Il Figlio unigenito: che dono!

di G. W. Steidl

Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).

La parola greca tradotta con “Figlio unigenito” è usata cinque volte in relazione a Cristo come Figlio di Dio, e la troviamo sempre negli scritti dell’apostolo Giovanni (4 volte nel vangelo e una nella prima lettera).

In quanto Figlio di Dio, Gesù era il rappresentante unico di Dio: portava i caratteri di Colui che lo aveva mandato. Giovanni all’inizio del Vangelo parla della sua gloria come quella di un Figlio “unigenito dal Padre” (Giovanni 1:14), cioè la gloria di una relazione unica ed eterna.

E se la Parola usa termini a noi familiari per descrivere questa relazione, non dobbiamo dedurre che sia equiparabile ai nostri legami terreni. Come esseri umani, la nostra esistenza inizia quando siamo concepiti dai nostri genitori; ma non dobbiamo pensare che anche il Figlio di Dio abbia iniziato la sua esistenza nel momento in cui è stato “generato” dal Padre.

Questo termine “generato”: “Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato” (Salmo 2:7), citato più volte nel Nuovo Testamento, non implica un inizio di filiazione, ma piuttosto ciò che è avvenuto quando “E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre” (Giovanni 1:14).  L’angelo annunciò a Maria che il bambino che avrebbe concepito sarebbe stato chiamato “Figlio di Dio” (Luca 1:35). La verità è che egli è sempre stato il Figlio unigenito. Non ha mai avuto un inizio. Egli è l’eterno IO SONO (cfr. Giovanni 8:58).

L’espressione “Figlio unigenito” suggerisce anche il pensiero dell’affetto più profondo: “il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre” (Giovanni 1:18). Ciò esprime sia l’unione eterna del Figlio con il Padre nella Trinità, sia l’intima relazione e l’amore ineffabile tra loro. Nella sua preghiera al Padre, Gesù ha detto: “Tu mi hai amato prima della fondazione del mondo” (Giovanni 17:24).

L’affermazione: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo uni Figlio unigenito” (Giovanni 3:16) sottolinea il valore e la grandezza del dono che Dio ci ha fatto: colui che era la delizia del suo cuore.

Che possiamo apprezzare sempre di più il valore di questo dono e affezionarci alla meravigliosa persona del Figlio unigenito, l’Amato del Padre, che ci è stato donato perché fosse anche il nostro Amato!

Tradotto e adattato da: “Le Seigneur est proche”

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