Un muro per proteggere le nostre case

di T. Hadley

Dopo di lui Baruc, figlio di Zabbai, ne restaurò con ardore un’altra parte, dall’angolo fino alla porta della casa di Eliasib, il sommo sacerdote. Dopo di lui Meremot, figlio di Uria, figlio di Accoz, ne restaurò un’altra parte, dalla porta della casa di Eliasib fino all’estremità della casa di Eliasib” (Neemia 3:20-21).

Al tempo di Neemia, ognuno dei figli di Israele si incaricò di riparare un tratto delle mura di Gerusalemme. Il sommo sacerdote Eliasib partecipò a questo lavoro riparando una delle porte, ma trascurò di riparare il tratto di muro che si trovava di fronte alla sua casa. È  possibile che fu negligente anche nella costruzione di questa porta, perché, a differenza delle altre porte, non sono menzionate le serrature e le sbarre. Ciò solleva la questione se egli sia venuto meno al suo dovere di proteggere la sua famiglia e anche il popolo.

Una porta che non si chiude: che pericolo! Così le mancanze nella nostra vita spirituale, nella cura e nell’educazione dei nostri figli, possono avere gravi conseguenze. Inoltre, più avanti vediamo che Eliasib aveva portato un nemico nella stessa casa del Signore, preparando una stanza per Tobia l’Ammonita (13:7). Inoltre, il nipote di questo sommo sacerdote sposò la figlia di un altro nemico: Sanballat, il Coronita (v. 28)!

Trascurare di “costruire un muro” davanti alle nostre case ha un nome: compromesso con il mondo. Dobbiamo pregare molto per i nostri figli, affinché siano protetti: dobbiamo costruire muri di preghiera. E se è essenziale esigere la rettitudine dai nostri figli, non è meno essenziale coltivare per noi stessi la comunione con Dio, che ci mostra nella sua Parola ciò che vuole vedere nelle nostre case: amore, pace, luce, benevolenza, autocontrollo, perdono e così via.

Evitando di reagire per evitare il conflitto, possiamo permettere che una situazione anomala continui. Possiamo anche non punire un cattivo comportamento, perché possiamo avere commesso una mancanza simile nel nostro passato, e il senso di colpa ci impedisce di reagire in modo sano. Forse questo spiega l’atteggiamento di Davide nei confronti del figlio Adonia (1 Re 1:6). Le difficoltà possono ripetersi di generazione in generazione. Se si arriva a questo punto, non dobbiamo trascurare di risolvere il problema iniziale prima di poter continuare a costruire. Dobbiamo sempre ricordare che dobbiamo lottare per i nostri figli, non con loro. Ascoltiamoli, qualunque cosa abbiano da dire.

Tradotto e adattato da Le Seigneur est proche

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