Il Natale: Dio con noi…Dio per noi

 

Il Natale per voi è un giorno di festa in un periodo dell’anno particolarmente caotico e movimentato? È un momento di abitudini consolidate fatte di eventi, cene aziendali, regali “obbligati” ad amici e parenti, pranzi familiari, visite a persone che non frequentiamo durante l’anno?   In un mondo che viaggia così velocemente, vi suggeriamo di fermarvi un istante e “investire” qualche minuto del vostro tempo nella lettura di questo breve scritto. Per comprendere il profondo e ormai quasi dimenticato significato del Natale, dovete conoscere chi è Cristo e cosa è venuto a fare.

Potremmo dirla così: La missione della croce è già annunciata alla nascita.

Come avvenne la nascita di Cristo? Nella Bibbia troviamo la risposta.

“La nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe; e prima che avessero avuto rapporti coniugali, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe, suo marito, che era uomo giusto e non voleva esporla a infamia, si propose di lasciarla segretamente. Ma mentre aveva queste cose nell’animo, un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: ‘Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua moglie; perché ciò che in lei è generato, viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati’. Tutto ciò avvenne, affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: ‘La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele’, che tradotto vuol dire: ‘Dio con noi’. Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; e non ebbe rapporti coniugali con lei finché non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù.” (Matteo 1:18-25)

Tra le tante cose profonde, nel passo citato troviamo in particolare due nomi: Emmanuele e Gesù.

  • “…tu lo chiamerai Gesù… e gli pose nome Gesù(Matteo 1:21, 25)
  • “…al quale sarà posto nome Emmanuele…”(Matteo 1:23)

Da un punto di vista biblico, il nome non serviva solo a distinguere e ad identificare una persona; era il titolo che rivelava la natura stessa, i caratteri di un individuo.

Conoscere i nomi e gli appellativi di Gesù significa entrare in una conoscenza personale dei Suoi meravigliosi caratteri, dell’immenso valore della Sua Persona e della Sua opera.

Il significato di questi due nomi è molto profondo ed esaminandoli troviamo lo scopo di Dio per avvicinare a sé l’uomo peccatore.

Entrambi i nomi hanno un impatto per tutti noi.

Gesù, o “Iesous”, è la forma greca di un nome ebraico, tradotto come “Giosuè” o “Yeshua”. Il nome completo è “Jehoshua” che significa “Il SIGNORE salva”. Dando al bambino il nome “Gesù”, Dio stava dichiarando che avrebbe salvato l’uomo peccatore per mezzo di Lui. Gesù venne per liberarci dal peccato e per strapparci dal dominio del diavolo.

Emmanuele è un nome che deriva da un termine biblico ebraico che è composto da due parole: “immanu”, cioè “con noi” e “El”, cioè “Dio”. “Immanu-El”  significa dunque:  ‘Dio con noi'” (Matteo 1:23). Dio per prendere in mano la causa dell’uomo, si è manifestato su questa terra nella persona del Figlio.

Consideriamo questi due nomi in ordine inverso rispetto a come ci sono presentati.

Emmanuele – Dio con noi

Riprendiamo alcuni versi citati: “Tutto ciò avvenne, affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: ‘La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele’, che tradotto vuol dire: ‘Dio con noi'”. I dettagli che circondano la nascita di Gesù furono predetti dai profeti, adempiendo profezie fatte centinaia di anni prima. Questa citazione è tratta da Isaia 7:14.

La vergine concepirà e “partorirà un figlio”. Questo mostra l’umanità di Gesù. La frase successiva, “al quale sarà posto nome Emmanuele” mostra la Sua deità. È interessante che la Bibbia dica: “che tradotto vuol dire”… Ciò significa che oggi ognuno nella propria lingua può afferrare il carattere meraviglioso di questo nome: “Dio con noi”. Caro lettore ci hai mai riflettuto?

Questo pensiero è grandioso: Dio non è una “divinità distante”. La grandezza di Dio non si può misurare, è Onnipotente, Onnisciente, Eterno, ma allo stesso tempo è un Dio che vuole essere vicino all’uomo: “Dio con noi”!

Quando il primo uomo, Adamo, peccò, il peccato entrò nel mondo e con esso la morte. Avvenne una separazione spirituale tra il Creatore e la Sua creatura. L’uomo nella sua condizione di peccato non poteva avvicinarsi a Dio. Era distante, lontano, perduto. Quanto sono distanti, non solo fisicamente, ma soprattutto moralmente i cieli altissimi rispetto alla terra contaminata dal peccato!

Ma quando giunse la pienezza del tempo Dio mandò Suo Figlio, nato da donna”  (Galati 4:4). L’inizio del Vangelo di Giovanni cattura il senso di tutto il Natale: “E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre” Giovanni 1:14 .

Gesù – Dio per noi

“Ella partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati”. Più tardi, quando Giuseppe e Maria portarono Gesù al Tempio, un uomo di nome Simeone si avvicinò a loro e disse questo di Gesù: “i miei occhi hanno visto la tua salvezza (Luca 2:30). Una vedova di nome Anna parlò del “bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme”.

Poiché siamo peccatori, abbiamo bisogno di un Salvatore. La Bibbia dice che tutti noi abbiamo peccato e meritiamo il giudizio di Dio. “Non c’è nessun giusto neppure uno…tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio ” (Romani 3:11 e 23).

Veniamo al punto cruciale del Natale. Per mezzo della nascita verginale, Gesù entrò nel mondo senza la colpa del peccato di Adamo. Poiché nacque da Maria, Egli è veramente uomo; poiché fu concepito dallo Spirito Santo, è libero dal peccato ereditario tramandato da Adamo. Egli è il Figlio di Dio.

Gesù venne per morire al nostro posto come unico e perfetto sacrificio per i nostri peccati. Emmanuele è venuto su questa terra, “la Parola è stata fatta carne”, un mistero profondo. Ha camminato in una vita di perfezione e poi ha donato la sua vita come sacrificio per i nostri peccati. La Sua morte sostitutiva ha dimostrato l’amore del Padre e ha soddisfatto la Sua giustizia, risultando nella salvezza di tutti coloro che credono,si ravvedono e Lo ricevono per fede. Questo dono meraviglioso è disponibile gratuitamente.

Alla croce ammiriamo in una dimensione piena come Dio sia stato per noi.

Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi.  Difficilmente uno morirebbe per un giusto, ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire;  Dio invece mostra il proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (Romani 5:6-8).

Alla nascita di Cristo vediamo che Dio è con noi, alla croce contempliamo che Egli è per noi.

Tu sei pronto riconoscerti un peccatore perduto e a credere che  Dio nella persona del Figlio è venuto in questo mondi per salvarti?

C’è posto per Lui nella vostra vita? Aggrappatevi a Cristo questo Natale aprendo la porta del vostro cuore a Lui proprio ora.

Riflettete su questo: Gesù doveva essere Emmanuele per essere Salvatore, e una volta che diventa il vostro Salvatore, diventa il vostro Emmanuele.

 

Il Natale, il vero dono e la vera vita

 

 

 

 

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