Tradotto e adattato da Le Messager Evangélique
Riunioni di assemblea
La Scrittura ci presenta delle riunioni di credenti che si possono definire di assemblea. “Quando vi riunite in assemblea…” (1 Corinzi 11:18), così si esprime l’apostolo Paolo introducendo un insegnamento che riguarda la frazione del pane. “Quando dunque tutta la chiesa si riunisce…” (14:23), dice ancora nel capitolo dove presenta il ministerio realizzato nella libertà , secondo ciò che il Signore conduce, in vista dell’edificazione. In Atti 12, troviamo l’assemblea riunita per la preghiera (v.5). Dei credenti – per esempio – qualche fratello e qualche sorella, possono anche riunirsi occasionalmente per pregare o per leggere la Parola, possono riunire dei bambini o dei giovani, ma questo tipo di riunioni non hanno il carattere di riunioni di assemblea. In una riunione di assemblea vi è la piena libertà dello Spirito di utilizzare i fratelli che vuole e come Lui vuole. Qualcuno può citare un cantico, leggere un passo, esprimere una preghiera o una lode, o ancora dare un insegnamento basato sulla Parola di Dio. Ogni azione certamente deve essere in accordo con il carattere della riunione.
Riunione di edificazione
La riunione di edificazione nella libertà dello Spirito, non può che realizzarsi in un’intera sottomissione all’insegnamento della Scrittura. Questo implica che l’assemblea intera e ciascuno in particolare abbia a cuore di ricevere ciò che il Signore si compiace di donare – ciò di cui l’assemblea ha bisogno in un momento specifico. I Corinzi non mancavano di alcun carisma (dono di grazia) (1 Corinzi 1:7) e da questa abbondanza risultava il pericolo che dei fratelli potessero prendere una parte troppo attiva (14:26). Di conseguenza avevano bisogno di essere esortati alla moderazione per il fatto che in quel tempo qualcuno aveva il dono delle lingue, e dato l’avvertimento di non utilizzarlo a meno che non vi fosse l’interpretazione in una lingua comprensibile. Potevano parlare “due o tre al massimo” (v. 27). Lo stesso criterio doveva essere utilizzato se dei profeti parlavano: “in due o tre” (v. 29). Il ministerio profetico è quello che si indirizza da parte di Dio ai cuori e alle coscienze. Non implica necessariamente l’annuncio di avvenimenti futuri, ma è in ogni caso oggi la presentazione della Parola come messaggio di Dio in rapporto con i bisogni del momento.
Preparazione
I fratelli che prendono parte al ministerio devono essere preparati innanzitutto nei loro cuori e nei loro pensieri. Certamente non devono imparare a memoria le parole che impiegheranno, né fissare lo sviluppo del loro soggetto. Bisogna che dimorino nella dipendenza del Signore perché gli metta i pensieri opportuni nel loro cuore e le parole adeguate nella loro bocca al momento giusto, per mezzo della potenza dello Spirito Santo. È chiaro però che se non hanno consacrato del tempo alla lettura, alla meditazione o allo studio della Parola di Dio, o se i loro pensieri sono ripieni delle cose della terra, non saranno nella condizione di parlare.
Dipendenza
Può succedere che durante un certo periodo di tempo, un soggetto abbia molto occupato il cuore di un fratello, e che egli venga alla riunione con questi pensieri nel suo spirito. Il Signore può servirsi di questo per la benedizione dell’assemblea, ma questo fratello non deve essere troppo pronto ad alzarsi per parlare. Se egli realizza la calma della fede e si affida allo Spirito di Dio per dargli le parole che esprimono ciò che egli ha nel suo cuore è una cosa buona. Ciò nonostante, può accadere che il Signore conduca le cose in un’altra direzione. In questo caso il fratello può non prendere parte al servizio ,o esprimere qualcosa che conferma un messaggio già dato. Un fratello che è adatto a presentare la Parola, può anche venire alla riunione senza avere un soggetto particolare nel suo spirito e affidarsi alla conduzione dello Spirito Santo essendo interamente libero per dire, se ci sarà l’opportunità, ciò che Dio gli metterà a cuore al momento convenuto. In tutti questi casi è essenziale che si sia sottomessi in maniera pacifica al Signore e realmente dominare se stessi secondo lì espressione di questo capitolo 14 “gli spiriti dei profeti sono sottoposti ai profeti” (v. 32).
Complementarietà e armonia
Se il Signore conduce un fratello a dire qualche cosa, è auspicabile che ciò che può essere espresso in seguito da un altro abbia qualche rapporto con ciò che è già stato presentato. In questo modo si mostra la comunione pratica tra i fratelli che partecipano al servizio della Parola. Una seconda o una terza azione può confermare ciò che è stato detto in precedenza o presentare lo stesso soggetto da un altro punto di vista, o dare qualche elemento di un soggetto complementare, o ancora sviluppare il soggetto dal punto di vista pratico.
Riunioni di studio
Se in un’assemblea, vi sono molti doni per il ministerio (come a Corinto), possono essere realizzate senza difficoltà con regolarità delle riunioni di edificazione nella piena libertà dello Spirito Santo, per esempio una o due volte a settimana. Nelle assemblee dove non vi è che un piccolo numero di fratelli, o magari soltanto un fratello, che possiede un dono per presentare la Parola, può essere proficuo sostituire una parte di queste riunioni di edificazione con riunioni di studio nelle quali più fratelli possono portare qualcosa per l’edificazione dell’assemblea, o porre delle domande che conducono a delle risposte utili. Bisogna realizzare che se il carico del ministerio ricade regolarmente su un solo fratello non si realizza nella pienezza la riunione nella libertà dello Spirito secondo il carattere di 1 Corinzi 14. È lo stesso per le riunioni di studio perché il soggetto è fissato in anticipo. Questi momenti dove si considera un testo biblico stabilito, forniscono l’occasione di toccare dei soggetti istruttivi che probabilmente non sarebbero affrontati in altre occasioni. Anche se queste riunioni non sono esattamente ciò che è descritto in 1 Corinzi 14 i principi essenziali di questo capitolo servono da guida. Si dovrà vegliare perché “si faccia ogni cosa per l’edificazione”. Ci si sforzerà di presentare la verità in modo da essere compresi dall’uditorio (vv. 7 e 8). Che benedizioni per tutti e quale gioia nel cuore se secondo l’esempio della riunione pubblica descritta in Neemia si legge distintamente nella Parola di Dio, se ne da il senso e lo si fa comprendere (Neemia 8:8,12). Il principio generale resta: “Se uno parla, lo faccia come si annunciano gli oracoli di Dio, se uno compie un servizio lo faccia come si compie un servizio mediante la forza che Dio fornisce, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo” (1 Pietro 4:11). Siccome è l’insegnamento della Parola lo scopo principale di una riunione di studio, sono i fratelli adatti ad insegnare che prenderanno la parte più importante. Delle domande saranno le benvenute, poiché stimolano l’attenzione dell’uditorio. I fratelli avranno dei riguardi reciproci e mostreranno uno spirito di sottomissione gli uni verso gli altri nel timore di Cristo (Efesini 5:21). Si eviteranno le dispute di parole, non si insisterà sulla propria opinione e si ricercherà il pensiero di Dio nella sua Parola, avendo quest’ultima autorità su tutti i cuori. Per mezzo della partecipazione limitata, ma progressiva alle riunioni di studio o ad incontri speciali, dei giovani fratelli saranno formati in modo da poter portare qualcosa nelle riunioni di edificazione che hanno il carattere della riunione di assemblea secondo 1 Corinzi 14.
Partecipazione di giovani fratelli
I giovani fratelli che leggono regolarmente la Parola, che hanno delle capacità di esprimersi e che desiderano servire il Signore devono essere certamente incoraggiati a partecipare attivamente al servizio nell’assemblea. Fin dall’inizio, la loro partecipazione alla riunione di preghiera e al culto sarà un soggetto di gioia e di riconoscenza per tutti. In seguito, il loro impegno li condurrà più lontano. Non sembra però opportuno che essi inizino il loro servizio insegnando nell’assemblea.
Ministerio verso i bambini
D’altra parte i giovani fratelli possono anche formarsi insegnando la Parola a dei bambini o ad altri giovani in occasioni di incontri particolari che sono destinati a loro. Sono dei terreni eccellenti per esercitarsi. Ciò che viene insegnato in queste occasioni è certamente più ristretto di ciò che riguarda il nutrimento dell’assemblea, ma la necessità di presentare la Parola senza deformarla ha la stessa importanza. Non compiamo questi servizi alla leggera e cerchiamo di essere fedeli in tutti i più piccoli dettagli di ciò che il Signore ci affida. La sollecitudine per queste giovani anime e la coscienza dei loro bisogni particolari, condurranno i fratelli o le sorelle che se ne occupano a studiare la Bibbia al fin di poter presentare gli elementi più semplici in un modo adatto allo sviluppo degli uditori. Nutrendo delle altre persone saranno esse stesse nutrite e faranno dei progressi.
Ministerio di evangelizzazione
Abbiamo anche a cuore questa parte importante del ministerio cristiano che è la predicazione dell’evangelo alle anime perdute. Questo servizio si esercita più spesso al di fuori del contesto dell’assemblea e ha per scopo di portarvi coloro che hanno ricevuto Gesù come loro Salvatore. L’apostolo Paolo dimostra un ammirevole equilibrio nella predicazione dell’evangelo e nella conferma di coloro che l’hanno ricevuto. Egli poteva presentarsi al tempo stesso servitore dell’evangelo e servitore dell’assemblea (Colossesi 1:23,25). Nel suo primo viaggio missionario, lo vediamo passare in diverse città e delle anime sono portate al Signore. Poi, con il suo compagno d’opera ritorna in queste città “fortificando gli animi dei discepoli ed esortandoli a perseverare nella fede…” (Atti 14:22). Un po’ più tardi dice al suo collaboratore “ritorniamo ora a visitare i fratelli di tutte le città in cui abbiamo annunciato la Parola del Signore, per vedere come stanno” (Atti 15:36).
Ministerio in ambito privato o familiare
Di fatto siamo tutti coinvolti nel ministerio. Tutti i credenti, uomini o donne, giovani o più avanti negli anni, hanno un servizio da compiere. “Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua” (1 Corinzi 12:27). Come in un corpo umano, tutte le membra, hanno una funzione da svolgere. Questo grande fatto è vero non soltanto quando l’assemblea è riunita, ma tutti i giorni. Bisogna che le membra abbiano “la medesima cura le una per le altre” (1 Corinzi 12:25). La realizzazione pratica di queste funzioni apre la porta a una molteplicità di servizi. Alcuni tra questi si realizzano in occasione di contatti individuali: Paolo aveva annunciato e insegnato in pubblico e nelle case (Atti 20:20). I servizi compiuti nell’ombra e nella cerchia familiare non hanno meno importanza di quelli che hanno una maggiore visibilità. Tutti sono necessari. Le epistole menzionano numerosi servizi compiuti da sorelle, negli ambiti che sono consoni alla loro posizione (vedere ad esempio 1 Timoteo 5:10; Tito 2:3-5). Qualunque sia la nostra età e la nostra situazione prendiamo a cuore l’esortazione che Paolo faceva trasmettere ad Archippo: “Bada al servizio che hai ricevuto nel Signore per compierlo bene” (Colossesi 4:17).