di Alan Smart
Dal punto di vista morale, il mondo è considerato come la società umana organizzata sotto la potenza di Satana, che ne è il principe (Giovanni 12:31; 14:30; 16:11). Il mondo si evolve in questo senso perché gli uomini, per compiacere la propria volontà, cercano di creare un sistema lontano dalla presenza di Dio che li possa soddisfare. Il primo uomo a muoversi in questa direzione è stato Caino. In Genesi 4:19-24 possiamo vedere come Lamec, quinto discendente di Caino, incarni alcune di queste caratteristiche principali nel tentativo di trovare appagamento lontano da Dio: egoismo, lussuria, orgoglio, sensualità e violenza sono i motivi reali dietro alla sua condotta.
La Bibbia ci presenta paesi e città che mettono in evidenza queste caratteristiche mondane. In particolare, ne troviamo cinque che racchiudono aspetti specifici del mondo, ed è fondamentale comprendere perché sia necessario prenderli in considerazione. Qualcuno dirà che abbiamo già le risorse per combattere il male di questo mondo; tuttavia Dio, nella Sua infinita saggezza, ha posto davanti a noi tutta la malvagità terrena affinché fossimo in grado di fare un uso migliore di tali risorse. Essere fermi nelle verità della Parola di Dio e avere la certezza che Gesù è il Figlio di Dio ci permette di ottenere la vittoria sul mondo (1 Giovanni 2:14; 5:5). Questo uso della Parola viene riportato molte volte nella Scrittura. Un esempio lo troviamo in Benaia (2 Samuele 23:21), il quale percosse un imponente egiziano usando il proprio bastone. In questo mondo noi siamo pellegrini, e il bastone è proprio una caratteristica tipica del pellegrino.
Forse la figura più emblematica del mondo la possiamo riscontrare nell’Egitto. Abramo vi scende e lì racconta una grande menzogna. Anche suo figlio Isacco si trova a fare lo stesso, sebbene la Bibbia non registri una sua discesa fisica in Egitto ma solo il rischio di farlo (Genesi 26). La completa descrizione del carattere dell’Egitto, comunque, si trova nei primi quattordici capitoli del libro dell’Esodo. Il faraone afferma: «Chi è il SIGNORE che io debba ubbidire alla sua voce?» (Esodo 5:2). Al contrario, Mosè preferì «essere maltrattato con il popolo di Dio, che godere per breve tempo dei piaceri del peccato» (Ebrei 11:25). In questa occasione egli è un esempio per tutti noi nei quali dimora lo Spirito Santo di Dio.
La seconda figura del mondo è Sodoma, della quale leggiamo in Genesi 13:10-13, nel capitolo 14 e nel capitolo 19. Essa rappresenta la promiscuità e la violenza del mondo (2 Pietro 2:6-8). Tutto questo era già prefigurato nelle due mogli di Lamec e nel suo omicidio. La prima volta che Abramo scese in Egitto (Genesi 12), sicuramente Lot era con lui; non ci sono dubbi che sia proprio lì che Lot abbia iniziato ad amare il mondo. Durante il suo soggiorno a Sodoma, egli ha alimentato sempre più questo amore, fino a trovarsi seduto alla porta della città, il luogo in cui “si faceva la politica”. Nella sua giustizia, Lot pensava forse di poter fare qualcosa di buono, ma la sua anima ne era tormentata giorno dopo giorno (2 Pietro 2:8). Questo dovrebbe essere un avvertimento per ogni credente che desidera integrarsi nei sistemi del mondo.
Gerico ci mostra invece il mondo nella sua veste culturale (le evidenze archeologiche, ci mostrano che Gerico è stata un città di un certo livello culturale), immerso nella musica, nell’arte e nella letteratura. In Genesi 4:21 troviamo l’origine di queste arti, mentre in Apocalisse 18:22 ne vediamo la fine. Questa è una delle vie più subdole con cui il mondo cerca di conquistare i cristiani. Gerico fu la prima città che gli ebrei incontrarono dopo aver attraversato il Giordano. Il Giordano ci parla della nostra morte e risurrezione con Cristo: più questa verità si riflette nella nostra vita pratica, più dovremo confrontarci con il mondo. Ancora una volta, come in Giosuè 6, la dipendenza, la devozione e la fiducia nel Signore (rappresentate dal “suono dei corni”) libereranno i credenti da questa pericolosa trappola.
Tiro ci mostra il mondo sotto il suo aspetto commerciale, descritto chiaramente nei capitoli 26-28 del libro di Ezechiele. Il mondo del commercio è motivato dall’avidità. In Ezechiele 28:11-19 possiamo intravedere come Satana stesso sia colui che dirige il sistema economico di questo mondo. Si potrebbe obiettare: «Ma dobbiamo pur fare qualcosa per vivere!». Questo è vero, ma l’apostolo Paolo ci ricorda: «quelli che vogliono arricchire cadono vittime di tentazioni, di inganni e di molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella rovina e nella perdizione» (1 Timoteo 6:9). E ci esorta aggiungendo: «quando abbiamo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti» (1 Timoteo 6:8). Al contrario di chi cerca la comodità, gli uomini di Gedeone in Giudici 7 furono pronti a raccogliere l’acqua con la mano leccandola, senza mettersi comodi per bere. Dobbiamo fare molta attenzione agli ammonimenti che il Signore ci dà in Matteo 16:26.
Una grande insidia del mondo è legata al suo aspetto religioso, generalmente rappresentato da Babilonia. Troviamo la sua origine in Genesi 10:8-10. Sebbene fosse un re, Nimrod è descritto come un potente cacciatore; in Genesi 11 emergono le sue motivazioni e quelle dei suoi concittadini: opposizione a Dio, idolatria e l’ambizione di costruire una torre che raggiungesse il cielo. Babele si trovava nella terra di Scinear, dove l’idolatria ebbe inizio (Zaccaria 5:5-11). Secoli dopo, il re d’Assiria impose ad abitanti di Babilonia e di altre terre di ripopolare la Samaria, dopo che gli israeliti erano stati deportati (2 Re 17:24). Questo sincretismo portò allo sviluppo della falsa religione di cui leggiamo in Giovanni 4.
In quello stesso periodo, Babilonia stava emergendo dal suo stato di vassallaggio per acquistare potenza. Il re Ezechia notò questo sviluppo e in 2 Re 20:12-19 leggiamo del suo tentativo di stringere un patto con loro. Purtroppo, dopo una vita fedele, questo episodio segnò la sua caduta. La storia ci viene ripetuta in 2 Cronache 32:31 e Isaia 39, dove leggiamo che «il suo cuore s’inorgoglì» (2 Cronache 32:25). Il fatto che questo episodio sia riportato tre volte nella Scrittura serve da avvertimento: non dobbiamo avere alcun legame con il mondo, anche quando la situazione sembra calma e innocua. Bisogna assumere la stessa posizione dell’apostolo Paolo: «Ma per quanto mi riguarda, non sia mai che io mi vanti d’altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo» (Galati 6:14). È interessante che dica questo proprio ai Galati, i quali affrontavano un serio errore dottrinale: «Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne?» (Galati 3:3).
In seguito vediamo Babilonia al culmine del suo splendore materiale, durante il termine del regno di Giuda (2 Re 24 e 25) e in gran parte del libro di Geremia. In Daniele 3 leggiamo del suo re più grande, Nabucodonosor, che si innalzò contro Dio arrivando a dire agli amici di Daniele: «e qual è quel dio che vi libererà dalle mie mani?» (Daniele 3:15). Babilonia sfocerà nella massima espressione della falsa religione e in diretta opposizione a Dio durante la grande tribolazione, come descritto in Apocalisse 18. Misericordiosamente, Nabucodonosor si umiliò ottenendo il perdono; al contrario, nel libro dell’Apocalisse non vediamo alcun segno di umiliazione o pentimento da parte di Babilonia. Per quanto riguarda la corrente religiosa di questo mondo presente, lasciamoci guidare dal discernimento della Parola di Dio e dello Spirito Santo. Questo sistema culminerà in quella terribile realtà che dice: «Io siedo regina, non sono vedova» (Apocalisse 18:7).
Il nostro augurio è di poter serbare la parola del Signore, non rinnegare il Suo nome e aspettare con pazienza il giorno, ormai vicino, in cui udremo la Sua voce che ci chiamerà per essere sempre con Lui.
Tradotto e adattato da Truth & Testimony