Dio ha una via per noi (1) – Generazione futura

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Dio desidera condurre i credenti sulla terra per un sentiero attraverso il quale possano piacerGli e vivere in felice comunione con Lui. Questo percorso si snoda sotto la guida di Dio, per ciascuno in modo individuale. Affinché possiamo trovare questo sentiero, e seguirlo, Dio ci dà istruzioni fondamentali nella Sua Parola. Queste ci sono date affinché possiamo porre la nostra vita sotto la Sua direzione e lasciarci guidare da Lui.

La Bibbia risponde alle seguenti due domande e ci istruisce su questo argomento:

  • Quale è il cammino su cui Dio vuole condurre l’uomo?
  • In che modo Dio guida i suoi?

Il cammino su cui Dio ci conduce

“Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano.” (Matteo 7:13-14).

Questi due versetti chiariscono che ci sono solo due strade su cui noi esseri umani possiamo trovarci. Affinché Dio ci guidi nella vita, dobbiamo essere sul sentiero che è in accordo con Lui.

La porta larga

Passando attraverso la porta larga, si arriva sul sentiero spazioso. Per fare questo non è necessario alcuno sforzo particolare: seguiamo semplicemente le idee che abbiamo su Dio e sulla vita umana. Oppure semplicemente, come la maggior parte delle persone, ci orientiamo in base alla maggioranza. L’ampia porta si apre su una vita secondo le idee e l’immaginazione umana.

La via spaziosa

Su questo ampio sentiero possiamo vivere senza restrizioni, lasciarci andare e fare ciò che vogliamo, ma questo percorso finisce in rovina. Le persone che vivono secondo i loro desideri peccaminosi arrivano infine all’inferno, dove soffriranno per sempre. Già durante la loro vita, però,      la corruzione le raggiungerà. Saranno insoddisfatte e scontente perché falliranno lo scopo che il loro Creatore aveva per le loro vite. Che nessuno di coloro che leggono queste righe continui la propria vita su questo sentiero spazioso!

La porta stretta

Come si arriva alla via stretta? Basta attraversare la porta stretta. Nel Vangelo di Luca, il Signore Gesù dice: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta” (Luca 13:24). È un’allusione alla conversione. Ci pentiamo e ci rivolgiamo a Dio in modo che Egli possa salvarci. Aprire il nostro cuore a Cristo credendo nella sua opera ha a che fare con è la nostra responsabilità, la salvezza è l’opera di Dio. Sotto un certo punto di vista, è facile convertirsi. Non dobbiamo pagare nulla, non dobbiamo costringerci a fare buone opere o a migliorarci. Si tratta solo di rivolgersi a Dio con una sincera confessione dei propri peccati. D’altra parte, questo passaggio attraverso la porta stretta è una grande sfida: è un combattimento; l’uomo deve mettere da parte tutto il proprio orgoglio e umiliarsi davanti a Dio.

In Giovanni 10:9, il Signore Gesù si presenta come la porta della salvezza. Chiunque confessa i suoi peccati a Dio e crede nel Salvatore Gesù Cristo entra da questa porta.

Dio offre la salvezza nel suo Figlio Gesù Cristo a tutti, senza eccezione, perché vuole che tutti gli uomini siano salvati. Pertanto, quando predichiamo e diffondiamo il Vangelo, non dobbiamo escludere nessuno. Non pensiamo a sufficienza al fatto che chiunque incontriamo dovrebbe essere il destinatario del messaggio di salvezza, non riflettiamo sull’ampiezza di questa offerta. Ma, per quanto sia una strada aperta a tutti, quando qualcuno afferra la salvezza nel Signore Gesù, in realtà sta entrando in una via angusta.

Questo passaggio attraverso la porta stretta è una grande sfida. Dobbiamo lottare.

La via angusta

Su questa strada non c’è più spazio per i desideri peccaminosi e per i piaceri mondani. Ecco perché, ai non credenti, questo sentiero sembra troppo stretto, troppo arido e privo di gioia. Essi compatiscono i credenti, li considerano miseri. Ai loro occhi non hanno il permesso di divertirsi dandosi ai piaceri mondani e devono partecipare alle riunioni cristiane più volte alla settimana. Dal loro punto di vista è umanamente comprensibile, perché i non credenti non sanno ciò che il Signore Gesù ci dà. Non hanno idea della gioia e della pace che il Signore Gesù dà ai credenti, permettendoci di essere felici nel percorrere la via stretta che conduce alla vita. La meta ultima del cammino di fede è la vita nella gloria del cielo. Lì, alla piena luce della presenza di Dio, saremo eternamente felici. Questo è il futuro di tutti coloro che entrano per la porta stretta e camminano sul sentiero angusto. Ma già sulla terra hanno una vita felice e piena.

Il sentiero stretto è la via attraverso la quale Dio conduce i credenti. Pertanto, per essere guidati da Dio nella nostra vita, questo presupposto è fondamentale: sono sulla via stretta che conduce alla vita? O devo ancora “lottare” per entrare attraverso la porta stretta?

Naturalmente, se siamo sulla via stretta, abbiamo ancora molto da imparare per discernere nelle circostanze della vita come Dio vuole guidarci. Questo ci porta al punto successivo.

2) Il modo in cui Dio ci guida

Dio guida i credenti tramite lo Spirito Santo che dimora in ciascuno di loro. Tuttavia, questo presuppone che essi giudichino sistematicamente gli impulsi della vecchia natura. Dio, inoltre, guida i suoi con la sua Parola.

“Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»” (Romani 8:14-15).

In questo passaggio stiamo parlando di persone guidate dallo Spirito di Dio, quindi figli di Dio. Attenzione a trarre la falsa conclusione che i credenti sono figli di Dio solo quando si lasciano guidare dallo Spirito Santo. No, tutti coloro che sono stati suggellati (Efesini 1:13) con lo Spirito di Dio ricevono questa relazione di figli. Tutti coloro che si sono convertiti e hanno ricevuto nuova vita da Dio sono suoi figli e figlie.

Sappiamo che lo Spirito di Dio dimora in tutti coloro che credono nella persona e nell’opera del Signore Gesù. Qui, però, l’enfasi non è sulla dimora, ma sulla guida dello Spirito. Lo Spirito Santo ha preso dimora in noi per guidarci come figli di Dio nella nostra vita.

Quando la Bibbia parla dell’essere figli, in quanto generati da Dio, significa prima di tutto che un figlio, ancora bambino, riconosce suo padre e sa di essere amato da Lui. Come figli di Dio, abbiamo un rapporto felice con il nostro Padre Celeste. Apprezziamo il rapporto di fiducia con Lui e veniamo a Lui con i nostri problemi. La Parola ci presenta anche l’aspetto di  figli “adulti”, maturati nella conoscenza e nel rapporto con il Padre, diventiamo in grado di capire i suoi pensieri. Quando un figlio diventa maturo spiritualmente, comprendiamo appieno la verità e il piano di Dio per noi.

Lo Spirito Santo ha preso dimora in noi per guidarci come figli di Dio nella nostra vita.

Questo è molto importante per capire la direzione di Dio nella nostra vita. Egli ci guida come figli, come un padre istruisce il figlio o la figlia adulta. Quando ordini qualcosa a un bambino piccolo, spesso non capisce perché deve farlo, ma comunque deve obbedire. Ma ai figli più grandi non vengono semplicemente dati ordini. Si tratta di indirizzarli spiegandogli i loro compiti, facendo appello al loro buon senso. I figli adulti comprendono il pensiero del padre. Dio ci guida facendo appello alla nostra comprensione spirituale. Dobbiamo esaminare e considerare “quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Romani 12:2).

In Romani 8, la posizione di figlio è contrapposta a quella di servo. Un servitore non ha bisogno di conoscere la ragione dell’attività che deve eseguire. Deve semplicemente obbedire agli ordini del suo padrone, anche se non li capisce. Ma a un figlio spieghiamo le ragioni e mostriamo lo scopo delle nostre richieste. Questo è il modo in cui Dio guida i credenti: spiega loro perché sta chiedendo questo o quello e fa conoscere i suoi piani.

Il giudizio della carne

“Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste. Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge.” (Galati 5:16-18).

“Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo altresì guidati dallo Spirito.” (Galati 5:24-25).

Anche se Dio desidera guidarci, spesso non riconosciamo il modo in cui Egli vuole farlo. Per quale motivo? Una delle ragioni principali è che la carne (il peccato) in noi ritorna sempre a ostacolare la guida dello Spirito Santo.

Questo problema viene affrontato in Galati 5. Prima di addentrarci in questo argomento, consideriamo questi due termini “peccato” e “carne”. Fin dalla nascita l’uomo ha in sé il peccato. Questo principio malvagio fa si che i suoi pensieri, le sue azioni e le sue parole siano malvagie. L’uomo non convertito è sotto la schiavitù del peccato, non può resistere ai suoi impulsi. Ecco perché gli increduli nella Bibbia sono definiti persone che “sono nella carne”.

Nel momento in cui un uomo crede con fede all’opera di Cristo e si converte è liberato dalla potenza del peccato; tuttavia, il peccato rimane in lui finché vive sulla terra.

Nella mia giovinezza ho avuto alcune difficoltà per questo fatto. Avevo sperato che il peccato che abita in me, che si manifestava nella caparbietà e nelle cattive concupiscenze, sarebbe scomparso dopo la conversione. Quando il peccato agiva e mi portava a peccare, mi sentivo in dovere di “convertirmi nuovamente” come se la prima volta non fosse stato sufficiente. Questo è andato avanti fino a quando ho imparato dalla Parola di Dio che, nonostante io sia un credente salvato, il peccato dimora ancora in me.

Dio ha provveduto a questo problema alla croce. Il Signore Gesù è morto e il peccato è stato condannato. Credendo in Lui sono liberato dal potere del peccato. Non sono più obbligato a peccare, ma posso ancora lasciare le mie membra — occhi, orecchie, bocca, mani e piedi — sotto l’influenza del peccato. Questo è spesso il motivo per cui Dio non può guidarci nella nostra vita. L’ostinazione e le cattive concupiscenze sono sempre dentro di noi e vogliono prendere un’altra direzione. La Bibbia, e anche la nostra vita pratica, dimostrano che purtroppo esiste questo pericolo.

Ecco perché è importante realizzare ogni giorno, dicendo “no” al peccato, che la carne è stata crocifissa. Secondo Romani 6:11, dobbiamo considerarci morti al peccato non rispondendo alle sue lusinghe.

Questo è esattamente ciò che lo Spirito Santo vuole fare nella nostra vita. Galati 5:16 ci dice: “Camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne”. Da una parte “camminare secondo lo Spirito” implica che giudichiamo e confessiamo tutto ciò che affligge lo Spirito di Dio e ne ostacola l’effetto in noi. D’altra parte, “camminare secondo lo Spirito” richiede anche un nutrimento regolare per la nuova vita. Se attraverso la lettura della Bibbia ci occupiamo del nostro Signore, di come ha vissuto sulla terra e di come è ora glorificato in cielo, la nostra relazione con Lui sarà realizzata e rafforzata. Di conseguenza i desideri della vecchia natura perderanno la loro attrattiva per noi.

Lo Spirito Santo è contrario alla carne. Ogni volta che siamo tentati di agire carnalmente, Egli agisce per renderci consapevoli di ciò, in modo che possiamo giudicare i desideri della carne. Questo è l’unico modo per riconoscere la guida di Dio nella nostra vita.

La guida divina

“Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te. Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano! (Salmi 32:8-9).

Dio dice espressamente qui: “Io ti istruirò e ti insegnerò la via”. Dio stesso vuole guidarci ogni giorno nelle cose grandi e piccole della vita. Egli ci istruisce attraverso la Parola, che mette davanti al nostro cuore e alla nostra coscienza. Possiamo essere certi che il sentiero che Egli ci mostra sarà sempre in accordo con la Sua Parola.

Dio vuole anche indicarci la strada, cosa che capiamo meglio quando siamo alla Sua scuola. Quando siamo già da molto tempo sulla via della fede, vediamo che Dio ci insegna, educandoci attraverso le circostanze della vita. Ci mostra che a volte abbiamo corso troppo velocemente o siamo rimasti indietro e non abbiamo tenuto il passo.

Inoltre, Dio tiene lo sguardo su di noi per consigliarci. Nella vita non incontreremo solo bianco o nero, chiaramente giusto o palesemente sbagliato. Per quanto riguarda la salvezza eterna, ci sono solo due possibilità: la via larga, in perdizione, o la via stretta, per la vita. Ma, nelle cose di ogni giorno, possiamo imbatterci in scelte o situazioni che sono più difficili da giudicare. Non è detto che un percorso sia totalmente sbagliato e l’altro l’unica scelta giusta. Il Signore ci consiglia in ogni situazione la strada migliore da seguire. Un giovane potrebbe credere che sarebbe bene per lui rimanere celibe, in modo da poter servire meglio il Signore. Questo è un buon pensiero in sé, ma può darsi che Dio, invece, stia mostrando a questo giovane che sposarsi è la via migliore per lui. Naturalmente è possibile anche il contrario.

Un altro esempio si trova nella vita dell’apostolo Paolo. Dopo il suo terzo viaggio missionario intendeva andare a Gerusalemme, anche se lo Spirito Santo gli aveva mostrato che lì lo aspettavano prigionia e sofferenza. Quindi questo progetto è stato buono o cattivo? I commentatori biblici ci hanno pensato per secoli. Alcuni sostengono che Paolo, nel voler andare a Gerusalemme, fosse disubbidiente e agisse secondo la sua volontà; altri non vogliono rimproverare nulla all’apostolo, perciò dicono che Paolo ha fatto tutto bene. Forse entrambi i punti di vista sono errati. Il suo movente non era certamente sbagliato: voleva che gli Ebrei fossero salvati. Questa è una buona e santa motivazione ma, probabilmente, non è stato all’altezza della guida dello Spirito. Può succedere anche a noi.

In Filippesi 1:10 l’apostolo Paolo ci esorta a discernere “le cose migliori”, cioè “le più eccellenti”. Quindi non dovremmo solo puntare a ciò che è buono, ma scegliere l’opzione migliore. Per questo abbiamo bisogno della guida del nostro Dio.

Adattato da un articolo di Max Billeter

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