di G.André
Un ragazzo lasciava per la prima volta la famiglia per andare all’estero a continuare la sua formazione professionale. Momento particolare che molti hanno vissuto con emozione e con una certa preoccupazione per il futuro. Sua madre aveva infilato nel bagaglio una piccola busta; avrebbe dovuto aprirla solo in viaggio o arrivato a destinazione. Molto incuriosito, il ragazzo non fece passare tanto tempo; appena salito sul treno aprì la busta e lesse. Il foglietto conteneva solo cinque parole: “Egli va davanti a te“; poi, una piccola aggiunta: “Con le preghiere della tua mamma”.
Nel corso degli anni queste poche parole gli sono tornate alla mente molto spesso. Erano un potente incoraggiamento da parte del Signore all’alba di ogni nuova tappa e davanti ad ogni problema difficile.
Il popolo d’Israele lasciò l’Egitto nella notte di Pasqua; con i sandali ai piedi e il bastone in mano, se ne andavano verso l’ignoto. Ma Dio aveva provveduto per loro: “L’Eterno andava davanti a loro: di giorno, in una colonna di nuvola per guidarli per il loro cammino; e di notte, in una colonna di fuoco per illuminarli, perché potessero camminare giorno e notte” (Esodo l3:2l).
Quella nuvola li accompagnò durante tutto il viaggio attraverso il deserto; riempì il tabernacolo alla sua inaugurazione e fu una guida fedele per tutto il tragitto (Numeri 9:15-23). Nei momenti più critici la gloria dell’Eterno apparve nella nuvola, rendendo sensibile la sua presenza, nonostante i mormorii e la colpe del suo popolo (Nehemia 9:19).
Alla partenza dal Sinai, è l’arca che va davanti a loro “per cercare loro un luogo di riposo” (Numeri lO:33). Essa è una figura di Cristo. Nella via della fede, come in quella del servizio, un tempo di riposo è necessario e anche utile se trascorso con il Signore. Lo diceva Egli stesso ai suoi discepoli: “Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’” (Marco 6:3l).
Al momento di entrare nel paese di Canaan, bisognava attraversare il Giordano che “straripava da per tutto” (Giosuè 3:15). Di nuovo l’arca precede il popolo per aprire la via attraverso quel fiume, simbolo della nostra morte con Cristo. L’arca va davanti, da sola, “per un tratto di circa duemila cubiti” (Giosuè 3:4). Figura di Cristo che attraversa da solo le acque della morte dopo l’abbandono della croce. Ma per indicare chiaramente che il popolo era associato a questa profonda esperienza (“Siamo divenuti una stessa cosa con Lui per una mlorte somigliante alla sua”, Romani 6:5), vengono rizzate in mezzo al fiume che le ricoprirà dodici pietre, una per ogni tribù. Poi altre dodici vengono prese dal letto del fiume e rizzate a Ghilgal, alla prima tappa nel pìaese di Canaan. Tutto questo è una figura della meravigliosa posizione del credente in Cristo: “Morti con Cristo” ma anche “risuscitati con Cristo” (Colossesi 2:2O; 3:l).
In Giovanni 10, il buon Pastore “va davanti alle sue pecore ed esse lo seguono, perché conoscono la sua voce” (v.4 e 27). Non avranno più la cinta dell’ovile, figura della legge e degli ordinamenti; ora, riunite intorno al loro Pastore, avranno la sua protezione e riceveranno il nutrimento per le loro anime. Sanno che il pastore ha dato la propria vita per loro, per la loro salvezza. E più gli staranno vicino, più si troveranno vicine le une alle altre.
Per la via che arrivava alla croce, “salendo a Gerusalemme, il Signore Gesù andava davanti a loro“. I discepoli “che lo seguivano erano presi da timore” (Marco l0:32). Egli li aveva già preavvisati delle sofferenze che avrebbe dovuto sopportare a Gerusalemme, ma adesso dà loro delle spiegazioni più dettagliate. I discepoli, però, non capiscono e due di loro cercano il posto migliore nel regno, uno alla destra e l’altro alla sinistra del Signore! Tutti lo seguono come controvoglia; nessuno di loro andrà fino alla fine, tranne “il discepolo che Gesù amava”.
Sulla via di Emmaus, altri due discepoli odono dalla bocca del Risuscitato che “bisognava che il Cristo soffrisse queste cose ed entrasse quindi nella sua gloria” (Luca 24:26). Saranno le donne, che per prime l’avevano visto risuscitato, ad annunciare ai discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea; là lo vedrete” (Marco l6:7; Matteo 28:10, 16). E’ là i discepoli riceveranno l’ingiunzione: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a ogni creatura” (Marco 16:15). Ed essi, partiti, “se ne andarono a predicare dappertutto” questa “così grande salvezza” che, annunciata inizialmente dal Signore Gesù (che anche in questo senso è andato davanti a loro) è stata confermata da quelli che l’avevano udita (Ebrei 2:3).
L’ultima parola del Signore nei vangeli è : “Tu, seguimi“. Questo implica che Egli va davanti e rimarrà fedele in tutte le tappe del viaggio. Possiamo prendere per noi la promessa citata dal profeta Isaia (45:2): “Io camminerò davanti a te e appianerò i luoghi scabri”.