di Arend Remmers
Il libro del profeta Malachia è suddiviso in 4 capitoli.
1. Autore e scopo del libro
Il nome dell’autore dell’ultimo libro dell’Antico Testamento, Malachia, significa: “Il mio messaggero”; si tratta probabilmente di una variante del nome Malac-ya: “Messaggero di Dio”. Alcuni vedono in “Malachia” una designazione piuttosto che un nome proprio; la stessa parola ebraica mal’achi è tradotto in “Malachia” al capitolo 1 (v. 1) e con il “in mio messaggero” al capitolo 3 (v. 1). Non si conosce alcun dettaglio personale riguardante Malachia.
Malachia è l’ultimo dei tre profeti che hanno esercitato il loro ministerio dopo l’esilio a Babilonia. Non ci viene fornita alcuna indicazione riguardo all’epoca e alla durata del suo servizio. Tuttavia leggendo lo stesso libro si può costatare che il tempio è ricostruito a Gerusalemme e i sacerdoti offrono nuovamente dei sacrifici (Malachia 1:6-14). Un governatore (del re di Persia) governa il paese (Malachia 1:8). Il triste stato del popolo corrisponde alla descrizione fatta in Neemia 13. Si può così concludere che Malachia e Nehemia vissero approssimativamente nella stessa epoca. Alcuni ricercatori vogliono collocare l’azione di Malachia prima di quella di Neemia, altri pensano che Malachia profetizzò nel momento in cui Neemia lasciò Gerusalemme per tornare alla corte del re di Persia (ved. Neemia 13:6-7) oppure questo messaggio potrebbe essere successivo a quello di Neemia, in ogni caso, il periodo è da collocare nella seconda metà del V secolo a.C. (verso il 450- 425 a.C.).
Questo ultimo messaggio dell’Antico Testamento lasciato per mezzo del profeta Malachia è seguito da “400 anni di silenzio”. Durante questo periodo Dio non parla direttamente al suo popolo fino al momento in cui Giovanni Battista appare sulla scena per preparare la via del Signore (cfr. Malachia 3:1 e Marco 1:2).
2.Il suo scopo
L’ultimo messaggio di Dio verso Israele, il suo popolo terreste, si indirizza al residuo che è ritornato dalla cattività babilonese. Nel corso dei decenni successivi al suo ritorno, questo residuo era stato trovato mancante nella sua testimonianza verso Dio. È vero che i Giudei non servivano più gli idoli come nel periodo precedente all’esilio, ma l’indifferenza, il disprezzo di Dio e l’incredulità caratterizzavano il loro stato morale. In una tale situazione, Dio dichiara il suo amore immutabile per il popolo e lo pone in maniera molto seria davanti ai loro peccati e all’abbandono dei comandamenti (Malachia 1 e 2).
Dio, inoltre, annuncia anche ai Giudei che dei severi giudizi stavano per cadere su di loro prima che sorgesse il Giorno del SIGNORE, che avrebbe portato la piena benedizione a coloro che si sarebbero ravveduti (Malachia 3 e 4). Come per sottolineare che si tratta dell’ultimo messaggio di Dio, l’espressione “così dice il SIGNORE” ritorna 25 volte nel libro.
3.Le sue particolarità
a) Le otto domande del popolo.
Il cattivo stato morale del popolo giudeo emerge chiaramente dalle loro otto domande riportate da Malachia e alle quali il profeta, ogni volta, dà la risposta di Dio.
Le domande sono le seguenti:
- “In che modo ci hai amati?” (Malachia 1:2)
- “In che modo abbiamo disprezzato il tuo nome?” (Malachia 1:6)
- “In che modo ti abbiamo contaminato?” (Malachia 1:7)
- “Perché?” (Malachia 2:14)
- “In che modo lo stanchiamo?” (Malachia 2:17)
- “In che modo dobbiamo tornare?” (Malachia 3:7)
- “In che cosa ti abbiamo derubato?” (Malachia 3:8)
- “Che abbiamo detto contro di te?” (Malachia 3:13)
Ciascuna di queste domande è introdotta dalle parole: “Voi dite”.
Questa stessa espressione ritorna ancora quattro volte Capitolo 1: 7-12-13;3:14, tutte queste affermazioni mostrano l’assoluta malvagità e insolenza del popolo a riguardo di Dio.
b) Il messaggero dell’Eterno
Al capitolo 3 v. 1, l’Eterno annuncia il Suo messaggero che deve preparare il Suo cammino davanti a Lui. In Matteo 11:10 e Marco 1:2 questa dichiarazione è applicata a Giovanni Battista, il precursore del Messia. Giovanni annunciò la prima venuta di Cristo in grazia. In Malachia 4:5 Dio dichiara che Elia sarebbe stato inviato prima della venuta di Cristo. Il Signore stesso applica ugualmente questa profezia a Giovanni Battista (Matteo 11:14; cfr Luca 1:17), mentre Giovanni dice che egli non è Elia (Giovanni 1:21). Questa contraddizione apparente è risolta dal fatto che il rifiuto ed il rigettamento di Cristo alla Sua prima venuta, hanno come conseguenza la Sua seconda venuta in gloria per il giudizio.
Prima che venga questo “grande e terribile giorno del Signore” Elia (o un profeta con il carattere di Elia ndr), apparirà e annunzierà la seconda venuta di Cristo in giudizio (confronta Apocalisse 11:3-6).
4. Analisi succinta del suo contenuto
I) Malachia 1:1-5 Introduzione: l’amore dell’Eterno per Israele.
II) Malachia 1:6-2:16 Rimprovero da parte di Dio.
Malachia 1:6-14 I sacrifici iniqui
Malachia 2:1-9 La condotta empia dei sacerdoti
Malachia 2:10-16 La condotta empia del popolo
III) Malachia 2:17-4:3 Avvertimento da parte di Dio
Malachia 2:17-3:6 Il giudizio imminente
Malachia 3:7-15 Appello al pentimento
Tratto da “Vue d’ensemble de l’Ancien Testament” di Arend Remmers – Pubblicato da EBLC Ἐditions Bibles Et Littérature Chrétienne Vevey