (Proverbi23:5).

Credo però che ai giorni nostri, il rischio di seguire cose vane sia molto sottile. Quante sono le cose vane a cui dedichiamo spazio e tempo nella quotidianità e ci allontanano da una vita di comunione con Dio. Penso in particolare ai media, alla tecnologia digitale.  Ci sono tante cose vuote che osserviamo nelle nostre navigazioni in rete, nelle nostre serate davanti al televisore, nel compulsivo utilizzo del cellulare. Lo “scrolling” del nostro telefono è diventata un’attività abitudinaria. Passano davanti ai nostri occhi, in pochi istanti, contenuti di ogni genere. Filmati brevi (shorts), immagini, che in maniera quasi ossessiva continuiamo a guardare, che possono contaminare i nostri pensieri per gli argomenti trattati, che ci fanno impiegare male alcuni momenti liberi e ci distraggono da cose importanti, rendendoci più superficiali. Inoltre,  “il mondo invisibile della rete ci osserva”. La cronologia che abbiamo nel nostro browser di riferimento rivela molte cose di noi. Non sempre positive. Banalmente, su internet, il sistema dei cookies memorizzando i nostri click, riesce a stabilire le cose che ci piacciono, a cui siamo interessati e continua a propinarcele inviandoci incessantemente link, invitandoci a visualizzare qualcosa. Noi molte volte meccanicamente lo facciamo e perdiamo ulteriormente tempo, per cose che on giovano a  nulla. Pensiamo anche al sistema delle pay tv. Ci propongono costantemente cose che desideriamo vedere: sport, film, serie.  In un certo senso paghiamo per essere dipendenti di cose vane. Quando iniziamo a guardare una serie tv, desideriamo arrivare alla fine e dimentichiamo il senso del tempo. Le tv a pagamento ci propongono le “maratone” di questa o quell’altra serie e le nostre serate, o le nostre giornate di festa vengono fagocitate. Dovremmo piuttosto impegnarci in “maratone” di preghiera, o di lettura della Parola. Invece dedicarci sistematicamente a queste cose ci svuota, ci può privare di quei momenti di attività spirituale che sono vitali, che contribuiscono ad aumentare la conoscenza di Dio e dei suoi pensieri e che saranno determinanti nei momenti di bisogno, o quando attraverseremo delle prove. Oggi più che mai siamo nel mondo delle cose vane, che spesso, senza quasi rendercene conto, sono anche pericolose. Quanto sono attuali le parole dell’autore del Salmo 119, che si esprimeva in questo modo: “Distogli gli occhi miei dal contemplare la vanità e fammi vivere nelle tue vie” (Salmo 119:105). Rimaniamo vicini a Dio, occupati delle cose del cielo, della Sua Parola, della preghiera, delle cose che lo onorano, per servirlo e glorificare il Suo nome.

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