Sunto del libro d’Ezechiele

Henri Rossier – Il Dispensatore, 1887


Questo profeta tratta della manifestazione del governo di Dio sulla terra verso Israele e verso le nazioni che sono in rapporto con questo popolo.

Il libro si divide in tre parti:

  • nella prima (Cap. 1-24) troviamo la testimonianza di Dio contro Israele in generale e contro Gerusalemme in particolare;
  • nella seconda (Cap. 25-39) c’è il giudizio delle nazioni che sono in rapporto con Israele all’epoca del giudizio o della ristorazione di questo popolo;
  • la terza parte infine (Cap. 40-48) ci parla dello stabilimento del santuario e del ritorno della gloria dell’Eterno nel mezzo d’un popolo ristorato per la benedizione millenniale.

1. Parte prima: Capitoli 1-24 (*)

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(*) La divisione naturale di tutta la prima parte è indicata dalle date secondo l’ordine cronologico.
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Cap. 1-7. Trattano in modo generale delle cause che obbligano il trono dell’Eterno a rivolgersi contro il Suo popolo.
Cap. 1. Introduzione — Soggetto del libro — Il trono del governo, visto all’infuori d’Israele e rivolto contro di lui. Cap. 2-3. Appello e missione del profeta.
Cap. 4-7. Cause ed oggetti generali del giudizio. Cap. 4. Iniquità della casa d’Israele e di Giuda, che termina con l’assedio di Gerusalemme. Cap. 5. Giudizio di Gerusalemme, e Cap. 6 dei monti d’Israele con l’annunzio d’un residuo. Cap. 7. Giudizio dei quattro angoli del paese. — La fine (*).

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(*) Le parole: «Voi conoscerete che io sono il Signore» scorrono come ritornello tutto il lungo delle due prime parti. I nemici Lo conosceranno soltanto per i giudizi che cadranno sopra di essi, i fedeli per il giudizio e per la grazia che ristora.
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Cap. 8-19. La gloria se ne va, ed il perché. Giudizio particolareggiato del popolo e dei suoi conduttori, come pure della loro capitale, seguito della ristorazione messianica, basata su una relazione con il popolo affatto nuova.
Cap. 8-11. Il Signore essendo moralmente scacciato dall’iniquità del Suo popolo, la Sua gloria si ritira, dopo aver preso cognizione di tutto. Cap. 8. Iniquità religiosa. Cap. 9. Un residuo risparmiato fra i giudizi. Cap. 10. La gloria dell’Eterno presiede il giudizio e l’ordina. Cap. 11. Iniquità politica. Consolazione e benedizione futura che è la parte del residuo in cattività. Ritiro definitivo della gloria.
Cap. 12-14 (Si legano al Cap. 7). Oggetti particolari del giudizio. Cap. 12. Giudizio del re e del popolo che lo circonda. Cap. 13. Quello dei profeti e delle profetesse. Caratteri del clero, Cap. 14 v. 1-11. Giudizio degli anziani rappresentanti del popolo, o meglio giudizio di quest’ultimo nei suoi rapporti con i profeti, giudizio il cui scopo è la ristorazione. Cap. 14 v. 12-23. Giudizio del paese. D’ora innanzi Dio non riconoscerà più una nazione, ma dei giusti individualmente.
Cap. 15-17. Storia, giudizio e ristorazione di Gerusalemme e della monarchia. Cap. 15. Gerusalemme come vigna, giudicata per la mancanza dei frutti. Cap. 16. Gerusalemme come sposa, oggetto della grazia, giudicata dai frutti d’iniquità ch’essa ha prodotto. Ristorazione finale e pentimento, frutto delle gratuità dell’alleanza eterna. Cap. 17. Giudizio finale della monarchia in Israele ed il legame di essa con la sua ristorazione in Cristo.
Cap. 18-19. Il popolo e la monarchia sono messi a parte. Cambiamento dei principi secondo i quali Dio agisce verso di essi. Cap. 18. La nazione viene giudicata. Il principio del giudizio individuale d’ora innanzi è stabilito. Cap. 19. I principi d’Israele sono giudicati e messi interamente da parte.

Cap. 20-23. Storia della contaminazione e dell’idolatria del popolo e di Gerusalemme fin dalla sua origine, con i giudizi che ne derivano, i quali terminano con la presa di Gerusalemme e con la profanazione del santuario da Dio stesso.
Cap. 20. Peccato d’Israele come nazione, dal principio in Egitto, specialmente la sua idolatria (Ristorazione finale d’un residuo, preceduta dalla estirpazione dei malvagi nel deserto).
Cap. 21. I giudizi che derivano dal peccato d’Israele: Cap. 21 v. 1-5: il giudizio del fuoco consumante. Cap. 21 v. 6-37. Quello della spada contro Israele e contro il suo principe (fino alla ristorazione della monarchia in Cristo) e contro Ammon.
Cap. 22. Il giudizio della fornace contro gli abitanti di Gerusalemme. Riepilogo del peccato di tutte le classi dei suoi abitanti.
Cap. 23. Samaria e Gerusalemme, due sorelle, giudicate per la stessa prostituzione che ha il suo punto di partenza in Egitto, bevono il calice del giudizio.

Cap. 24. È giunto il giorno. Giudizio della pentola. Viene giudicato il contenuto e poi il contenente, v. 15-27. L’Eterno annunzia ai prigioni di Chebar ch’Egli va a profanare il Suo Santuario.

2. Parte seconda: Capitoli 25-39

Cap. 25-32. Giudizio delle nazioni che circondano Israele (*).
Cap. 25. È affatto un capitolo di transizione che va unito al Cap. 24 e che serve d’introduzione al giudizio di ciò che è semplicemente il mondo. Giudizio delle nazioni che sono ai confini d’Israele. Il giudizio è in rapporto con la loro condotta di fronte al popolo. Ammon e Moab giudicati per la loro gioia sprezzante sopra Israele caduto e castigato, disprezzo che in fondo risale fino a Dio. Edom ed i Filistei giudicati per la vendetta che hanno fatto contro Israele.
Cap. 26-28. Giudizio di Tiro. Cap. 26. Tiro ha voluto profittare dell’abbassamento del popolo di Dio, per arricchirsi, ed ora è annientata. È il mondo con la sua importanza che è condannato a sparire. Cap. 27. Giudizio di Tiro come rappresentante il centro della civiltà d’allora, tipo della «città di Babilonia» della fine. Cap. 28. Giudizio del conduttore di Tiro e re di Tiro (tipo di Satana). Giudizio di Sidon, v. 22-24. Ristorazione d’Israele, v. 25-26.
Cap. 29-32. Giudizio dell’Egitto. Cap. 29. Giudizio dell’Egitto per il suo orgoglio e perché è stato un laccio per Israele. Cap. 30. Giudizio degli alleati d’Egitto e delle sue singole città rinomate. Cap. 31. Giudizio di Faraone come potenza stabilita da Dio; esso è paragonato all’Assirio ed abbassato allo stesso livello. Cap. 32. Giudizio di tutta la sua posterità e della sua potenza. Sorte finale che l’aspetta in avvenire con tutti coloro che hanno nessuna relazione con Dio.

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(*) C’è una differenza notevole tra Geremia ed Ezechiele. Entrambi assistono alla cattività, l’uno nel paese, e l’altro fuori; ma Ezechiele non parla del giudizio di Babilonia, perché, per il momento, quest’ultimo è l’istrumento del giudizio, ed introduce il tempo dei Gentili. Ezechiele ci presenta il principio di quest’epoca che è il soggetto speciale del libro di Daniele, ma passa sopra tutto questo periodo dei Gentili fino all’assalto di Gog al principio del millennio.
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Cap. 33-39. Riprende il soggetto d’Israele ed annunzia sia la sua ristorazione, come il suo giudizio, con un quadro generale degli ultimi giorni nei loro grandi risultati e loro avvenimenti.
Cap. 33. Il grande principio delle vie di Dio negli ultimi giorni, cioè la condizione individuale davanti a Dio.
Cap. 34. Condotta dei loro re. Giudizio di separazione tra le pecore. Dio libererà la Sua greggia e le susciterà come pastore il Suo servitore Davide.
Cap. 35. Giudizio di Edom (sotto il nome di montagna di Seir) nel suo carattere d’inimicizia contro il popolo di Dio. Esso sparirà interamente sotto il giudizio (parag. Isaia 34, Geremia 49).
Cap. 36-37. Ristorazione del paese d’Israele. Ristorazione morale (Cap. 36) e ristorazione nazionale del popolo (Cap. 37).
Cap. 38-39. Giudizio e distruzione di Gog, nemico del popolo ristorato.

3. Parte terza: Capitoli 40-48

Cap. 40-42. Descrizione del santuario.
Cap. 40. Cortile esterno ed interno e portico del tempio.
Cap. 41. Il tempio.
Cap. 42. Le camere sante del cortile interno ed il muro di cinta.

Cap. 43-48. Ristabilimento d’un sistema teocratico con il sacerdozio ed il principe.
Cap. 43. Ritorno della gloria nel santuario preparato per essa. L’altare degli olocausti (*).
Cap. 44. Ristabilimento del sacerdozio e suoi attributi.
Cap. 45. Rapporti del santuario con il sistema civile e religioso del popolo, e del popolo con la monarchia. Feste millenniali.
Cap. 46. Il sabato e la nuova luna nel millennio. Il principe e le sue relazioni con il santuario, con il popolo e con la sua famiglia. Le cucine del cortile.
Cap. 47. Un Eden ritrovato. Il fiume (**) della grazia, che reca la felicità e la vita, esce dal santuario per rinfrescare una terra rinnovata.
Cap. 48. Divisione del paese fra le tribù. La città chiamata: Il Signore è là.

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(*) La descrizione dell’altare occupa lì, come ovunque, un posto distinto. Infatti l’altare degli olocausti non è il luogo del culto, ma delle offerte, per mettere in relazione con Dio colui che si avvicina ad esso. È là che si compie il lavoro dei sacerdoti per la riconciliazione, con il sacrificio; ed è là, che si offre l’olocausto perpetuo.
(**) Paragonate versetto 9, Gioele 3:18, e poi Zaccaria 14:8.

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