Trasformeranno le loro spade in vomeri

Viviamo in un tempo in cui  la guerra sta investendo sempre più nazioni. L’uomo invoca una pace che non riesce a realizzare. Questo articolo scritto oltre cinquant’anni fa, presenta molti aspetti di attualità.

di A. Gibert

Trasformeranno le loro spade in vomeri d’aratro, e le loro lance in falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra, e non impareranno più la guerra” Isaia 2:4; Michea 4:3

Molti voci invocano: “Unite i vostri sforzi ai nostri per portare la pace sulla terra. Noi lavoriamo con questo scopo. Si avvicina il giorno in cui trasformeremo le armi in attrezzi per lavorare la terra”.

Cari lettori, non vi dirò che cosa io penso di questi sforzi, ma quello che Dio, che non può mentire e che non ha mai ingannato nessuno, ci dice nella sua Parola.

Purtroppo, il mondo ha sempre respinto Dio, il “Dio della pace” (Romani 15:33). Quando il Signore Gesù venne in questo mondo, gli eserciti celesti esclamarono: “Pace in terra!” (Luca 2:14). Ma è stato respinto e inchiodato su una croce; stimato, lui il Figlio di Dio, alla stregua dei malfattori. C’è da meravigliarsi se la storia di questo mondo non sia altro che un susseguirsi continuo di guerre e di violenze? Come potrebbe essere diversamente? Può forse l’uomo pretendere di avere la pace nell’assenza del Principe della pace respinto da tutti quando il Dio d’amore l’aveva mandato sulla terra? Gesù dice: “Ora avviene il giudizio di questo mondo” (Giovanni 12:31). Il giudizio è pronunciato e non ha che da essere eseguito; ma Dio è paziente e manifesta ancora oggi la sua grazia, offrendo la salvezza ai peccatori. Egli chiede a tutti gli uomini e in ogni luogo di pentirsi, non in vista di un riabilitazione di questo mondo, ma allo scopo di salvare coloro che accettano per fede il valore del sangue di Cristo versato alla croce per la purificazione dei loro peccati. Questi credenti hanno fin d’ora una parte meravigliosa, ma nel cielo, non nel mondo. Quaggiù incontreranno tribolazione e sofferenze, ma la loro destinazione è la “casa del Padre”, dove il Signore Gesù Cristo stesso si trova (Giovanni 16:33; 14:1-3).

I veri cristiani non hanno mai preteso di essere il rimedio ad un mondo guastato dal peccato. Il diavolo, che ha sempre ingannato gli uomini, dice loro: “Quello che appare ai vostri occhi è il fallimento del cristianesimo che non ha portato la pace nel mondo e non ha mantenuto le sue promesse”. Ma quando mai la Parola di Dio ha dichiarato che la predicazione del Vangelo avrebbe cambiato il mondo? Potrebbe farlo, sì, se tutta l’umanità accettasse il Signore e si sottomettesse alla sua Parola, e Dio sapeva benissimo che questo, purtroppo, non sarebbe avvenuto. Il mondo incredulo è irrimediabilmente sotto la condanna di Dio. Nondimeno, ancora oggi le sue promesse di salvezza, per tutti coloro che credono nel Signore Gesù, Dio le mantiene.

Il mondo attuale è colpevole quanto quello del tempo di Noè. Allora gli uomini erano violenti e corrotti, esattamente come oggi; la “predicazione” di Noè e l’annuncio dell’imminente castigo di Dio aveva lasciato tutti indifferenti. Oggi, gli uomini disprezzano e rifiutano la grazia e del perdono offerti gratuitamente da Dio per mezzo di Cristo, e questa è una colpa ancora più grande! Per questo non può esservi pace nel mondo, e nemmeno Dio la può dare, come molti pretenderebbero.

Satana dice: “I vostro sforzi riuniti porteranno alla fine quella pace che finora vi è mancata.” Siate pur certi che tutti gli sforzi degli uomini porteranno soltanto alle più cocenti delusioni, nonostante le speranze e l’impegno delle istituzioni internazionali a ciò preposte. Invece di forgiare le loro spade in vomeri, i popoli ricominceranno a “forgiare spade con i loro vomeri” (Gioele 3:10). Al posto della pace, ci sono ancora prospettive di guerra che la Parola preannuncia ripetutamente per i giorni futuri (ved. Matteo 24:6 e altri passi paralleli). Le passate guerre mondiali, oltre a quelle recenti alle quali continuiamo ad assistere, non sono che un campione di quelle che minacciano ancora il mondo. Non vediamo addensarsi all’orizzonte nuvole nere, ancora più scure di quelle appena passate? C’è una violenza e un’immoralità che niente e nessuno riesce più a contenere; vi sono guerre fratricide in molti paesi del mondo, miseria, carestie. Rivolte sociali anarchia minacciano i paesi più sviluppati.

Invece di riconoscere lo stato del mondo, invece di umiliarsene davanti a Dio, confessando che questi mali altro non sono che il giusto salario del peccato, gli uomini si propongono di assicurare alle nazioni “una pace duratura”. E quando finalmente crederanno di aver raggiunto lo scopo del loro lavoro, quando diranno: “Pace e sicurezza” allora – come prevede la Scrittura – “una rovina improvvisa cadrà loro addosso… e non scamperanno” (1 Tessalonicesi 5:3).

Molti cristiani mi risponderanno: “Eppure Dio promette che un giorno forgeranno le spade in vomeri e le lance in falci, e che non vi saranno più guerre”. E’ vero; Dio ha fatto quelle promesse e le adempirà con la propria potenza, e non con gli sforzi dell’uomo. Se rileggiamo con attenzione la profezia di Isaia, la cui importanza è tanto grande che il profeta Michea la riprende parola per parola, vediamo innanzi tutto che questa visione del profeta si riferisce alla fine dei giorni, quando dopo i terribili castighi che piomberanno su questo mondo incredulo, il Signore Gesù verrà a regnare sulla terra. Allora, Gerusalemme sarà il luogo in cui le nazioni si recheranno per essere istruite nelle vie dell’Eterno che sarà giudice in mezzo a loro. E’ dunque necessario, per questa era di pace, che il popolo d’Israele sia restaurato, che riconosca in quel Gesù che hanno crocifisso il suo vero Messia, e che tutte le nazioni del mondo siano sottomesse alla sua autorità. Solo allora le profezie di Isaia e di Michea si realizzeranno.

Così, non è nel tempo attuale che sarà stabilita la pace sulla terra. Cosa bisogna dunque fare ora? Ora è il tempo di pentirsi, di riconoscere le proprie colpe, di credere nel Signore Gesù, per avere la pace con Dio, di predicarlo nel mondo, serbando la sua Parola ed aspettandolo dal cielo da cui scenderà per rapire la sua Chiesa e farla entrare nella casa del Padre.

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