Dove si trova il Signore in Luca 24

di Samuel Rice

  1. Il Signore non è nella tomba e nelle vesti della sepoltura

Questa fu la più grande scoperta di sempre. Le donne che si recarono alla tomba scoprirono che il Signore Gesù non era lì, ma vi erano solo i suoi sudari. Nel versetto 5 gli angeli dissero loro: «Perché cercate il vivente tra i morti?». Pensavano che fosse ancora morto. Cercavano il loro Signore, ora vivente, tra i morti. Fu loro detto: «Non è qui, ma è risuscitato!» (versetto 6). Più tardi dichiararono: «Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone» (versetto 34). Questa fu la grande scoperta che fecero quella mattina. Il Signore Gesù non era nella tomba.

Noi serviamo un Salvatore risorto! La tomba non ha potuto trattenerlo. Cristo morì, fu avvolto in un sudario e la pietra fu posta davanti alla tomba. Ma era arrivato il momento, secondo le indicazioni di  Dio Padre, di riprendere la sua vita. Il Padre gli aveva dato il comando di sacrificare la sua vita e lui lo fece, dicendo: «Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio » (Luca 23:46). Ora era giunto il momento in cui il Padre gli avrebbe chiesto di riprendere quella vita (Giovanni 10:17, 18).

Il Signore Gesù risuscitò, lasciando tutto in ordine e pulito. Giuseppe di Arimatea e Nicodemo avevano avvolto e legato il Suo corpo,con teli di lino e 100 libbre di spezie e lo avevano deposto nel sepolcro. Come avrebbe potuto il Signore Gesù liberarsi da quei teli funerari e uscire dal sepolcro? Avrebbe usato le Sue mani o i Suoi piedi per strappare quei teli? Non ne aveva bisogno. In realtà attraversò quei sudari e li lasciò lì nella tomba come un guscio vuoto. Attraversò anche le pareti della tomba esattamente allo stesso modo. Il Signore Gesù uscì senza che il sudario e la tomba fossero un ostacolo. Risuscitò senza impedimento, attraverso entrambi e apparve ai discepoli. Come entrò nella stanza dove si trovavano i discepoli? Ancora una volta, entrò allo stesso modo attraverso le pareti dell’edificio dove si trovavano, senza ostacoli. Ora aveva un nuovo corpo, un corpo glorificato. Durante la Sua vita qui sulla terra, aveva un corpo adatto alle condizioni terrene. Ma nella resurrezione ora ha un corpo adatto al cielo e non vincolato dalle condizioni terrene. Alleluia! Anche noi avremo corpi glorificati come il Signore Gesù. «Saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è» (1 Giovanni 3:2).

  1. Il Signore Gesù è con noi nei nostri dolori

“Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro”. (Luca 24:15)

I due discepoli erano in cammino verso Emmaus, discutendo delle cose che erano accadute a Gerusalemme, e i loro cuori erano tristi. Il Signore Gesù stesso si avvicinò e camminò con loro. Ascoltò mentre discutevano e si unì alla loro conversazione. Poi chiese loro quale fosse l’argomento della loro discussione e la causa della loro tristezza. Così, questi due discepoli si stavano allontanando e stavano andando da Gerusalemme a Emmaus. A volte anche noi ci ritroviamo spiritualmente alla deriva e ci allontaniamo dal Signore, dalla Sua Parola e dal Suo popolo, dall’assemblea. Andiamo alla deriva e ci ritroviamo presi dalle cose del mondo e della carne. Anche questi discepoli erano scoraggiati. Il Signore Gesù, che amavano, era morto e tutto ai loro occhi era finito. Avevano goduto delle Sue opere e dei Suoi miracoli e delle Sue parole di grazia. Ora era stato crocifisso e non era più con loro. Ma erano anche delusi. Tutte le loro speranze erano riposte in Lui e credevano che fosse Lui Colui che avrebbe redento Israele (Luca 24:21). Questo non era accaduto. Quindi, erano delusi. Nel versetto 15 leggiamo: «Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro». Com’è prezioso sapere che Colui che non è più nella tomba ha anche detto in Ebrei 13:5: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò». Questo vale per ciascuno di noi individualmente. Questo è l’impegno della Sua presenza premurosa e compassionevole. Notate anche che il Signore Gesù non solo era con loro come individui e nel loro dolore, ma andò a condividere dei momenti nella loro casa: «Si avvicinarono al villaggio dove  erano diretti, e Egli fece capire che avrebbe voluto proseguire. Ma essi lo trattennero dicendo: “Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno sta ormai per finire”. Ed Egli entrò per rimanere con loro” (Luca 24:28, 29).

Quindi, Egli è con noi in tutte le circostanze e in tutte le crisi. Alleluia! Anche se camminiamo nella valle dell’ombra della morte, Egli sarà con noi. Questo ha fatto la differenza nella vita di Giuseppe, Davide e dei santi di Dio nel corso dei secoli. Il Signore era con loro.

  1. Egli è nelle Scritture

Ogni volta che il Signore si riferisce a Se stesso nelle Scritture, le Sue parole sono esaurienti. Egli  è presente nelle Scritture dall’inizio alla fine: in ogni riga, in ogni versetto, in ogni capitolo e in ogni libro. Tutte le Scritture parlano di Lui. In Luca 24:44 leggiamo: «Poi disse loro: «Queste sono le cose che io vi dicevo quando ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi». E ancora: «Allora aprì loro la mente per capire le Scritture e disse loro: «Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno” (Luca 24:45, 46). Scritte dove? Scritte nelle Scritture. Il Signore Gesù ha ripetutamente affermato che tutti gli Scritti o le Scritture parlano di Lui. Le Scritture testimoniano che il Signore Gesù è il Creatore. “In principio Dio creò il cielo e la terra” (Genesi 1:1). “Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei, e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.” (Giovanni 1:3). Gli episodi dell’Antico Testamento sono in realtà immagini del Signore Gesù. “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato,” (Giovanni 3:14). Leggiamo meravigliose dichiarazioni su Se stesso. Egli disse: «Io sono il pane della vita», riferendosi a Se stesso come alla vera manna (Giovanni 6:35). «Io sono il buon pastore» (Giovanni 10:11, 14), un riferimento al Salmo 23 «Il Signore è il mio pastore: nulla mi manca».

Lo vediamo nella legge di Mosè, nei primi cinque libri della Bibbia. In Abramo e Isacco vediamo un’immagine di Dio Padre e Dio Figlio. In Giuseppe abbiamo un’immagine del Signore Gesù e di come sarebbe stato rifiutato dai suoi fratelli, gli ebrei, e anche dai gentili. Ma come Giuseppe, che divenne Signore di tutto l’Egitto, il Signore Gesù è diventato il “Signore di tutti” (Atti 10:36). Inoltre, come agli egiziani fu comandato di inginocchiarsi davanti a Giuseppe, è detto «nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre» (Filippesi 2:10, 11). «Or il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: «Egli è stato condotto al macello come una pecora; e come un agnello che è muto davanti a colui che lo tosa, così egli non ha aperto la bocca» (Atti 8:32). Qui l’eunuco etiope stava leggendo dal libro del profeta Isaia. Filippo usò il passo per predicare il Vangelo. «Allora Filippo prese a parlare e, cominciando da questo passo della Scrittura, gli comunicò il lieto messaggio di Gesù.» (Atti 8:35). Nel Nuovo Testamento, i Vangeli parlano di Lui. Gli Atti e le Epistole parlano del frutto della Sua opera. Nell’Apocalisse Lo vediamo come Colui che regnerà come Re dei Re e Signore dei Signori nel regno milleniale.

  1. Egli è in mezzo discepoli riuniti: immagine della chiesa.

«E, alzatisi in quello stesso momento, tornarono a Gerusalemme e trovarono riuniti gli undici e quelli che erano con loro» (Luca 24:33).
“Ora, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!»” (Luca 24:36).
Il Signore Gesù venne in mezzo ai suoi, una compagnia riunita. È così che Egli viene a noi quando ci riuniamo nel suo prezioso nome. « Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». (Matteo 18:20).
Le restrizioni al tempo del Covid, ci avrebbero dovuto far apprezzare molto di più, le innumerevoli volte che abbiamo trascorso riuniti nella libertà nel nome del Signore Gesù, con Lui in mezzo a noi. Leggiamo: «Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli; in mezzo all’assemblea canterò la tua lode». (Ebrei 2:12). In mezzo alla chiesa Egli proclama il nome del Padre e canta lodi. Anche noi ci uniamo a queste lodi, poiché il Padre cerca degli adoratori. Cristo ama prendere posto in mezzo a un popolo fisicamente riunito. «Mentre dicevano queste cose, Gesù stesso si presentò in mezzo a loro e disse loro: “Pace a voi”. Ma essi erano terrorizzati e spaventati, e pensavano di aver visto uno spirito. Egli disse loro: «Perché siete turbati? E perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io! Toccatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io». E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi.» (Luca 24:36-40). Con Lui non c’è distanza sociale. Egli è vicino a noi e ci abbraccia, proprio come Giuseppe che disse ai suoi fratelli: «Avvicinatevi a me» (Genesi 45:4). “Non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare, ma esortandoci a vicenda, tanto più che vedete avvicinarsi il giorno” (Ebrei 10:25).

  1. Egli è nella Gloria del cielo

Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato su nel cielo” (Luca 24:51). Il Signore Gesù chiese ai discepoli di rimanere nella città di Gerusalemme fino a quando Egli non avesse mandato su di loro “quello che il Padre Suo aveva promesso” (Luca 24:49). Ciò si riferiva alla venuta dello Spirito Santo che avrebe avuto luogo nel giorno di Pentecoste, come descritto in Atti 2. Mentre essi godevano della Sua presenza per l’ultima volta sulla terra, Egli li condusse fino a Betania, alzò le mani, li benedisse e fu portato in cielo. Il cielo è la Sua casa ed Egli ora è di nuovo a casa nella gloria. C’è un Uomo nella gloria. Alla nascita del Signore Gesù, Dio è venuto sulla terra nella persona del Figlio. All’ascensione del Signore Gesù, l’Uomo glorificato è entrato nel in cielo. Il Signore Gesù aveva lasciato la Sua casa nella gloria ed era venuto sulla terra. Fu rifiutato, crocifisso e sepolto. Quella fu l’ultima volta che il mondo Lo vide. Ma, siano rese grazie, Egli risuscitò, lasciando la tomba vuota e tornò al cielo.

L’uomo perfetto fu accolto da tutto il cielo e scortato nelle corti della gloria. È stato glorificato da Dio Padre  invitato a sedersi alla Sua destra, fino a quando i Suoi nemici diventeranno lo sgabello dei Suoi piedi. Quando era qui sulla terra, il Signore Gesù dimostrò più volte che poteva sempre essere trovato nelle Scritture. Nella Lettera agli Ebrei, nel capitolo 1, lo vediamo seduto alla destra della Maestà a causa della Sua Persona e della Sua Preminenza. Nel capitolo 8, è seduto nell’esercizio della sua funzione sacerdotale. Nel capitolo 10, è seduto a causa del Suo sacrificio perfetto. Nel capitolo 12, è seduto dopo il Suo percorso perfetto qui su questa terra. Dopo che il Signore Gesù tornò alla Sua casa in cielo, i discepoli dovettero relazionarsi con Lui per fede, e così dobbiamo fare anche noi. Anche se scomparve dalla vista dei due che incontrò sulla strada per Emmaus, sarebbe sempre stato con loro in un senso molto speciale e reale. Quando ci chiediamo: “Dov’è il Signore Gesù Cristo?”Che lo possiamo trovare sempre, ovunque e in ogni cosa. Quanto è preziosa la verità della Sua Presenza! Presto saremo nella gloria  alla Sua presenza per sempre. «Or a colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire irreprensibili e con gioia davanti alla sua gloria, al Dio unico, nostro Salvatore per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, siano gloria, maestà, forza e potere prima di tutti i tempi, ora e per tutti i secoli. Amen» (Giuda 1:24, 25).

Tradotto e adattato da The Christian Explorer

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