di T. P. Hadley
In tutta la Bibbia troviamo solo sette versetti dedicati a Enoc, uomo che camminò con Dio (Genesi 5:24); eppure egli ci è presentato fra gli eroi della fede in Ebrei 11. Nella storia dell’umanità ci sono solo due uomini che sono scampati alla morte: Elia ed Enoc. Cosa c’era di così speciale in Enoc e cosa possiamo imparare da lui? E’ ancora possibile oggi camminare con Dio, e cosa significa esattamente?
Anche oggi si può camminare con Dio. Per fare questo bisogna prima di tutto essere consapevoli, ogni momento della nostra giornata, che siamo alla presenza di Dio. Nel Salmo 139 Davide era talmente convinto di questa realtà che diceva: “Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo, tu comprendi da lontano il mio pensiero… Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito? Dove fuggirò dalla tua presenza?“.
Poi bisogna che ci impegniamo a mantenere una comunione costante col Signore per mezzo della lettura della Parola, della preghiera e avendo i nostri pensieri sempre rivolti a Lui. Il Salmo 1 parla di due uomini con caratteristiche opposte: il primo dà alla Parola di Dio il posto più importante; il suo diletto “è nella legge del Signore, e su quella legge medita giorno e notte“, permettendole così di controllare i suoi pensieri e le sue azioni. A quest’uomo dobbiamo assomigliare. L’altro è l’empio che non reggerà davanti al giudizio e la cui via “conduce alla rovina”.
In 1 Tessalonicesi 5:17, il credente è esortato a pregare continuamente, cioè a trovarsi sempre in una posizione di dipendenza dal Signore.
All’inizio di ogni giornata, ricordiamoci che Egli è presente e chiediamogli di aiutarci ad essere dipendenti da Lui in ogni pensiero, parola o azione.
Oltre che camminare con Dio, Ebrei 11:5 ci ricorda che Enoc fu gradito a Dio, e Giuda scrive che fu anche un suo profeta. Queste tre caratteristiche compaiono in successione con un ordine morale. Per prima cosa è parlato del suo cammino, vale a dire del suo modo di vivere, e per ultima del suo servizio. Dio si occupa prima di tutto del nostro cammino; se esso non è secondo il suo pensiero, il nostro servizio non sarà efficace.
Abbiamo mai pensato che il nostro cammino può essere un grande motivo di gioia per il cuore di Dio? Nel Nuovo Testamento troviamo diversi insegnamenti per la nostra vita di ogni giorno; il Signore desidera che ogni credente si comporti in modo da piacergli. Due di questi insegnamenti sono molto importanti. In Efesini 4:1 siamo esortati a comportarci “in modo degno della vocazione” che ci è stata rivolta. Questo è in relazione con la chiamata del Signore, con la posizione nella quale siamo stati introdotti e coi privilegi che abbiamo in Cristo.
In Colossesi 1:10 Paolo pregava che quei credenti camminassero “in modo degno del Signore” per piacergli in ogni cosa. Per fare questo è necessario che conosciamo la sua volontà, e lo Spirito ci stimola a farlo fin dal momento che abbiamo accettato Gesù Cristo come Signore della nostra vita.
Piacere a Dio implica camminare con Lui, e ciò dev’essere fatto con fede; e la fede si dimostra con l’ubbidienza.