di Tachoires Eric
Le Scritture sono ricche di insegnamenti preziosi ed esempi riguardanti il matrimonio. Tra questi, tre matrimoni, o nozze, legati al nostro Signore meritano un’attenzione particolare: il primo, quello di Adamo ed Eva, all’inizio della Genesi. L’ultimo, le nozze dell’Agnello, alla fine dell’Apocalisse. Tra questi due eventi, nel vangelo di Giovanni (capitolo 2), troviamo le nozze di Cana in Galilea, dove il nostro Signore, invitato, trasformò l’acqua in vino.
Nella Genesi, l’Eterno formò (o letteralmente «costruì») la donna e la condusse all’uomo, istituendo così il matrimonio. Nell’Apocalisse, il Signore stesso è lo Sposo. Ciò rivela una dimensione straordinaria: il matrimonio lo riguarda direttamente. Nell’episodio delle nozze di Cana, è un ospite che fa in modo che la gioia non cessi, ma si intensifichi. In figura, ciò significa che, quando la gioia coniugale sembra esaurirsi, è Lui che può rinnovarla in modo ancora più profondo. Il matrimonio evoca immediatamente l’amore, ma anche altri aspetti essenziali meritano una riflessione. Il racconto di Genesi 1 e 2, su cui ci soffermeremo ora, mette in luce diversi elementi fondamentali dell’unione tra un uomo e una donna, secondo la parola di Dio.
1. Genesi 1:27 “li creò maschio e femmina” – Diversità
Dio ha creato l’uomo e la donna diversi, sia esteriormente che interiormente. Questa distinzione non implica né superiorità né inferiorità, ma sottolinea qualcosa di essenziale. Le differenze tra i pensieri, le emozioni e le reazioni tra l’uomo e la donna devono essere riconosciute e rispettate. È fondamentale non aspettarsi che l’altro reagisca come noi, ma apprezzare questa diversità come un arricchimento reciproco.
2. Genesi 2:18 “non è bene che l’uomo sia solo” – compagnia e comunione
Il matrimonio ha lo scopo di fornire all’uomo una compagna. La donna è quindi destinata a condividere i suoi pensieri, i suoi affetti e i suoi sentimenti. Dio vuole che marito e moglie trascorrano del tempo insieme, si scambino opinioni e si sostengano a vicenda. L’espressione di 1 Pietro 3:7 «vivete insieme alle vostre mogli con il riguardo dovuto alla donna», o «vivete con loro secondo la conoscenza» illustra questa idea. Allo stesso modo, Ruth 3:1 rivela che il matrimonio deve offrire “riposo”, appagamento e felicità alla donna. I mariti possono chiedersi se le loro mogli trovano questo riposo e questa gioia con loro.
3. Genesi 2:18 “io gli farò un aiuto che sia adatto a lui” – Attività sostegno e complementarietà
Da questo passo emergono tre elementi.
In primo luogo, Adamo aveva una responsabilità nel giardino dell’Eden: coltivare e custodire. Questi verbi sono come una sintesi di ciò che Dio si aspetta da ciascuno di noi: tutto ciò che ci affida, desidera che lo facciamo fruttificare (coltivare), e anche che lo teniamo saldo e vegliamo per preservarlo da ogni attacco (custodire).
In secondo luogo, Dio fornisce ad Adamo un aiuto indispensabile nella persona della donna. Da solo non avrebbe potuto far fronte alle sue responsabilità.
Infine, questo aiuto è complementare, cioè apporta all’uomo esattamente ciò che gli manca. Questa complementarità sottolinea l’interdipendenza nella coppia, dove ciascuno è arricchito dalle qualità dell’altro. Ecclesiaste 4:9-12 illustra questa reciproca assistenza nel lavoro, nelle prove e nelle lotte della vita.
4. Genesi 2:21 “Prese una delle costole di lui” – amore e protezione
La costola, situata vicino al cuore e sotto il braccio, simboleggia sia l’amore che la protezione che il marito deve offrire alla moglie. Efesini 5:29 evoca queste responsabilità con i termini “nutrire” e “amare”. Ciò implica provvedere ai bisogni della moglie, ma anche creare un ambiente in cui lei si senta al sicuro e realizzata.
5. Genesi 2:23 “Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne” – soddisfazione e identificazione
Le parole di Adamo esprimono una profonda soddisfazione e una totale identificazione con sua moglie. Lei è parte di lui, e questo rapporto richiede che lui la consideri con gratitudine e come parte integrante di sé stesso. Passi come Efesini 5:29 e 30 e 1 Corinzi 7:3 e 4, sottolineano la necessità di una relazione reciproca e di mutuo rispetto nel matrimonio.
6. Genesi 2:24 “l’uomo lascerà suo padre e sua madre” Distacco – autonomia – maturità
Il matrimonio segna un distacco rispetto all’autorità dei genitori per formare una nuova entità familiare. Questa rottura non riguarda, ovviamente, l’affetto verso i genitori, ma traduce una nuova autonomia. Questa transizione richiede in particolare maturità spirituale, emotiva e finanziaria. Il marito diventa il capo della sua famiglia, prendendo decisioni con responsabilità. Questa autonomia rafforza il legame esclusivo tra i coniugi.
7. Genesi 2:24 “si unirà a sua moglie” – Fedeltà esclusività
Il matrimonio si basa sulla fedeltà e sull’esclusività nell’amore. Il Cantico dei Cantici 4: 9-12 lo illustra con immagini di gioia, felicità e ristoro (giardino, sorgente e fontana) nell’esclusività (chiuso, sigillato). L’amore secondo Dio è caratterizzato da reciproca felicità e lealtà incrollabile. Rebecca, velandosi (Genesi 24:64-65), manifesta anch’essa questa esclusività riservata al marito. Sottolineiamo che si tratta sempre di un uomo e una donna. La Bibbia dice che qualsiasi unione diversa da quella tra un uomo e una donna è un abominio agli occhi di Dio (Romani 1:26-27).
8. Genesi 2:24 “saranno una stessa carne” – unità completa
Il matrimonio unisce i coniugi nello spirito, nell’anima e nel corpo (vedi 1 Tessalonicesi 5:23). Questa unità include una dimensione spirituale ed emotiva, prima di esprimersi fisicamente. Genesi 4:1 usa il verbo “conoscere” per descrivere l’unione coniugale, sottolineando una relazione globale e intima.
9. Genesi 2:25 “l’uomo e sua moglie erano entrambi nudi” – trasparenza
La nudità di Adamo ed Eva simboleggia una totale trasparenza tra i coniugi. Non si nascondono nulla, ma condividono apertamente pensieri, emozioni e progetti. Insistiamo su questo punto perché, sotto l’influenza del mondo, anche i sedicenti “consulenti matrimoniali cristiani” raccomandano ai coniugi di mantenere il loro «giardino segreto», una forma di «vita privata» da cui l’altro coniuge sarebbe escluso. Questo non corrisponde al pensiero di Dio per la coppia. Questa trasparenza è essenziale per una relazione sana e autentica. Ciò implica anche la confessione e il perdono quando necessario.
10. Genesi 1:28 “siate fecondi e moltiplicatevi” – fecondità
Dio chiede agli sposi, quando lo permette, di portare frutto, non solo attraverso la nascita dei figli, ma certamente anche attraverso la loro educazione nella fede. Malachia 2:15 ricorda ciò che Dio cerca attraverso il matrimonio di coloro che potranno diventare suoi figli, vale a dire una discendenza che viva nell’amore e nel timore di Dio. Così, fin dai primi capitoli della Genesi, le Scritture ci offrono una visione ricca e profonda del rapporto tra uomo e donna, fondato sulla complementarità, l’amore, la fedeltà e la comunione. Coloro che cercano, nella dipendenza da Dio, di conformarsi a questo modello divino di matrimonio, ne trarranno sicuramente una grande benedizione.
Tradotto e adattato da Le Messager Evangélique 05/2025