di W.J. Hocking
“Bisogna che ci applichiamo ancora di più alle cose udite per timore di essere trascinati lontani da esse” (Ebrei 2:1).
È stato trovato sulle coste della Scandinavia il grosso tronco di un albero morto caduto in Amazzonia, da qualche regione vicina alla frontiera orientale del Perù o della Colombia. Aveva affrontato un viaggio di migliaia di chilometri attraverso l’America del Sud, poi su verso il nord attraverso l’Oceano Atlantico. Era andato alla deriva.
Noi corriamo il grande pericolo di assomigliare a quel tronco se siamo trasportati “da ogni vento di dottrina” e dalle onde delle circostanze. Il serio avvertimento di Ebrei 2 era rivolto a quegli Ebrei che avevano accolto l’insegnamento cristiano, ma non avevano ancora una vera fede; in ogni caso, esso offre anche a noi un utile spunto di riflessione: “Bisogna che ci applichiamo ancora di più alle cose udite per timore di essere trascinati lontani da esse”.
La fede, cioè l’insieme delle verità del Vangelo, che è stata “trasmessa ai santi una volta per sempre” (Giuda v. 3) è immutabile e permanente, ma il pericolo è quello di allontanarsene. La deriva è sempre lenta, graduale e impercettibile all’inizio, molto più pericolosa di uno choc immediato e violento. La maggior parte dei credenti si opporrebbe con ogni forza ai tentativi violenti del nemico di privarli della verità. Anche i più timidi e mansueti riescono a prendere posizione quando arriva la persecuzione.
Noi ci tuteliamo con ogni mezzo contro i ladri che potrebbero danneggiare la nostra casa e derubarci delle cose a cui teniamo, ma siamo a volte meno attenti a difenderci dalle tarme o dalla ruggine che lavorano in silenzio!
Non sottovalutiamo l’effetto negativo che possono avere certe opinioni di oggi sul modo di considerare le rivelazioni delle Scritture. La nostra fiducia verrebbe minata, il nostro rispetto per gli oracoli di Dio sminuito. Potremmo anche non accorgerci del cambiamento, ma se la deriva è iniziata si concluderà con un totale fallimento della nostra vita di testimonianza e del nostro rapporto personale col Signore.
Abbiamo nella storia della Chiesa degli inizi un esempio della tendenza all’allontanamento. Il movimento, impercettibile all’inizio, cominciò ad Antiochia e accelerò a un punto tale che Pietro, Barnaba e molti altri credenti per poco non rischiarono allontanarsi dalla verità del Vangelo. Come iniziò tutto questo? Ebbene, il tutto partì da Pietro, che pure era una delle colonne portanti della Chiesa. Venuto ad Antiochia, “incominciò a ritirarsi e a separarsi” dai fratelli non giudei (Galati 2) e altri credenti giudei seguirono quest’esempio.
Potrebbe sembrare irrilevante che Pietro facesse queste distinzioni fra i cristiani dalle nazioni e quelli Ebrei, secondo la cultura dell’epoca. Ma agendo così Pietro distruggeva ciò che egli stesso aveva costruito con l’annuncio il Vangelo: Dio non faceva più alcuna distinzione tra Giudei e gentili (Atti 15:8 e 9).
Per quanto a qualcuno un tale atteggiamento possa sembrare di poca importanza, l’apostolo Paolo intuì dove avrebbe portato questa corrente di deriva, e disse apertamente che Pietro e quelli che erano con lui “non camminavano rettamente secondo la verità del Vangelo” (Galati 2:14). L’insegnamento essenziale del cristianesimo è che non ci sono differenze nella colpevolezza umana, così come non ce ne sono nella grazia divina verso tutti coloro che invocano il Signore (Romani 3:22 e 23; 20:12 e 13). Grazie all’azione energica e decisa di Paolo, tuttavia, coloro che avevano incominciato ad andare alla deriva, non proseguirono nell’allontanamento dalla verità. Questo incidente è menzionato nelle Scritture perché sia di avvertimento a noi, affinché non siamo trascinati dalle correnti di pensiero umane e dalle varie teologie.
Pietro temeva ciò che i fratelli giudei avrebbero potuto dire (Galati 2:12) ed era caduto nella trappola della paura degli uomini. Anche noi potremmo essere influenzati dalle opinioni altrui, e allontanarci dall’insegnamento biblico che abbiamo ricevuto da Dio.
È utile che ogni tanto esaminiamo noi stessi per assicurarci di non esserci allontanati dalla Scrittura, che è la sola guida infallibile per una vita secondo Dio.
Consideriamo quindi queste domande, ciascuno ponendole a se stesso:
– Siete certi, come lo eravate un tempo, che il Signore Gesù è presente in mezzo a quelli che si riuniscono nel Suo Nome, fossero anche solo due o tre? Oppure vi assale qualche dubbio?
– Avete ancora la stessa gioia di un tempo quando vi radunate in assemblea?
– Assistete agli incontri di preghiera e di studio della Bibbia come facevate un tempo? Oppure accampate tante scuse per giustificare la vostra assenza?
– Il vostro contributo alla colletta della domenica è forse diminuito sebbene il vostro conto in banca sia più consistente di un tempo?
– Avete conservato lo zelo che avevate all’inizio della vostra conversione per parlare agli altri del vostro Signore? Siete ancora dei testimoni gioiosi?
– Nella vostra casa c’è quell’amore che regnava un tempo nelle famiglie dei credenti? Forse avete notato che molti non leggono più la Bibbia in famiglia, e non cantano più e non pregano più quando si ritrovano fra credenti. Questo vi ha forse fornito un alibi per rinunciare anche voi a queste buone abitudini?
– Siete consapevoli della vostra responsabilità di educare i vostri figli secondo le direttive di Dio? O forse anche in questo vi siete lasciati trasportare alla deriva e avete ceduto ad altri responsabilità che sono vostre?
– E nei vostri impegni quotidiani, considerate il fatto che la parola data vi vincola, e che non dovete servire solo quando il vostro capo vi osserva? Avete rinunciato ai principi di giustizia e di onestà conformandovi a questo mondo?
Se ci allontaniamo dalla verità che abbiamo un tempo conosciuta e praticata, non potremo vedere alcuna manifesta benedizione da parte di Dio.
Questo è ciò che il Signore dice oggi: “Persevera nelle cose che hai imparate e di cui hai acquistato la certezza… Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2 Timoteo 3:14-16).
Articolo pubblicato da Edizioni Il Messaggero Cristiano
Dello stesso autore