Dio ci ascolta
di Francesco Pancani
“Colui che ha fatto l’orecchio forse non ode? Colui che ha formato l’occhio forse non vede? […] L’Eterno conosce i pensieri dell’uomo.” Salmo 94:9,11
Come nell’articolo precedente (“Dio ci vede”) anche in questo possiamo vedere due facce della stessa medaglia. Una incoraggiante e un’altra che dovrebbe ancora una volta portarci ad una seria riflessione sulla nostra vita quotidiana.
Se anche avessimo avuto dei dubbi, a questo punto dovrebbe esserci chiaro che Dio è l’Onnipotente e che non possiamo nasconderli nulla. Ci siamo detti che Egli ascolta quello che diciamo e conosce i nostri pensieri. Ecco un’altra affermazione sulla quale vale la pena riflettere.
Quando parliamo spesso modifichiamo il nostro linguaggio a seconda del luogo, del momento o della persona a cui ci rivolgiamo. Magari abbiamo un certo tipo di linguaggio con i nostri familiari a casa, un altro con gli amici a scuola, un altro ancora con una persona a cui non siamo legati particolarmente. Possiamo con tutta franchezza affermare che il nostro modo di parlare sia sempre corretto e che rispecchi la nostra fede cristiana?
Le parole che pronunciamo quando siamo fuori con gli amici sarebbero le stesse se dovessimo dirle alla presenza di Dio? Perché è esattamente quello che succede ogni volta che parliamo. Dio ci ascolta. Niente di ciò che diciamo, anche sottovoce, può sfuggire al suo orecchio. E, cosa ancora più solenne, se anche il nostro modo di parlare dovesse sembrare a parer nostro sempre adeguato, siamo consapevoli che Dio conosce i nostri pensieri?
Davide poteva dire: “La mia bocca non va oltre il mio pensiero” (Salmo 17:3). Un’affermazione difficile da fare per noi ma che vediamo realizzata nella vita perfetta del nostro Signore Gesù Cristo. Facciamo sì che il desiderio del nostro cuore sia quello espresso ancora una volta da Davide nel Salmo 19 al versetto 14: “Siano gradite le parole della mia bocca e la meditazione del mio cuore in tua presenza, o SIGNORE, mia Rocca e mio redentore!”
Oltre ad essere ascoltati quando parliamo con le altre persone abbiamo la meravigliosa certezza che Dio ci ascolta quando ci rivolgiamo a Lui nelle nostre preghiere.
Diciamo sovente che la preghiera è il respiro dell’anima. Senza respirare il mio corpo muore; senza pregare abbandono il dialogo con Dio, indispensabile alla mia vita spirituale.
Allora, parliamo con Dio! Il termine “preghiera” lo troviamo sovente nella Bibbia, per essere spronati ad utilizzare questo magnifico “strumento” che Dio mette a nostra disposizione. “Perseverate nella preghiera” (Colossesi 4:2). “Fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere” (Filippesi 4:6). Non dubitiamo; Dio ci ascolta e agisce.
Pregare non significa recitare a memoria delle frasi ben confezionate. La preghiera è tale quando ci rivolgiamo spontaneamente a Dio, come un bambino parla con suo padre, con fiducia e rispetto. In ogni parte del mondo, milioni di persone possono parlare al Signore contemporaneamente; nessun nostro pensiero, nessuna parola, sfugge alla sua onniscienza. Pregare vuol dire esporre a Dio i nostri pensieri, i nostri problemi ed anche dirgli grazie. Pregare, è avere la certezza che Egli ci ascolta e che risponderà ai bisogni secondo la sua perfetta conoscenza di ciò che è bene per ciascuno dei suoi. Egli ci parla per mezzo della sua Parola, la Bibbia, e vuole che noi gli parliamo per mezzo della preghiera.
Gioie, dolori, inquietudini, desideri… possiamo confidargli ogni cosa. Ma ascoltiamo anche la nostra coscienza, e se ci rimprovera per qualche parola o per qualche azione, umiliamoci e confessiamo ogni cosa a Dio.
Supplichiamo Dio! Non lo disturberemo mai con le nostre suppliche e la nostra insistenza, anzi, gli mostreremo la nostra fede nella Sua potenza e nel Suo amore, e l’importanza che Lui ha nel nostro cuore. La supplica è la preghiera di chi sa che la migliore soluzione è rivolgersi a Dio.
Ricordiamoci anche di ringraziarlo; abbiamo così tanti motivi per farlo! Non devono essere solo i grandi avvenimenti della vita che devono spingerci ad essergli riconoscenti, ma sono anche le piccole cose, quelle che ci sembrano normali, ma che non lo sono per tutti. Ringraziamo Dio per i Suoi benefici, ma soprattutto ringraziamolo perché ci ha donato il Signore Gesù. È proprio per mezzo di Lui che possiamo conoscere Dio come Padre e rivolgerci a Lui con fiducia.
“Tu comprendi da lontano il mio pensiero… conosci a fondo tutte le mie vie. Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua che tu, Eterno, già la conosci appieno” Salmo 139:2-4
Dio ci conosce – Generazione Futura
Dio ci vede – Generazione futura