La pigrizia – brevi considerazioni

di Marcel Graf

Va’, pigro, alla formica; considera il suo fare e diventa saggio!” (Proverbi 6:6)

Nessuno ammette facilmente di mancare di energia o di essere pigro! Ma Dio conosce le nostre predisposizioni e inclinazioni meglio di noi. Ecco perché la sua Parola, e in particolare il libro dei Proverbi, contiene diverse esortazioni per i pigri. Forse questo vale anche per noi!

Non cediamo a volte alla tentazione di lasciarci andare? Certo, la pigrizia non si mostra sempre apertamente. Può indossare molte maschere, ma la Parola di Dio le rivela.

  1. Ritardare o rinviare: rimandiamo a più tardi compiti poco interessanti o faticosi, ma questa non è altro che una forma di pigrizia. E non mancano le buone scuse per giustificarla. “Il pigro non ara a causa del freddo”(Proverbi 20:4). Preferisce rimandare questo lavoro a una stagione migliore.
  2. Scuse: quando si tratta di doveri difficili o spiacevoli, troviamo delle scuse. Il pigro dice: «C’è un leone nella strada, c’è un leone per le vie!» (Proverbi 26:13).
  3. False liste di priorità: facciamo prima le cose facili e piacevoli e poi quelle difficili, come l’uomo che va dietro agli oziosi invece di coltivare la sua terra (Prov. 28:19).
  4. Non c’è tempo. non abbiamo mai tempo per ciò che non vogliamo fare, anche se ne sprechiamo molto in cose inutili. “Anche colui che è sfaticato nel suo lavoro è fratello del dissipatore” (Prov. 18:9).
  5. Nessuna capacità. “Non posso svolgere questo compito, non sono in grado!”. Molte persone che adducono questa scusa rimangono a chiedersi quali doni il Signore abbia affidato loro, invece di fare semplicemente ciò che Egli mette sul loro cammino.

 

Ricordiamo le parole dell’apostolo Pietro all’inizio della sua seconda epistola. Egli ci invita ad essere diligenti nella nostra vita cristiana.

Voi, per questa stessa ragione, mettendoci da parte vostra ogni impegno, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza l’autocontrollo, all’autocontrollo la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l’affetto fraterno e all’affetto fraterno l’amore. Perché se queste cose si trovano e abbondano in voi, non vi renderanno né pigri, né sterili nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo. Ma colui che non ha queste cose è cieco oppure miope, avendo dimenticato di essere stato purificato dei suoi vecchi peccati. Perciò, fratelli, impegnatevi sempre di più a render sicura la vostra vocazione ed elezione; perché, così facendo, non inciamperete mai” (2 Pietro 1. 5-10)

La parabola delle mine in Luca 19 mostra che il nostro zelo per il Signore e per portare a termine i compiti che ci affida sarà ricompensato a tempo debito. Non vorremmo forse sentirci dire da lui: “Va bene, servo buono; poiché sei stato fedele nelle minime cose, abbi potere su dieci città“? Allora prendiamo a cuore la sua ingiunzione: “Fatele fruttare fino al mio ritorno” (Luca 19:17 e 13).

Tradotto e adattato da “Le Messager Evangélique”

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