di Svetlik Jan Philip
“Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio io ho vinto il mondo” (Giovanni 16:33)
Che il mondo sia un pericolo per il credente e che può avere un’influenza negativa per le nostre vite è particolarmente evidente nell’esempio della vita di Abramo. In un momento in cui intere popolazioni erano sempre più devote all’idolatria, Dio nella sua grazia sovrana chiamò Abramo “fuori dal mondo”.
Dio gli diede delle promesse incondizionate nelle quali il patriarca doveva confidare (Genesi 12:1-3). Dopo qualche tempo la fede di Abramo fu messa alla prova da una carestia nel paese di Canaan ed egli fallì. Abramo cercò rifugio in Egitto, un’immagine del mondo, sperando di avere una vita più confortevole in quel luogo. Il piano però non funzionò. Il suo periodo in Egitto segnò l’interruzione della sua comunione con Dio ed ebbe delle conseguenze sulla sua vita anche a lungo termine. I beni che ricevette in Egitto e che successivamente condusse con sé, portarono ad una disputa tra i suoi pastori e quelli di Lot.
Quante lotte ci sono state tra credenti a causa di proprietà e soldi.
Oltre a questo, Agar, una serva egiziana, venne dall’Egitto alla terra promessa. Lei, come rivelato nel Nuovo Testamento, è una figura del patto della legge (vedere Galati 4:21-31) che è considerata uno degli elementi del mondo (vd. Colossesi 2:8,20). Il pensiero legalista di chi pensa di raggiungere le promesse di Dio secondo i propri sforzi, è completamente contrario alla grazia di Dio e non può portare frutto per Dio. In Ebrei 11 troviamo mezionati “i tesori di Egitto”.
Gli egiziani in quel tempo confidavano su queste ricchezze e sicurezze terrene ed è esattamente quello che fanno le persone di oggi. Le ricchezze finanziarie contengono il grande pericolo per i credenti di farli agire in modo indipendente da Dio e di confidare più nei loro possedimenti che nel Dio vivente (vd. 1 Timoteo 6:17).
Vuoi esaminare concretamente quanto ti appoggi sulla tua sicurezza finanziaria rispetto a quanto ti appoggi realmente su Dio?
Come Abramo ai suoi giorni, anche noi rischiamo il grave pericolo di provare a sfuggire le prove attraverso le quali Dio permette che passiamo, rifugiandosi in Egitto, ovvero in figura adattandoci allo spirito di questo mondo, senza rimetterci a Dio e ricercare la Sua volontà. Nei momenti di prova della fede spesso l’attrazione del mondo per i credenti aumenta. Quanto facilmente prendiamo la direzione di Moab, parlando in figura, perché c’è carestia in Betlemme (vd. Ruth 1)., come è stato il caso di Elimelec e della su famiglia. Invece di assicurare cibo per il popolo di Dio, con l’energia della fede come fece Gedeone (vedi Giudici 6), possiamo velocemente avere la tendenza di accomodarci su un confortevole sofà, luogo nel quale la debole condizione dei credenti è spesso giudicata. È più facile e più confortevole, sovente, sfuggire ad una situazione quando, per esempio, un radunamento locale è in una debole condizione spirituale, invece di rimanere dove Dio ci ha posti, dipendendo da Lui e facendo un lavoro di edificazione.
Nel deserto Satana tentò il Signore Gesù con tutte le cose che il mondo ha da offrire. Come si comportò il Figlio di Dio quando fu confrontato con la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi, l’orgoglio della vita (Luca 4:1-13)? Sebbene avesse digiunato per quaranta giorni ed è detto “che ebbe fame”, Egli non usò la Sua potenza per il Suo proprio beneficio. Non volle mangiare nulla senza ricevere istruzioni da Dio. Non cercò una scorciatoia nella strada di ricevere il dominio su questo mondo, ma rimase fedele a Dio in un cammino che lo portava dalla sofferenza alla gloria. Egli rifiutò di tentare Dio, perché faceva ogni cosa nella dipendenza del Padre Suo e confidava in Lui con tutto il suo cuore. Infine Egli andò risolutamente verso Gerusalemme sapendo che non sarebbe stato svergognato.
Riflessione
Come reagiamo normalmente quando Dio permette delle prove nella nostra vita? Siamo facilmente scoraggiati e tendiamo a lasciarci andare o rimaniamo fermi e edifichiamo altri nel luogo dove Dio ci ha posto? Prendiamo Mosè come esempio che “rimase costante, come se vedesse colui che è invisibile” (Ebrei 11:27).
Sii pronto a rinunciare a te stesso oggi, a prendere la tua croce e seguire Colui che ha vinto il mondo.
Tradotto e adattato da “Dependence in the life of Christ”