Camminare insieme

di Jacques André Monard

Due uomini camminano forse insieme, se prima non si sono accordati?” (Amos 3:3)

Possiamo interrogarci su quale sia la portata di questo passo

Significato primario del passo

All’inizio di questo capitolo 3, l’Eterno ricorda a Israele i privilegi particolari che gli aveva concessi. Ma l’infedeltà di questo popolo era arrivata al colmo. Ora Israele stava per attirare su di sé il giudizio di Dio, giudizio meritato in quanto i privilegi che aveva ricevuto gli davano una responsabilità particolarmente grande. “Voi soli ho conosciuto fra tutte le famiglie della terra; perciò vi castigherò per tutte le vostre trasgressioni” (v. 2). Dio aveva camminato col suo popolo da quando l’aveva liberato dall’Egitto (Esodo 33:16; 34:9; Numeri 14:14; Deuteronomio 1:30, 31; 32:6, 8, ecc…), ma il profondo disaccordo tra Dio e il suo popolo  metteva in causa la possibilità di camminare insieme. Dio si serve dunque qui di una figura della vita corrente per fare capire a Israele che non potrà più camminare con lui.

Portata di questo versetto per noi

L’istruzione di Mosè riguardante l’asino e il bue che non devono essere aggiogati insieme (Deuteronomio 22:10), e l’applicazione spirituale che ne trae l’apostolo Paolo (“Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi, 2 Corinzi 6:14) ci fa vedere che un legame tra credenti e increduli è una grave colpa. Il passo di Amos dà un insegnamento simile; ci fa vedere che per vivere insieme, per camminare insieme, due persone devono essere d’accordo. D’accordo su ciò che è importante per loro, su ciò che è importante per Dio.

Un campo in cui occorre saper “camminare insieme”, vivere una vita alla gloria di Dio, è il matrimonio. Dio prepara per l’uomo “un aiuto che sia adatto a lui” (Genesi 2:18). Gli sposi possono essere diversi quanto a formazione, attitudini, caratteri e sono chiamati a completarsi a vicenda. Ma per quanto riguarda il loro cammino cristiano bisogna che abbiano lo stesso pensiero. Per “camminare insieme” durante tutta una vita, occorre “essere d’accordo”.

Il Signore può guidare dei cristiani a compiere un servizio in comune. Ma tale servizio è possibile soltanto se c’è, tra di loro, una comunione di chiamata del Signore, una comunione di scopi e di intenti. Non c’è necessariamente identità di dono, perché i servitori del Signore che operano insieme possono completarsi a vicenda, come i due elementi di una coppia. Ma questa collaborazione nel servizio del Signore esige un livello di comunione che supera persino quello richiesto per realizzare insieme una vita armoniosa di assemblea.

Il passo di Amos 3:3 talvolta è stato usato per giustificare una separazione tra fratelli. Tuttavia, se bastasse non essere d’accordo tra fratelli per separarsi legittimamente, la porta sarebbe aperta ad ogni tipo di divisione. La Parola di Dio ci impone di separarci dal male, da tutto quello che non è conforme al Suo pensiero, e non da quello che non è conforme al nostro pensiero! Ci chiede di camminare con coloro che invocano il Signore con cuore puro, non con quelli con i quali ci siamo messi d’accordo. E se fossimo veramente tutti sottomessi alla Scrittura, saremmo tutti d’accordo tra di noi!

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