Gioia nel radunamento

di E. A. Bremicker

Abbiamo mai riflettuto sul fatto che Il Signore vuole dare gioia quando i credenti sono radunati? Nel giorno della risurrezione del Signore Gesù, quando i discepoli erano insieme e il Signore si è presentato in mezzo a loro, è detto esplicitamente: “I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono” (Giovanni 20:20). Il Signore si rallegra quando noi ci ritroviamo insieme e allo stesso tempo ci concede di rallegrarsi. Nell’Antico Testamento, Dio parla in numerosi passi del luogo che sarebbe stato la dimora del suo nome, era un luogo geografico (Gerusalemme), mentre per noi è un luogo spirituale. È il luogo dove ci raduniamo al nome del Signore. Quando Davide pensava al significato profondo di questo luogo diceva: “Mi son rallegrato quando m’han detto: Andiamo alla casa del Signore” (Salmo 122:1). Anche noi possiamo sperimentare questa gioia quando ci raduniamo insieme.  Esamineremo sette  passi nel libro del Deuteronomio, dove “questo luogo” è collegato con la gioia. In questo percorso, cerchiamo di fare un collegamento alle riunioni della chiesa locale.

  1. Gioia nel luogo che il Signore Gesù ha scelto
    “… lo cercherete nella sua dimora, nel luogo che il SIGNORE, il vostro Dio, avrà scelto fra tutte le vostre tribù, per mettervi il suo nome; là andrete; là porterete i vostri olocausti e i vostri sacrifici, le vostre decime, quello che le vostre mani avranno prelevato, le vostre offerte votive e le vostre offerte volontarie, i primogeniti dei vostri armenti e delle vostre greggi; là mangerete davanti al SIGNORE Dio vostro, e vi rallegrerete, voi e le vostre famiglie, godendo di tutto ciò a cui avrete messo mano e con cui il SIGNORE, il vostro Dio, vi avrà benedetti
    (Deuteronomio 12:5-7).

Il Signore desidera vederci nel luogo dove Egli ci invita. Non siamo noi a scegliere il radunamento che ci piace, “che ci calza a pennello”, ma è Lui che ci indica come e dove riunirsi insieme. Possiamo rallegrarci quando abbiamo trovato questo  luogo. Perché questo avvenga, è necessario un esercizio spirituale, ma una volta che abbiamo trovato questo luogo ci possiamo rallegrare. La cosa più importante che possiamo fare in questo luogo è portare “i nostri olocausti e sacrifici”, ovviamente non in senso letterale. Per gli Israeliti queste erano offerte materiali, ma nel Nuovo Testamento questi sono sacrifici di lode, il frutto di labbra che confessano il Suo Nome. Vedremo che ci sono anche sacrifici materiali, ovvero “esercitare la beneficienza e mettere in comune ciò che avete” (Ebrei 13:15-16).

  1. Gioia con tutta la famiglia
    Allora porterete al luogo che il SIGNORE, il vostro Dio, avrà scelto per dimora del suo nome, tutto quello che vi comando: i vostri olocausti e i vostri sacrifici, le vostre decime, quello che le vostre mani avranno prelevato, e tutte le offerte scelte che avrete consacrato per voto al SIGNORE. Vi rallegrerete davanti al SIGNORE vostro Dio, voi, i vostri figli, le vostre figlie, i vostri servi, le vostre serve e il Levita che abiterà nelle vostre città; poiché egli non ha né parte né proprietà tra di voi. Allora ti guarderai bene dall’offrire i tuoi olocausti in un luogo qualsiasi; (Deuteronomio 12:11-13).

Così come era una grande gioia per ogni Israelita andare alla casa di Dio insieme ad altri, così lo è oggi anche per noi quando ci raduniamo insieme, come la famiglia di Dio. Sorelle, fratelli, vecchi, giovani, adulti, bambini. In questo modo Dio ci vuole donare gioia.

  1. Gioia nella comunione con il  nostro Dio
     Non potrai mangiare entro le tue città le decime del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio, né i primogeniti dei tuoi armenti e delle tue greggi, né ciò che avrai consacrato per voto, né le tue offerte volontarie, né quel che le tue mani avranno prelevato; mangerai queste cose davanti al SIGNORE tuo Dio, nel luogo che il SIGNORE, il tuo Dio, avrà scelto, tu, tuo figlio, tua figlia, il tuo servo, la tua serva e il Levita che abita nelle tue città; e ti rallegrerai, davanti al SIGNORE Dio tuo, di ogni cosa a cui avrai messo mano (Deuteronomio 12:17-18)

Tutti i passi di cui ci stiamo occupando  ci  mostrano qualcosa della comunione con Dio , ma in questi versetti l’aspetto è particolarmente enfatizzato. Nella Bibbia, spesso, mangiare insieme è sinonimo di comunione. Possiamo gustare di questa comunione individualmente, ma nel radunamento lo possiamo fare con gli altri. Questo non si applica ad una riunione specifica. Sia che ci raduniamo per l’adorazione, per ascoltare la Sua Parola, o per la preghiera, noi ci possiamo rallegrare nella comunione con il nostro Signore.

  1. Gioia nel donare
    «Avrete cura di prelevare la decima da tutto quello che produrrà la tua semenza, da quello che ti frutterà il campo ogni anno. Mangerai, in presenza del SIGNORE tuo Dio, nel luogo che egli avrà scelto come dimora del suo nome, la decima del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio e i primi parti dei tuoi armenti e delle tue greggi, affinché tu impari a temere sempre il SIGNORE, il tuo Dio. Ma se il cammino è troppo lungo per te, e tu non puoi trasportare fin là quelle decime, essendo troppo lontano da te il luogo che il SIGNORE, il tuo Dio, avrà scelto per stabilirvi il suo nome, perché il SIGNORE, il tuo Dio, ti avrà benedetto, allora le convertirai in denaro, terrai stretto in mano questo denaro, andrai al luogo che il SIGNORE, il tuo Dio, avrà scelto. Impiegherai quel denaro per comprarti tutto quello che il tuo cuore desidera: buoi, pecore, vino, bevande alcoliche, o qualunque cosa possa piacerti di più; e lì mangerai in presenza del SIGNORE tuo Dio, e ti rallegrerai tu con la tua famiglia.  (Deuterononio 14:22-26)

La decima, donare il dieci percento delle proprie entrate, era relativa alle istruzioni di Dio per il suo popolo terrestre nell’Antico Testamento. Il Nuovo Testamento non ci fornisce questo tipo di istruzione. Nondimeno abbiamo già visto che siamo esortati a non dimenticare la beneficienza e a condividere i nostri beni (Ebrei 13:16). L’autore, in questo contesto, parla di un sacrificio. Ci sono sacrifici di lode, ma  ve ne sono anche di tipo materiale (finanziario).  Come credenti abbiamo la libertà di donare ciò che il Signore ci mette a cuore. Perciò la Bibbia collega i due tipi di sacrificio: il sacrificio di beneficienza e condivisione e il sacrificio di lode e di ringraziamento. Dovremmo fare entrambe le cose per il Signore con Gioia.

  1. Gioia nelle opere di Dio
    «Conterai sette settimane; da quando si metterà la falce nella messe comincerai a contare sette settimane;  poi celebrerai la festa delle Settimane in onore del SIGNORE tuo Dio, mediante offerte volontarie, che presenterai nella misura delle benedizioni che avrai ricevute dal SIGNORE tuo Dio. Ti rallegrerai in presenza del SIGNORE tuo Dio, tu, tuo figlio, tua figlia, il tuo servo, la tua serva, il Levita che sarà nelle vostre città, lo straniero, l’orfano e la vedova che saranno in mezzo a te, nel luogo che il SIGNORE, il tuo Dio, avrà scelto come dimora del suo nome. Ti ricorderai che fosti schiavo in Egitto, e osserverai queste leggi e le metterai in pratica”. (Deuterononio 16:9-12)

La festa delle settimane (Pentecoste) faceva parte del calendario delle feste che Dio aveva stabilito per il popolo di Israele. Alla luce del Nuovo Testamento essa si riferisce alla discesa dello Spirito Santo su questa terra. Questa persona divina non soltanto viene a dimorare in ogni credente, ma quando lo Spirito Santo è venuto su questa terra ha avuto inizio la chiesa di Dio. Due pani erano portati per questa festa: questi ci ricordano il fatto che la Chiesa è formata da Giudei e Gentili, due gruppi prima separati, ma ora uniti in uno: la Chiesa. Dovremmo ricordarci questo fatto meraviglioso quando ci raduniamo insieme come cristiani. È un miracolo al quale non ci dovremmo mai abituare. I consigli di Dio in relazione a Cristo e alla sua Chiesa dovrebbero continuamente riempirci di gioia.

  1. Gioia nella gloria futura

«Celebrerai la festa delle Capanne per sette giorni, quando avrai raccolto il prodotto della tua aia e del tuo torchio; ti rallegrerai in questa tua festa, tu, tuo figlio, tua figlia, il tuo servo, la tua serva, il Levita, lo straniero, l’orfano e la vedova che abitano nelle tue città. Celebrerai la festa per sette giorni in onore del SIGNORE tuo Dio, nel luogo che il SIGNORE avrà scelto; poiché il SIGNORE, il tuo Dio, ti benedirà in tutta la tua raccolta e in tutta l’opera delle tue mani, e ti darai interamente alla gioia. (Deuterononio 16:13-15)

Anche la Festa delle Capanne doveva essere celebrata ogni anno. Non c’è altro passo che enfatizza la gioia in una misura maggiore. Solo in questo contesto è detto (ti darai interamente alla gioia). Nel suo significato profetico, la festa delle capanne è collegata al millennio, nel quale il popolo di Israele potrà gioire appieno. Sebbene il regno non è la speranza (l’aspettativa) del cristiano, vi è un’associazione di idea con il fatto che per noi credenti il meglio deve ancora avvenire. Gioiremo nella casa del Padre per tutta l’eternità. Ci daremo interamente alla gioia. Per tutta l’eternità tutto il cordoglio, il dolore, le sofferenze apparterranno al passato. Al momento però non viviamo ancora in questo periodo. Nondimeno, nelle riunioni possiamo anticipare qualcosa di ciò che faremo nell’eternità. Non possiamo respirare questa “atmosfera celeste”, se non quando ci raduniamo insieme al nome del Signore. Se questo non viene realizzato non è per mancanza da parte del Signore, ma per la nostra responsabilità.

  1. Gioia reciproca nelle benedizioni di Dio

«Quando sarai entrato nel paese che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà come eredità e lo possederai e lo abiterai,  prenderai delle primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nel paese che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà, le metterai in un paniere e andrai al luogo che il SIGNORE, il tuo Dio, avrà scelto come dimora del suo nome. Ti presenterai al sacerdote in carica in quei giorni e gli dirai: “Io dichiaro oggi al SIGNORE tuo Dio che sono entrato nel paese che il SIGNORE giurò ai nostri padri di darci”. Il sacerdote prenderà il paniere dalle tue mani e lo deporrà davanti all’altare del SIGNORE tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al SIGNORE, che è il tuo Dio: “Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come straniero con poca gente e vi diventò una nazione grande, potente e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci oppressero e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al SIGNORE, al Dio dei nostri padri, e il SIGNORE udì la nostra voce, vide la nostra oppressione, il nostro travaglio e la nostra afflizione,  e il SIGNORE ci fece uscire dall’Egitto con potente mano e con braccio steso, con grandi e tremendi miracoli e prodigi; ci ha condotti in questo luogo e ci ha dato questo paese, paese dove scorrono il latte e il miele.  E ora io porto le primizie dei frutti della terra che tu, o SIGNORE, mi hai data!” Le deporrai davanti al SIGNORE Dio tuo, e adorerai il SIGNORE, il tuo Dio, ti rallegrerai tu con il Levita e con lo straniero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che il SIGNORE, il tuo Dio, avrà dato a te e alla tua casa. (Deuterononio 26:1-11).

Dio ha benedetto riccamente Israele il suo popolo terrestre. Dio ha altrettanto benedetto riccamente i credenti del tempo attuale. Le nostre benedizioni sorpassano di gran lunga quelle di Israele. Se vogliamo vedere quanto Dio ci ha arricchito, dobbiamo leggere la lettera agli Efesini. Possiamo vedere in quel contesto che le nostre benedizioni non sono terrene, ma celesti. Possiamo notare che le nostre benedizioni sono in primo luogo spirituali, non materiali. Constateremo che le nostre benedizioni non sono limitate, ma che Dio ci ha benedetti di “ogni” benedizione spirituale. Al disopra di tutto contempleremo che le nostre benedizioni sono in Cristo. Senza di Lui non ci sarebbe alcuna benedizioni di cui potremmo gioire.

Perciò possiamo rallegrarci insieme delle ricchezze che Dio ci ha donato in Cristo. Non dimentichiamo da dove veniamo, cosa eravamo, ma possiamo contemplare con gioia quanto Dio ci abbia arricchito nella persona del Signore Gesù. E quale sarà il risultato?  Ci inginocchieremo in riconoscenza e adorazione davanti a Lui la cui grazia, non solo ci ha salvato, ma ci ha benedetto così riccamente. Per cui le circostanze non lo impediscono non dovremmo mai perdere un singolo radunamento nel luogo dove il Signore ci ha chiamati per essere insieme.

Tradotto e adattato da The Christian Explorer

 

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