Fedeli nelle cose minime, fedeli nelle grandi

di Ht Jeannin

Chi è fedele nelle cose minime, è fedele anche nelle grandi” (Luca 16:10).

Se il Signore ci lascia sulla terra per un certo tempo è per svolgere una missione, un servizio in cui vuole impegnarci nell’attesa del Suo ritorno. Stiamo pur certi che ci darà le risorse necessarie per compiere fedelmente quello che ci chiede.

Cosa significa essere fedeli? Significa compiere ciò che Dio ci chiede, e farlo nella Sua dipendenza. Cosa ci ha affidato il Signore? Certamente, a tutti, almeno una cosa “minima”.

Il versetto citato all’inizio è tratto dalla parabola del fattore infedele. Si tratta di un uomo che ha dissipato i beni materiali affidatigli dal suo padrone, e sono quelli a cui si riferisce il Signore quando parla di “cose minime”. L’espressione si riferisce a ciò che è di questa terra. In contrasto, c’è quello che è “grande”, le vere ricchezze, le cose del cielo, le cose spirituali.

Per compiere con fedeltà ciò che è grande, bisogna prima di tutto essere fedeli nelle cose piccole. La fedeltà nelle grandi cose dev’essere preceduta dalla fedeltà in quelle piccole, anzi, in quelle minime! Dio non può affidarci cose grandi se non siamo stati fedeli nelle cose piccole.

Ecco delle cose che possono sembrare piccole: “Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto” (Efesini 6:1), e “Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo” (1 Giovanni 2:15). La fedeltà nella condotta personale, nella vita di tutti i giorni, precede la fedeltà nel servizio per il Signore. In 1 Timoteo 3:1-7 troviamo gli aspetti che devono caratterizzare chi aspira all’incarico di “vescovo” (cioè sorvegliante): sobrietà, prudenza, dignità, ospitalità, tutti comportamenti che devono trovarsi in chi desidera prendersi cura dell’assemblea di Dio.

Prima di compiere una qualsiasi “grande cosa” per il Signore, prima di portare avanti un progetto che ci sta a cuore, dovremmo pensare ad una cosa minima alla quale finora non abbiamo badato e nella quale non siamo stati fedeli. Per esempio, il nostro adeguarci al mondo (nel parlare, nel vestire, nelle distrazioni) non è forse un ostacolo al compimento di quella grande cosa che è l’annuncio del Vangelo nel mondo? Come proclamare che ci si deve convertire – quindi cambiare completamente la direzione della propria vita, confessare i peccati, pentirsi – se le persone ci vedono vivere come loro, o quasi? In questo caso il nostro annuncio dell’Evangelo può risultare poco credibile: si parlerà più volentieri di un Dio buono verso gli uomini, che li ama, ma si parlerà poco del peccato, dell’importanza di riconoscersi profondamente peccatori. Che importanza ha la fedeltà in queste cose che potremmo ritenere “minime”! Quante conseguenze ne derivano!

Non tutti sono chiamati al medesimo servizio. Non tutti sono chiamati a compiere grandi cose. Chi compie grandi cose con fedeltà non è altro che uno strumento nelle mani del Maestro. Non è quindi lui che dev’essere ammirato, ma piuttosto quello che la grazia del Signore compie per mezzo di lui. Compiere fedelmente delle grandi cose, lo ripetiamo, dipende molto dalla fedeltà in ciò che è piccolo. Se cerchiamo le grandi cose “per noi”, se il nostro obiettivo segreto è di nutrire la nostra carne (che invece dovrebbe essere tenuta là dove Cristo l’ha messa, cioè nella morte), non glorifichiamo il Signore e siamo dei servi infedeli.

Che gioia vedere un fratello o una sorella compiere qualcosa di grande sotto la guida dello Spirito Santo! Allora potremo lodare Dio considerando quello che Egli stesso ha prodotto nel loro cuore.

E’ Dio a formarci: sa Lui in vista di cosa qualificarci. Ricordiamoci anche che Egli dà sempre i mezzi per compiere il servizio al quale ci chiama. Chi avrebbe immaginato che Saulo da Tarso, uno zelante persecutore dei cristiani, sarebbe diventato l’apostolo al quale è stato rivelato il grande mistero della Chiesa al fine di farlo conoscere a tutti? Non sta a noi farci avanti. Imitiamo Colui che è stato un modello di fedeltà nel Suo desiderio costante di fare la volontà del Padre in ogni cosa.

Che il Signore ci accordi la grazia di servirlo fedelmente in ciò che è minimo, e tanto più se ci affiderà qualcosa di grande! Beati coloro che l’udranno dire: “Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore” (Matteo 25:21).

Edizioni Il messaggero cristiano

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