Come la conoscenza di Dio ha impatto sulla nostra vita

di Tim Hadley Sr.

Geremia visse in un’epoca molto simile alla nostra: la malvagità era dilagante, le false religioni erano ovunque, la disonestà, la corruzione morale e il rifiuto totale della Parola di Dio erano evidenti. Il centro  del problema ci viene illustrato in Geremia 9. I versetti iniziali di questo capitolo non dipingono un quadro roseo. Il profeta menziona gli adultèri, gli uomini perfidi, le lingue bugiarde e non a favore della verità (v. 2, 3). Ma la radice del male è menzionata alla fine del versetto 3 e poi al versetto 6: «Non conoscono me» e «rifiutano di conoscermi»! Non è diverso nel nostro mondo oggi! Le persone ai tempi di Geremia, come ai nostri giorni, vogliono lasciare il Signore e la Sua legge completamente fuori dalla loro vita (Geremia 9:6, 12-16). Possiamo confrontare questo stato con il quadro dell’umanità che troviamo descritto in Romani 1:20-32. In Geremia 9:23, 24, è evidenziato ciò che questo mondo persegue e di cui si gloria. “Così parla il SIGNORE: «Il saggio non si glori della sua saggezza, il forte non si glori della sua forza, il ricco non si glori della sua ricchezza; ma chi si gloria si glori di questo: che ha intelligenza e conosce me, che sono il SIGNORE. Io pratico la bontà, il diritto e la giustizia sulla terra, perché di queste cose mi compiaccio», dice il SIGNORE”. Nel versetto 23, vediamo il mondo alla ricerca sfrenata della saggezza umana, della potenza, del potere e delle ricchezze umane. Questa è l’idea di successo del mondo, ma ciò che vediamo realmente qui sono tre modi per sprecare la propria vita! C’è qualcosa che manca e lo vediamo in questa parola all’inizio del versetto 24: “Ma”. Questo sta a indicare il contrasto tra il sistema del mondo in cui  viviamo e la vera saggezza, la vera gloria e la vera ricchezza. Da dove provengono la vera saggezza e la vera potenza? Quali sono le vere ricchezze a cui dovremmo aspirare in questa vita? Vediamo cosa dice la Bibbia su ciascuna di queste cose e applichiamole alla nostra vita.

-La vera saggezza
Proverbi 1:7 ci dice che «Il timore del SIGNORE è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la saggezza e l’istruzione», e il versetto 29 ci ricorda che essi «hanno odiato la scienza, non hanno scelto il timore del SIGNORE».

«Figlio mio, (1) se ricevi le mie parole e (2) serbi con cura i miei comandamenti, (3) prestando orecchio alla saggezza e (4) inclinando il cuore all’intelligenza; sì, (5) se chiami il discernimento e (6)rivolgi la tua voce all’intelligenza, (7) se la cerchi come l’argento e (8) ti dai a scavarla come un tesoro, allora comprenderai il timore  del SIGNORE e troverai la scienza di Dio» (Prov. 2:1-5).

Hai notato che in questi versetti sono elencati otto atteggiamenti? Questi atteggiamenti mancano nel mondo in cui viviamo, ma sono la prova di un cuore che teme il Signore! L’idea di temere il Signore è menzionata 14 volte nel libro dei Proverbi e significa riverirlo, provare soggezione per Lui e dargli il primo posto nella nostra vita. Egli deve avere la priorità della nostra vita!
Il timore del Signore è dove si trova la vera saggezza e «Guai a quelli che si ritengono saggi
e si credono intelligenti!
» (Isaia 5:21).

La vera potenza

Da dove proviene la vera potenza che l’uomo cerca costantemente?

Leggiamo in Romani 1:16, 17: « Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco;  poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com’è scritto: «Il giusto per fede vivrà»».

In Efesini 1:18-20 Paolo prega affinché Dio: «…illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi, e qual è verso di noi che crediamo l’immensità della sua potenza. Questa potente efficacia della sua forza egli l’ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nei luoghi celesti ». È interessante notare che in realtà ci sono quattro diverse parole greche usate per descrivere la potenza di Dio in questo passo: potenza, da cui deriva la nostra parola dinamite, operante, da cui deriva la nostra parola energia, potente e forza, che significa forza. Questa potenza viene da Dio e non da noi e ci viene donata quando confidiamo nel Signore, come illustrato nel libro del profeta Isaia: “I giovani si affaticano e si stancano; i più forti vacillano e cadono; ma quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze,
si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano
” (Isaia 40:30-31)!

Le vere ricchezze

Nel libro degli Efesini leggiamo delle ricchezze della Sua grazia, delle ricchezze della Sua gloria, delle ricchezze della Sua misericordia e delle ricchezze insondabili di Cristo (vedi Ef 1:7, 18, 2:4, 3:8).

Questi versetti ci ricordano che le vere ricchezze provengono da Dio  attraverso il Signore Gesù Cristo! Paolo disse a Timoteo: «Infatti l’amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori», mentre «la pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno» (1 Timoteo 6:10, 6). Se ci gloriamo o ci vantiamo, dovremmo gloriarci nella croce di Cristo: «Ma quanto a me, non sia mai che io mi vanti di altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso e io sono stato crocifisso per il mondo» (Galati 6:14). La saggezza, il potere e le ricchezze non hanno un’accezione negativa in sé, ma la ricerca di qualsiasi cosa nella vita senza che Dio sia al centro della nostra attenzione è insoddisfacente. « Rallègrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza; Ma ricòrdati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: «Io non ci ho più alcun piacere» Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso:
Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo»
. (Ecclesiaste 12:1, 13, 14).

Risultati del conoscere Dio

Il pensiero di comprendere significa semplicemente avere una corretta visione della natura dell’oggetto e conformarsi alla natura di quell’oggetto. Il pensiero di “conoscere Dio” significa avere una conoscenza intima e personale di Lui. Non è qualcosa che possiamo mettere in una provetta. È qualcosa che deve essere vissuto nella nostra vita quotidiana!

Il desiderio di essere come Lui

Al filosofo francese Pascal è attribuita la frase: «I bisogni più grandi dell’uomo sono la sicurezza e l’importanza». Egli disse anche: «Nel cuore di ogni uomo c’è un vuoto a forma di Dio che non può essere colmato da nessuna cosa creata, ma solo da Dio Creatore, rivelato attraverso Gesù Cristo». Non è possibile trovare queste cose al di fuori di una relazione personale con Gesù Cristo!

Mosè imparò di più su Dio quando la gloria di Dio gli passò accanto e vide da dietro la gloria di Dio. “ll SIGNORE passò davanti a lui, e gridò: «Il SIGNORE! il SIGNORE! il Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in bontà e fedeltà, che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato, ma non terrà il colpevole per innocente; che punisce l’iniquità dei padri sopra i figli e sopra i figli dei figli, fino alla terza e alla quarta generazione!» (Esodo 34:6, 7). Quando impariamo a conoscerlo, diventiamo più simili a Lui!

La verità riguardo a me stesso

La Parola di Dio è uno specchio e quando mi guardo in essa, vedo me stesso così come Dio mi vede! Quando smetto di concentrarmi su me stesso e mi concentro su Dio così come è rivelato nelle Scritture, vedo più chiaramente chi è Lui e vedo me stesso in quella luce. Questo è ciò che accadde a Isaia nel capitolo 6:1-8. Prima che Isaia potesse far conoscere il suo Dio, dovette vedere la Sua santità e rendersi conto di quanto fosse inadatto alla presenza del suo Dio! Come uno specchio, esso rivela la verità e la verità ti rende libero!

Prospettiva sul mondo

Lo vediamo nella vita di Daniele. Daniele conosceva la fonte della saggezza e della potenza (Dan. 2:20–23, 28, 47). Poiché Daniele conosceva Dio, poteva interpretare la Sua parola. Lo vediamo di nuovo nel capitolo 6. I nemici di Daniele sapevano che non sarebbero stati in grado di trovare motivi di riprensione in lui, se non in relazione al rapporto che aveva con il suo Dio. Daniele conosceva Dio e confidava in Lui. Daniele temeva il Signore e non gli uomini!

Forza e sicurezza

Questo si vede non solo nella vita di Daniele, ma anche in quella dei suoi tre amici. Essi ebbero il coraggio di dire a Nabucodonosor: “Ma il nostro Dio, che noi serviamo, ha il potere di salvarci e ci libererà dal fuoco della fornace ardente e dalla tua mano, o re” (Dan. 3:17).

« Egli corromperà con lusinghe quelli che tradiscono il patto; ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà.  I saggi tra il popolo ne istruiranno molti; ma saranno abbattuti, per un certo tempo, dalla spada e dal fuoco, dalla schiavitù e dal saccheggio.» (Dan. 11:32, 33).

La vita di Stefano è un altro esempio di come si diventa più forti e più sicuri quando conosciamo il nostro Dio (Atti 7).

Una dimensione eterna:

«Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo» Giovanni 17:3.

«Ma com’è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell’uomo sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano»» 1 Corinzi 2:9.

« Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie!» Romani 11:33.

Ci sono alcune cose riguardo al nostro Dio che non potremo mai comprendere appieno qui su questa terra, come la Trinità, la Sua gloria, la Sua sovranità e la Sua maestà. Queste cose hanno a che fare con la Sua persona, la Sua presenza, il Suo piano e il Suo scopo e la Sua posizione. Ma noi vogliamo conoscere meglio Lui e diventare più simili a Lui, mentre lo Spirito di Dio ci rende conformi alla Sua immagine

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