di Henri Rossier
Lettura consigliata Efesini 4:15-32 e 5:1-21
Leggendo questi passi, così ricchi d’insegnamento per la nostra vita, possiamo notare che nella Parola sono messe in primo piano le grandi verità dottrinali che riguardano la nostra posizione in Cristo davanti a Dio. Se volessimo ricevere subito le esortazioni pensando che non sia necessario che siano fondate sulla dottrina di Cristo, cadremmo inevitabilmente nel legalismo. Se cercassimo di camminare in modo degno di Dio e di Cristo, coscienti dei nostri doveri, ma separassimo questi doveri dalle verità fondamentali, cadremmo in vuote pratiche religiose e non saremmo all’altezza del cammino che Dio ci chiede.
I capitoli sopra citati contengono grandi verità. La prima è che siamo diventati figli di Dio in virtù del sangue di Cristo versato per noi. In quanto tali possediamo una nuova natura che è quella di Cristo e che ci rende santi e irreprensibili nell’amore davanti a Dio. La nostra posizione davanti a Dio come credenti in Cristo è una posizione di santità e di perfezione, la cui misura è data dalla posizione che ha Cristo stesso.
La seconda di queste grandi verità è che, sempre in virtù dell’amore di Cristo, siamo diventati un tutt’uno, poiché i credenti, per mezzo di un solo Spirito, sono tutti legati insieme con il Capo, glorificato in cielo. Tutti i credenti, uniti insieme, sono il Corpo di Cristo sulla terra.
Tutte queste verità possono essere riassunte in un solo nome, Gesù Cristo, poiché noi siamo davanti a Dio quello che Cristo è, grazie alla sua opera per noi; e siamo uniti in Cristo per mezzo di questa stessa opera.
Queste verità diventano allora il punto di partenza di tutte le esortazioni rivolte da Paolo ai cristiani di Efeso. Quando si tratta della nostra vita d’ogni giorno, essa non dev’essere altro che la realizzazione della posizione e dei caratteri di Cristo. Anime molto semplici, che conoscono forse ben poco dei misteri profondi rivelati in questo capitolo, possono camminare in modo infinitamente più fedele di tanti credenti con profonde conoscenze, perché sono occupate di Cristo. Forse ignorano che cosa sia la Chiesa o la nuova nascita, ma hanno Cristo davanti agli occhi e si comportano in un modo che lo onora e lo glorifica.
E’ sorprendente costatare che, in questi ultimi capitoli, l’apostolo ci parla sempre di cammino, di comportamento (4:1-17; 5:1,8,15). Dopo aver imparato a conoscere il Signore e la sua grande salvezza, non possiamo rimanere immobili, inattivi; bisogna che camminiamo, che il nostro comportamento parli e sia coerente con ciò che conosciamo.
Il segreto di questo cammino si trova da un lato nella conoscenza dei legami che uniscono la Chiesa a Cristo e, dall’altro, nella nostra nuova natura che è la natura di Cristo. Si tratta allora di comportarsi in modo coerente con questa natura. L’apostolo dice: “Ma voi non è così che avete imparato a conoscere Cristo. Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verità che è in Gesù” (4:20,21). Questa “verità che è in Gesù” consiste nel fatto che abbiamo “spogliato il vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici“; abbiamo chiuso con lui e con la carne, dal momento che apparteniamo a Cristo. L’uomo vecchio è stato giudicato e condannato alla croce. Non solo questo, ma abbiamo rivestito l’uomo nuovo, “creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità“. Abbiamo rivestito Cristo.
Se l’uomo vecchio è stato giudicato alla croce di Cristo, il nuovo uomo è stato creato grazie alla risurrezione di Cristo. Quanto alla vita dello spirito, è una cosa che è rinnovata continuamente (v. 23). La vita di Cristo in noi non rimane stazionaria, ma si sviluppa col tempo. Così siamo prima esortati a seguire l’esempio che abbiamo in Cristo, e poi a fissare il nostro sguardo su di Lui, perfetto modello. E’ in Lui che vediamo la nuova creazione in tutta la sua perfezione. Se consideriamo Cristo e lo abbiamo davanti agli occhi in tutta la sua perfezione, cammineremo in questo mondo nella potenza della vita nuova, in modo degno di Dio.
“Siate… benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo” (v. 32). Conosciamo bene il perdono perfetto che abbiamo ottenuto in Cristo, e l’amore di Dio a nostro riguardo. Se è così, come potremmo portare rancore verso i nostri fratelli che potrebbero averci offeso?
Uno dei caratteri principali del comportamento dei credenti dev’essere l’amore. “Camminate nell’amore come anche Cristo vi ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio quale profumo di odore soave” (5:2). Quest’amore è stato versato nei nostri cuori e ci giudica se agiamo senza amore, se non è l’amore che ci fa parlare e agire nei nostri rapporti con gli altri e particolarmente coi nostri fratelli.
Come possiamo definire ciò che non è amore? La “carne”,; se agiamo senza amore siamo sotto il potere dell’uomo vecchio.
E’ l’amore di Dio che dobbiamo manifestare nel mondo. Parlando ai Corinzi, l’apostolo dice: “L’amore di Cristo mi costringe”, vale a dire “mi spinge ad andare nel mondo per predicare e dire: Convertitevi, ricevete Cristo come Salvatore!
Ma c’è una seconda cosa: “In passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce” (v. 8). L’amore e la luce formano l’essenza stessa della deità. Dio ha molti altri attributi: è santo, giusto, meraviglioso, grande, ecc…; ma vi sono due caratteri che lo definiscono bene: amore e luce. Ecco perché dobbiamo vivere alla luce della verità e non nelle tenebre. Come figli di luce partecipiamo alla natura stessa di Dio, che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha introdotti nel regno del suo amato Figlio. Quando il Signore era sulla terra, manifestava la luce e l’amore. Quando si occupava dei peccatori, metteva in luce il loro stato, perché se ne rendessero conto. Per questo è scritto che “la grazia (l’amore di Dio verso dei peccatori colpevoli) e la verità (che mette tutto in luce) sono venute per mezzo di Gesù Cristo”. Grazia e verità vanno sempre insieme, sono sempre unite in Dio.
Possiamo essere compiacenti verso gli uomini e verso i nostri fratelli; essere gentili, comprensivi, senza mai usare parole dure; ma la gentilezza può trovarsi anche nelle persone del mondo. L’amore invece procede insieme alla verità e alla luce. Quando non abbiamo amore nel cuore e pretendiamo di presentare la verità, essa non farà altro che ferire i nostri fratelli. Ma se nel nostro comportamento manifestiamo tutti e due questi caratteri, i rapporti tra cristiani saranno come Dio li vuole, e porteranno pace e edificazione.
Poi, al v. 18 leggiamo: “Siate ricolmi di Spirito“, vale a dire dominati dallo Spirito Santo senza che vi sia più posto per la carne. Oggi stesso, in mezzo alla rovina che ci circonda e alla quale tutti abbiamo contribuito, possiamo essere ripieni dello Spirito, vale a dire camminare in questo mondo, parlare, agire nei confronti dei nostri fratelli, in modo tale che non ci sia più posto per la carne. Questo è possibile per ognuno di noi. Guardiamoci da tutte le cose che il mondo può presentarci e in cui c’è solo dissolutezza. Quando Satana viene a noi, cercando di far agire la vecchia natura per farci uscire dalla via di Dio, diciamogli: Sono crocifisso con Cristo. E’ così che saremo ripieni dello Spirito e che non ci sarà più posto per la carne. Conserveremo fino alla fine la nostra vecchia natura, ma possiamo tenerla come giudicata, condannata, messa a morte alla croce di Cristo. Questo è per noi il segreto di un cammino secondo Dio.