Il Figlio dell’uomo

di Daniel Melui – tradotto e adattato da “le messager évangélique”

È uno dei titoli del Signore Gesù. Quando era sulla terra Egli si definiva spesso come “il Figlio dell’uomo”. Questo titolo è associato sia alle Sue sofferenze e alla Sua morte, sia in rapporto alla Sua gloria futura. È così anche nel Vangelo di Giovanni, dove il Signore è presentato sotto il carattere di Figlio di Dio. A più riprese il Signore Gesù ha annunciato ai suoi discepoli che il Figlio dell’uomo doveva essere rigettato e che doveva soffrire e morire. In effetti, “l’uomo Cristo Gesù”, che Dio aveva inviato, è stato rigettato, ma un giorno ritornerà come uomo glorificato e come giudice di tutti, per stabilire il suo regno sulla terra. Allora “ogni occhio lo vedrà” anche “coloro che l’hanno trafitto” (Apocalisse 1:7). Quando consideriamo da vicino il significato di questo titolo, del nostro Signore e Salvatore, la sua persona diviene per noi sempre più grande e più preziosa. È per questo motivo che ci soffermeremo un po’ su questo soggetto nelle pagine che seguono. Il Signore Gesù era Dio da ogni eternità “l’unigenito Figlio che è nel seno del Padre” (Giovanni 1:18). Come Dio non ha avuto un principio. “Nel principio era la Parola” (Giovanni 1:1).  Per quanto la nostra mente possa andare lontano non riusciamo a scrutare un’esistenza che non ha principio.

In questa prospettiva, non dobbiamo pertanto legare l’espressione “Figlio di Dio” a una nascita o a una chiamata all’esistenza. Essa indica l’identità di natura. La Parola era, non soltanto presso Dio, ma essa era Dio, come lo è il Padre. Allo stesso modo, il titolo “Figlio dell’uomo”, designa l’identità di natura. Come Figlio di Dio, è vero Dio, e come Figlio dell’uomo è veramente uomo; tuttavia vi è questa differenza: in riferimento a questo titolo, Egli non lo possedeva da ogni eternità, ma lo ha acquisito “quando giunse la pienezza del tempo”, quando è stato inviato da Dio ed è “nato da donna” (Galati 4:4).

Vero uomo
E la parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi”, leggiamo in Giovanni 1:14. Essendo Dio, il Signore Gesù è diventato uomo, senza cessare un solo istante di essere Dio. Mistero profondo: Dio e uomo in una sola persona! Chi tra di noi potrebbe veramente comprendere questo? È per questa ragione che il Signore dice: “Nessuno conosce il Figlio, se non il Padre” (Matteo 11:27). Il Signore Gesù è diventato vero uomo e lo resterà per sempre (come uomo glorificato n.d.t.). Come uomo dipendente da Dio, è divenuto simile a noi e, come uomo glorificato, Egli è ora nel cielo dove un giorno noi saremo simili a Lui. Egli ha partecipato al sangue e alla carne e in ogni cosa è diventato “simile ai suoi fratelli” (Ebrei 2:17) (a parte il peccato n.d.t.). Egli ha sperimentato ciò che significa essere stanco. Ha conosciuto la fame e la sete. Come uomo dipendente passava delle notti in preghiera con Dio. A Getsemane ha accettato che un angelo dal cielo lo fortificasse. Alla croce, durante le tre ore di tenebre, ha sofferto come uomo sotto la mano di Dio ed è morto compiendo l’opera della redenzione. Il titolo di “Figlio dell’uomo” ci parla in modo particolare di ciò che il Signore è diventato al fine di riscattarci. Siamo ben coscienti del fatto che doveva diventare uomo per potere soffrire e morire alla croce. Se non fosse stato uomo Egli non avrebbe potuto morire. Ma, sia benedetto Dio, Egli è stato fatto uomo ed è morto sulla croce. Però non è rimasto nella morte. Il suo corpo non ha visto la corruzione. Dio lo ha resuscitato. Avendo compiuto perfettamente la sua opera, Egli è salito al cielo come uomo glorificato e “si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi” (Ebrei 1:3) –  il primo uomo nel cielo. Fedele alla sua promessa, Egli è andato alla croce e ha così reso accessibile per tutti i riscattati la Casa del Padre, e presto, ritornerà a prenderci affinché dove Lui è saremo anche noi (Giovanni 14:3).

Uomo perfetto
Non soltanto il Signore Gesù è divenuto vero uomo, ma è stato perfetto nella sua umanità. Egli era “il Giusto”, moralmente diverso da tutti gli altri uomini, il secondo uomo che è venuto dal cielo (1 Corinzi 15:47). Nel corso della storia, Dio aveva messo l’uomo alla prova, il risultato era stato che nessuno era capace di glorificarlo e di compiere sempre la Sua volontà. È vero che vi sono stati degli uomini come Abramo chiamato Amico di Dio, o Davide l’uomo secondo il cuore di Dio. Tutti hanno avuto della cadute, tutti sono stati caratterizzati da imperfezioni e peccati. Quando Dio ha inviato colui che Egli aveva “designato prima della creazione del mondo” (1 Pietro 1:20), il Suo Figlio diletto, e l’ha visto camminare sulla terra, Egli ha contemplato per la prima volta un uomo che lo amava e che lo serviva con tutto il Suo cuore e con tutta la sua anima (Deuteronomio 10:12-13). Quanto il Suo cuore si è rallegrato nel vedere quest’uomo che lo glorificava in ogni cosa!

Era colui del quale alcuni uomini dell’Antico Testamento non erano che deboli figure. Colui che sempre e in tutto cercava la volontà di Dio. Fare la volontà di Colui che l’aveva mandato e compiere l’opera Sua Era “il Suo cibo”, “il Suo nutrimento”, (Giovanni 4:34). Vedendo quest’uomo sulla terra, Dio ha espresso la gioia e il piacere che Egli provava in Lui. In due occasioni la Sua voce si è fatta udire: “questo è il mio diletto Figlio nel quale mi sono compiaciuto” (Matteo 3:17; 17:5).

Che si tratti della Sua vita, delle Sue azioni, delle Sue parole, tutto era realizzato in una dipendenza perfetta da Dio, tutto era in perfetto accordo con i pensieri di Dio. Vi sono molti “figli degli uomini”, ma Cristo li sorpassa tutti incomparabilmente. Questo “Figlio dell’uomo” è unico, è “il più bello di tutti i figli degli uomini” (Salmo 45:2). Egli è degno della nostra profonda ammirazione e di ogni nostra adorazione.

Erede di tutte le cose:
Secondo i disegni di Dio, Gesù Cristo è come Figlio dell’uomo, erede di tutte le cose. Dio lo ha stabilito sulle opere delle Sue mani e ha messo ogni cosa sotto i Suoi piedi ( Salmo 8:6; 1 Corinzi 15:27; Ebrei 1:2).

Come conseguenza del fatto che Adamo e i suoi discendenti sono stati totalmente mancanti nel soddisfare le esigenze di Dio, hanno perso ogni diritto come amministratori della creazione (cfr Luca 16:2). Cristo, il secondo uomo, invece , ha risposto perfettamente a tutte le esigenze di Dio. Per questo Lui, e Lui solo, è l’erede legittimo, Colui al quale l’eredità appartiene di diritto. Non soltanto questo. È anche Colui che, sulla base di ciò che Egli é e di ciò che ha compiuto, è il solo capace di prendere possesso dell’eredità e di donarla. Ha acquisito tutti i diritti per questo, per mezzo della sua morte e della sua resurrezione.

Nella sua grazia immensa, Dio ha fatto di noi degli eredi, noi che per mezzo di Cristo siamo riconciliati con Lui.  Noi siamo “eredi di Dio, coeredi di Cristo” (Romani 8:17). In Cristo “siamo anche stati fatti eredi” (Efesini 1:11). Quanto grande è la grazia del nostro Signore! “Essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché mediante la sua povertà voi poteste diventare ricchi” (2 Corinzi 8:9). La nostra eredità – in contrasto con l’eredità terrestre di Israele in Canaan è “incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi” (1 Pietro 1:4).

Giudice di tutti gli uomini
Il Signore Gesù, come Figlio dell’uomo, oltre ad essere l’erede legittimo di tutte le cose, è anche Colui al quale è rimesso il giudizio di tutti gli uomini. Dio Padre gli ha dato l’autorità di giudicare “perché è il Figlio dell’uomo” (Giovanni 5:27). Chi potrebbe meglio di lui essere adatto ad una tale funzione, lui che conosce l’uomo perfettamente, che ha fatto ogni cosa per riportarlo al Dio d’amore, e che è Lui stesso l’uomo perfetto agli occhi di Dio? Egli un giorno giudicherà con giustizia e regnerà finché non abbia messo i suoi nemici, sotto i suoi piedi. Egli sarà onorato come “Re dei re e Signore dei signori”. Egli porterà tutte le cose ad essere nuovamente in accordo con Dio (riconciliate con Dio ndt). “L’opera dell’Eterno prospererà nelle sue mani” (Isaia 53:10). Quando sulla terra lo scettro della giustizia sarà nella sua mano cominceranno dei tempi magnifici e gloriosi!
Quando sulla terra lo scettro della giustizia sarà nella sua mano cominceranno dei tempi magnifici e gloriosi! Ma, per tutti coloro che non lo conoscono, il Figlio dell’uomo apparirà come il giusto giudice quando egli “verrà nella gloria del Padre Suo, con i suoi angeli e allora renderà a ciascuno secondo l’opera sua” (Matteo 16:27). Vi saranno alcuni ai quali dirà: “Non so da dove venite. Allontanatevi da me voi tutti malfattori” (Luca 13:27). Tu che leggi pensi di essere ancora tra questi? Se è così che tu possa pesare con attenzione queste parole “Dio dunque…ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell’uomo che Egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti” (Atti 17:30-31).

Oggi, vi è ancora la possibilità di accettare Lui, il Figlio dell’uomo come Salvatore e Signore. Domani, potrebbe essere troppo tardi per l’eternità. E noi riscattati quanto dovremmo amarlo, amarlo sempre di più, questo “Figlio dell’uomo” che è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto!

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