di André Ferrier
“Saziaci al mattino della tua grazia e noi esulteremo, gioiremo tutti i nostri giorni” (Salmo 90:14).
- Incontrare il Signore e ascoltarlo
“ Egli risveglia, ogni mattina, risveglia il mio orecchio, perché io ascolti come ascoltano i discepoli” (Isaia 50:4).
Sappiamo come riservare un momento di silenzio “ogni mattina” per incontrare il Signore Gesù prima di concentrarci sulle varie attività della giornata? Il Signore Gesù stesso ci dà l’esempio in questo versetto di Isaia 50. Ascoltando le parole del Suo Dio e Padre, poté esprimerle perfettamente (Giovanni 12:49). Che meraviglioso esempio per noi! Cercando la presenza del Signore fin dal mattino, proveremo certamente pura gioia e saremo “saziati della sua grazia”; le nostre anime saranno ravvivate,nutrite, incoraggiate e rafforzate. Saremo preparati ad affrontare qualsiasi cosa la giornata possa portare.
Dio ce lo insegna attraverso il racconto di Esodo 16: durante il loro viaggio attraverso il deserto, il popolo d’Israele raccoglieva la manna “tutte le mattine: ciascuno nella misura che bastava al suo nutrimento” (16:21). Giorno dopo giorno, veniva loro inviato il pane dal cielo, “il pane dei potenti” (Salmo 78:25).
Cari credenti, incoraggiamoci a vicenda a trovare un momento nelle nostre giornate, quando abbiamo la capacità e l’energia per leggere la nostra Bibbia, la Parola di Dio. In questo modo, cresceremo nel nostro rapporto con il nostro Maestro e nella nostra testimonianza cristiana. Meditando sulla Sua Parola, impareremo qual è la Sua volontà per noi. Gesù disse ai suoi discepoli: “Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio” (Giovanni 15:15). Mentre scrutiamo le Scritture in preghiera, cerchiamo la mente di Colui al quale siamo legati e che ci chiama Suoi “amici“.
Non trascuriamo la vera fonte di istruzione che Dio ci ha dato nella Bibbia. Potremmo non trovare sempre una guida specifica su un argomento particolare riguardante il nostro cammino quotidiano, ma una volta che i principi della Parola di Dio ci saranno diventati chiari, sarà facile per noi discernere la volontà del Signore in ogni nuova situazione. Con il salmista, potremo dire al nostro Dio: “Non mi sono allontanato dai tuoi giudizi, perché tu mi hai istruito … Mediante i tuoi precetti io divento intelligente … La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero (Salmo 119:102, 104-105).
- Abbandonarsi a Dio attraverso la preghiera
“E Gesù si alzò di buon mattino, quando ancora era buio, e, uscito in un luogo deserto, là pregò” (Marco 1:35).
Presentato in questo Vangelo secondo Marco come il vero Servo, il Signore Gesù prega qui “di buon mattino, quando ancora era buio”. Come nel brano già visto di Isaia 50, il nostro Modello ci incoraggia a dare a Dio il primo posto nella nostra giornata.
Il Signore Gesù pregò “in un luogo deserto”. Pregare in famiglia o in assemblea è importante; ma abbiamo tutti bisogno di pregare in privato, senza distrazioni. Stiamo attenti a non iniziare la giornata aprendo subito il nostro smartphone, ma cerchiamo senza esitazione questo prezioso contatto con il nostro Dio e, se possibile, da soli, in un luogo appartato.
In un Salmo dei figli di Core, leggiamo: “Ma io grido a te, o SIGNORE, e la mattina la mia preghiera ti viene incontro” (Salmo 88:14). Davide scrisse: “O SIGNORE, al mattino tu ascolti la mia voce; al mattino ti offro la mia preghiera e attendo un tuo cenno” (Salmo 5:4). Che felice disposizione d’animo di quest’uomo “secondo il cuore di Dio” (Atti 13:22)! Abbiamo ben capito che Dio desidera ascoltare prima la nostra voce? Vuole che la nostra preghiera vada “incontro” a Lui. Siamo pronti a esprimere semplicemente davanti al Padre nostro ciò che abbiamo nel cuore? Questo non dovrebbe, naturalmente, essere un vincolo legale per noi, ma piuttosto una risposta del nostro cuore all’amore infinito del nostro Salvatore. Incoraggiamoci a levare lo sguardo a Lui fin dall’inizio delle nostre giornate. Non affidiamoci alla nostra saggezza per essere guidati, ma che sappiamo porci con fiducia davanti a Lui “attendendo”; allora saremo senza paura, fiduciosi in Colui che “esaudisce la preghiera” (Salmo 65:2) e che ci guiderà come vuole (Salmo 32:8; 86:11).
Daniele, questo “uomo molto amato” (Daniele 10:11), era solito entrare nella sua stanza per rimanere un momento solo con il suo Dio e invocarLo. All’età di quasi 90 anni, continuava a inginocchiarsi tre volte al giorno per pregare e ringraziaredavanti al suo Dio, “come era solito fare anche prima” (Dan. 6:10-11; vedi anche: Salmo 55:16-17). Per fede, adempì ciò che Salomone aveva detto nella sua preghiera durante la costruzione del tempio: “Se tornano a te con tutto il cuore … e ti pregano rivolti al loro paese, alla città che tu hai scelta e alla casa che io ho costruita al tuo nome, esaudisci dal cielo, dal luogo della tua dimora, le loro preghiere e le loro suppliche” (1 Re 8:48-50).
- Sperimentare le compassioni di Dio
“È una grazia del SIGNORE che non siamo stati completamente distrutti; le sue compassioni infatti non sono esaurite, si rinnovano ogni mattina. Grande è la tua fedeltà!” (Lamentazioni 3:22-23).
Le compassioni di Dio sono menzionate molto spesso sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento. In questo brano delle Lamentazioni di Geremia, il profeta sperimenta che la compassione del Signore è incessante; nessuno dei figli di Dio soffre senza avere la Sua compassione. Un credente, che attraversava un periodo particolarmente difficile della sua vita, disse che a volte si sentiva veramente oppresso e scoraggiato alla fine della giornata; ma la mattina dopo, ripensando a quelle parole di Geremia, riacquistava fiducia; riceveva allora forza e coraggio dall’alto così come l’aiuto del suo Dio, “un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà” (Salmo 46:2).
Davide disse: “Il SIGNORE è buono verso tutti, pieno di compassioni per tutte le sue opere” (Salmo 145:9). Le compassioni divine sono “grandi” (Salmo 119:156) e “immense” (1 Cronache 21:13). Sono attive: nel libro di Osea, Dio dice: “Tutte le mie compassioni si accendono.Io non sfogherò la mia ira ardente” (11:8-9). Il profeta Daniele riconosce: “poiché non ti supplichiamo fondandoci sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia” (Daniele 9:18).
Nei racconti dei vangeli, vediamo spesso quanto sia “pieno di compassione e misericordioso” il Signore Gesù (Giacomo 5:11). Era spesso “mosso a compassione” verso delle persone in particolare – un lebbroso (Marco 1:41), due ciechi (Matteo 20:34), una vedova in lacrime (Luca 7:13) – così come verso folle che erano “come pecore che non hanno pastore” (Matteo 9:36). Nella parabola di Luca 10:30-37, è rappresentato da un samaritano “ebbe pietà” per un povero coperto di ferite (10:33); nel capitolo 15, vediamo questo padre che “ebbe compassione“, correre verso il figlio pentito, verso colui che “era morto” ma che era “tornato in vita” (15:20, 24).
L’apostolo Paolo scrive ai credenti di Roma: “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio…” (Romani 12:1). All’inizio di questa parte esortativa dell’epistola, che trae origine dall’insegnamento dottrinale dei capitoli precedenti, Paolo indica che senza la misericordia di Dio non potremmo mai rispondere a tali esortazioni.
- Prove persistenti
“Che cos’è l’uomo che tu ne faccia tanto caso, che tu t’interessi a lui, lo visiti ogni mattina e lo metta alla prova ogni istante?”(Giobbe 7:17-18).
La fede di Giobbe lo portò a scoprire che è il cuore di Dio che si “interessa a lui“, che si prende cura di lui. Nel capitolo 23:10, dice: “La via che io batto egli la conosce. Se mi mettesse alla prova, ne uscirei come l’oro”. Dio desidera plasmarci attraverso le prove, ponendoci nel “crogiuolo dell’afflizione” (Isaia 48:10; Proverbi 25:4).
Forse la prova che stiamo attraversando dura da molto tempo e sembra tornare “ogni mattino», o addirittura “in ogni momento”. Il Signore sembra indifferente e “la speranza insoddisfatta fa languire il cuore” (Proverbi 13:12). Non scoraggiamoci. “Dio è fedele”: Egli “non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze” (1 Corinzi 10:13).
Nel Salmo 30:5b leggiamo: “La sera ci accompagna il pianto; ma la mattina viene la gioia”. La “sera” è il tempo delle prove del credente, e la “mattina” è il tempo in cui tutto diventa chiaro e cambia, quando la tristezza “sarà cambiata in gioia” (Giovanni 16:20). Viaggiando con il nostro Salvatore e col Padre celeste, dolori e lacrime non ci portano allo scoraggiamento. Abbiamo la speranza di entrare presto in cielo, dove saremo eternamente alla presenza del Signore; allora Lo vedremo “faccia a faccia” (1 Corinzi 13:12), così “come Egli è” (1 Giovanni 3:2). Questa sarà la fine delle prove: Dio “asciugherà ogni lacrima dai loro occhi“, dagli occhi del Suo popolo e “non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate” (Apocalisse 21:4).
- Aspettando il mattino
“L’anima mia anela al Signore più che le guardie non anelino al mattino, più che le guardie al mattino” (Salmo 130:6).
L’apostolo Paolo, scrivendo ai credenti di Roma disse loro: “E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ora ormai che vi svegliate dal sonno, perché adesso la salvezza ci è più vicina di quando credemmo. La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce” (Romani 13:11-12). Mentre la “notte” morale di questo mondo dura ancora, il credente, come una sentinella in attesa dell’alba, sa che “viene la mattina” (Isaia 21:12). La Stella del Mattino è già sorta nei nostri cuori (2 Pietro 1:19); la notte finirà e apparirà il glorioso mattino, “un mattino senza nuvole» (2 Samuele 23:4). “Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria” (Filippesi 3:20-21). Che gioia per ciascuno di noi, fratelli e sorelle in Cristo, attendere il Signore, individualmente, ma anche collettivamente, come la Sposa attende il suo Sposo! “Lo Spirito e la Sposa dicono: “Vieni!“(Apocalisse 22:17).
Tradotto e adattato da: bible-notes.org