di E. A. Bremicker
Nella sua lettera, Giacomo invita ciascuno di noi ad essere “pronto ad ascoltare” e “lento a parlare” (Giacomo 1:19).
Si può dire che non è a caso che il Creatore ci ha donato due orecchie ed una sola bocca. È evidente che noi dobbiamo parlare meno ed ascoltare di più.
Il Signore Gesù ha affrontato lui stesso il tema dell’ascolto.
Nel vangelo di Marco al capitolo 4 versetto 24, ci chiede di fare attenzione a ciò che ascoltiamo. In Luca 8:18, si tratta piuttosto del modo in cui ascoltiamo. Per un credente i due aspetti sono importanti.
Che cosa ascoltiamo e come ascoltiamo?
Ecco qualche riflessione sul modo in cui noi ascoltiamo:
Ai Tessalonicesi, Paolo conferma che non avevano ricevuto la parola della predicazione come parola d’uomo, ma come la Parola di Dio (1 Tessalonicesi 2:13).
Dio ci parla per mezzo della Sua Parola. Di conseguenza, dovremmo ascoltare con molta attenzione. Maria di Betania si è seduta ai piedi del Signore per ascoltare le sue parole (Luca 10:39). Allo stesso tempo, da Maria apprendiamo che dobbiamo ascoltare lasciandoci istruire. Non si tratta di aumentare la nostra conoscenza, ma di mettere la parola di Dio in pratica. Dovremmo sempre leggere la nostra Bibbia con la risoluzione di cuore per fare ciò che Dio ci dice. Possiamo definire questo come “un ascolto ubbidiente”. Noi allora non saremo soltanto degli uditori della parola, ma dei facitori. Nell’Antico Testamento, Dio parla di uomini che tremavano davanti alla Sua Parola (Isaia 66:2). Questo non significa che abbiamo paura, ma che la leggiamo e la ascoltiamo con rispetto e che noi temiamo di trasgredirla.
Vi sono delle persone che leggono e ascoltano la parola di Dio con indifferenza. Noi dobbiamo, ciononostante avere la convinzione profonda che si tratta della Parola di Dio. Non possiamo leggere la Bibbia come se stessimo leggendo un libro divertente, o un romanzo. Non dobbiamo dimenticare che il Dio grande si indirizza a noi: Per questo dobbiamo ascoltarLa attentamente.
Vi sono delle persone che leggono e ascoltano la Parola con un atteggiamento critico. Tentano di scoprire degli errori e delle contraddizioni nella Bibbia. Coloro che lo fanno commettono un grave errore. Non sta a noi giudicare la Parola di Dio. È piuttosto il contrario. È la Parola di Dio che ci giudica. Noi non dobbiamo mettere in discussione la parola di Dio, piuttosto dovremmo farci mettere in discussione da essa. Si tratta quindi di leggere la Parola di Dio, essendo disposti ad essere corretti.
Vi sono delle persone che leggono e ascoltano la parola di Dio, con un atteggiamento di ribellione. Cercano delle affermazioni che non sembrano più applicabili alla nostra epoca e che, secondo loro, non possono essere più praticate oggi (per esempio l’ordine della creazione di Dio, la posizione dell’uomo e della donna, le affermazioni sulla sessualità, la pratica della vita di assemblea). A dispetto di tutto questo la Bibbia va al di là del tempo. Dobbiamo sempre leggerla con un’attitudine di sottomissione e non ribellarci contro ciò che essa afferma.
Vi sono alcuni che leggono e ascoltano la parola di Dio con riluttanza. Sanno che Dio vuole cambiare la loro vita, ma non vogliono cambiare. Conoscono l’effetto della parola di Dio che cambia la vita e vogliono deliberatamente sottrarsi a questo effetto. Al contrario, si dovrebbe ascoltare la parola di Dio in un modo ricettivo. Desideriamo somigliare ai credenti di Berea, che hanno accolto la Parola “con ogni premura” (Atti 17:11).
Alcune persone sono lettori ed uditori dimentichevoli (Giacomo 1:25). Un uditore dimentichevole è qualcuno che ignora deliberatamente ciò che ascolta e non lo fa. Non si tratta della capacità di poter ritenere qualcosa, ma di non voler fare qualcosa. Chi legge la Bibbia in questo modo è possibile che aumenti la sua conoscenza, ma la sua vita pratica non trae profitto da ciò che ascolta. È per questo che bisogna leggere la parola di Dio con una particolare attenzione chiedendosi sempre come può influenzare e cambiare la mia quotidianità.
Altri sono dei lettori e uditori della Parola “spenti”. Leggono e ascoltano la Bibbia regolarmente con una regolarità che sconfina nella routine, ma il loro cuore si è indurito da tempo. Pensano di sapere tutto e che la Bibbia non ha più niente da dire a loro. Noi apprendiamo da Giosia che il suo cuore “è stato toccato” e che si è umiliato davanti a Dio, perché la sua Parola lo ha sensibilizzato (2 Cronache 34:27). Così di tratta di ascoltare la parola di Dio con un’attitudine di cuore dolce ed umile.
Come ascoltiamo?
Tradotto e adattato da Le messager évangélique