Il Signore Gesù era mattiniero

di Mawson J. T.

Poi, la mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava” Marco 1:35.

Recentemente, leggendo il primo capitolo del Vangelo di Marco, sono rimasto colpito da un particolare: Gesù era un mattiniero! Si alzava molto prima dell’alba per pregare.

Il versetto citato sopra è davvero notevole nella sua semplicità per la meravigliosa testimonianza che ci offre. Il Signore doveva visitare un gran numero di città e compiere molti servizi: rispondere a molteplici bisogni e lenire molti dolori. Le miserie delle moltitudini si sarebbero riversate su di lui al sorgere del giorno, ma non lo avrebbero colto alla sprovvista, perché essendo sveglio da tempo, era preparato per ognuna di esse: così, le esigenze della giornata non superavano la sua riserva di forza. Egli considerava l’intera gamma di queste richieste e necessità in comunione con il Padre suo. Ancor prima che si verificassero, ciascuna di queste situazioni era oggetto della sua intercessione in quel luogo solitario dove si recava a pregare.

Impossibile allora non pensare a ciò che era stato annunciato su di lui molto tempo prima: «Il Signore, DIO, mi ha dato una lingua pronta, perché io sappia aiutare con la parola chi è stanco. Egli risveglia, ogni mattina, risveglia il mio orecchio, perché io ascolti come ascoltano i discepoli» (Isaia 50:4).

È  incoraggiante pensare che, a qualunque ora ci svegliamo, il Signore Gesù, è come se ci “avesse preceduto”. I miei problemi mi assillano fin dal risveglio, ma li anticipa tutti, é sempre lì prima ancora che io ne sia consapevole, e in Lui posso trovare tutta la grazia necessaria per superare tutti i miei problemi, qualunque essi siano.

Perché, SIGNORE, respingi l’anima mia? Perché mi nascondi il tuo volto?” (Salmo 88:14).

Non ho alcun dubbio su ciò che sto per dire ai miei lettori: i nostri bisogni non vengono mai prima del Signore; possono averci colto di sorpresa, ma non hanno colto alla sprovvista il Signore. Che sollievo!

Cristo è sempre pronto, non è mai sopraffatto, lui che si alzava ben prima che il giorno e le sue difficoltà si svegliassero. Allo stesso modo, oggi, prima ancora che io apra gli occhi sulla mia giornata, lui sta già pregando per me.

Esorto ciascuno dei miei lettori a leggere ciò che scrivo come se fosse rivolto proprio a lui, a leggere questo foglio come se fosse un messaggio personale indirizzato solo a lui. Sì, ognuno di noi può dire: questo fardello che mi schiaccia, il Signore Gesù lo conosceva bene prima ancora che mi cadesse addosso. E già da molto tempo prega per me, non necessariamente per togliermelo, ma almeno per sostenermi quando sono troppo stanco/a. Andrò da lui, deporrò tutto ai suoi piedi, sapendo che si interessa in modo particolare a ciò che sto attraversando.

E questo cambia tutto, sapere che prima che mi svegliassi, Gesù era già alzato e pensava a me, che aspettava di sentire il mio grido ed era pronto a rispondere. Questo riempie la mia anima di timore e gratitudine: timore per ciò che il Signore è; gratitudine perché Lui è tutto per me.

È egocentrico pensare di essere oggetto delle sue cure particolari? Niente affatto. È la soluzione per essere liberati dal nostro io e dal nostro egoismo, perché è l’aiuto del Signore che ci libera. Pensiamo più spesso alla sua grazia che si abbassa dalle vette della sua gloria fino ai nostri bisogni più vari, dai più semplici ai più profondi.

Tradotto e adattato da Le Seigneur est proche

 

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