Dal tramonto a mezzanotte – la prima Pasqua

Cari amici, in questo periodo dell’anno la cristianità festeggia la Pasqua. Ci piacerebbe fare qualche considerazione sulla sua origine e sul suo significato profondo.

Il popolo d’Israele era oppresso da una rigida schiavitù nel paese d’Egitto. Mosè fu suscitato da Dio come liberatore del suo popolo. Iniziarono una serie di giudizi mandati da Dio conosciuti come piaghe. Dio giudicava il paese di Egitto, con tutta la sua idolatria. Fin quando i giudizi riguardavano l’idolatria degli Egiziani, il popolo d’Israele era risparmiato. C’era una netta distinzione tra ciò che accadeva nel luogo occupato dagli Israeliti ed il resto del paese d’Egitto. Gli dèi Egiziani non avevano potuto salvare l’Egitto dai giudizi, infatti, ad esempio, il dio Sole non era stato capace di eliminare le tenebre. Il dio Nilo non aveva impedito che il fiume diventasse sangue. Dopo la serie dei primi nove giudizi, eccone un ultimo terribile annunciato da Mosè: <<così dice il Signore: “verso mezzanotte io passerò in mezzo all’Egitto e ogni primogenito nel paese d’Egitto morirà, dal primogenito del faraone che siede sul suo trono al primogenito della serva che sta dietro alla macina e ad ogni primogenito del bestiame”>> (Esodo 11:4-5). Quando si tratta di giudicare ciò che l’uomo può produrre nella sua condizione naturale (i primogeniti sono un simbolo di quanto di meglio l’uomo può generare nel pieno della sue forze), allora anche gli Israeliti dovevano essere giudicati, perché non erano migliori degli Egiziani. Agli occhi di Dio erano nella stessa condizione: tutti peccatori e come tali meritevoli del suo giusto giudizio. C’è un rimedio? Si può scampare al giudizio?

Dio interviene ed indica una via d’uscita: un agnello doveva essere sacrificato. “La comunità d’Israele, riunita, lo sacrificherà al tramonto” (Esodo 12:6). Il sangue dell’agnello doveva essere sparso sugli stipiti e sull’architrave della porta d’ingresso delle case. Chi aveva fede e ubbidiva all’ordine di Dio scampava dal giudizio, perché il sangue testimoniava che c’era stata una vittima. Dio disse: “il sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete; quando io vedrò il sangue passerò oltre” (Esodo 12:13).

La Pasqua, dunque, ci parla in modo colpente della liberazione dal giudizio di Dio.

L’agnello senza difetto, che doveva essere sacrificato, parla in modo inequivocabile della persona di Cristo: l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, l’agnello senza difetto né macchia, per mezzo del quale l’uomo peccatore può essere riscattato (Giovanni 1:29 – 1 Pietro 1:19-20).

Caro lettore, hai mai considerato il tuo stato di peccatore davanti al Dio santo e giusto che odia il peccato? Hai mai pensato con serietà al sacrificio del Suo Figlio, il Signore Gesù, come mezzo per ottenere la pace con Dio e che “il suo sangue ci purifica da ogni peccato?” (1 Giovanni 1:7). Sei al beneficio del valore di questo sangue? Hai già messo il sangue sugli stipiti e sull’architrave della tua casa? È ora il tempo di farlo!

Per gli Israeliti l’agnello doveva essere sacrificato sull’imbrunire, cioè al tramonto del sole, mentre il giudizio sarebbe arrivato a mezzanotte. C’era giusto il tempo per aspergere il sangue e mettersi così al riparo del giudizio, ma non bisognava tardare.

Caro amico, il tramonto “è già passato” e il sacrificio di Cristo, il vero Agnello, è un fatto compiuto. La buia mezzanotte, il momento in cui Dio giudicherà questo mondo, si sta avvicinando e, inoltre, nessuno conosce la durata della propria vita.

Sei nell’intervallo tra il tramonto e la mezzanotte. Il tempo passa in fretta! È questo il momento di accettare Cristo quale Salvatore. È Lui il mezzo inviato da Dio per la salvezza dell’uomo peccatore.

Accettalo nel tuo cuore, affinché tu possa unirti al coro di coloro che un giorno canteranno “…degno è l’Agnello che è stato immolato di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la lode” (Apocalisse 5:12).

 

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