Condotti in acque tranquille – Generazione Futura

“Mi guida lungo acque calme.” (Salmo 23:2)

Le anime degli uomini sono inquiete. È il peccato che le ha rese tali, perché “gli empi sono come il mare agitato, quando non si può calmare…” (Isaia 57:20). Ma il Buon Pastore invita le sue pecore a lasciare le loro febbrili, deludenti ed egocentriche peregrinazioni, e a venire a riposare ai suoi piedi. Li conduce in acque calme.

Questo paragone ci dà un’immagine di pace; parla del riposo del cuore in un rifugio sicuro. Questa quiete dell’anima non dipende da circostanze esterne che invece, a volte, possono essere molto spiacevoli per il nostro cuore naturale. La pace di cui parliamo permette di rimanere sereni anche attraverso circostanze difficili, come dice un altro versetto: “A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida.” (Isaia 26:3).

Un episodio toccante nella vita terrena del nostro Signore illustra perfettamente questa calma e pace interiore. Su ordine del loro maestro, i discepoli erano salpati con la loro barca in un mare calmo. Ma non appena ebbero cominciato a remare, il vento si alzò e aumentò fino a soffiare terribilmente; la furia della tempesta si scatenò, e le onde ruggirono intorno alla piccola imbarcazione con tale forza che questi marinai esperti furono presi dal panico.

La furia delle acque intorno alla barca produsse un così grande terrore nei loro cuori che gridarono al loro Maestro: “Noi periamo”. Ma che dire di Lui? Aveva paura? Il suo atteggiamento mostrava angoscia di cuore? No, “Egli stava dormendo sul guanciale a poppa” (Marco 4:38).

Poggiare il capo sull’amore del Padre immutabile e onnipotente

Pace perfetta, in mezzo alla tempesta! Beato riposo di fronte alle onde minacciose! Perché non hanno condiviso il suo “cuscino”? Se la tempesta avesse raddoppiato la sua furia, sarebbero stati comunque sani e salvi, proprio come pochi momenti dopo quando, in seguito all’ordine del Signore, una grande calma sostituisce le onde turbolente.

Ma quale è il segreto di questo meraviglioso riposo? Su quale cuscino il Signore posò il capo? Il segreto è una fiducia incrollabile in Dio; il cuscino è l’amore del suo immutabile e onnipotente Padre.

Qui il Signore ci è presentato come un uomo in assoluta dipendenza da Dio. Sicuramente Egli era più che un uomo, come abbiamo visto da quello che compie in seguito, ciononostante come uomo perfetto si affidava a Dio e faceva solo la Sua volontà. E il Dio che serviva aveva il controllo di ogni circostanza.

Era al di sopra del diluvio e della tempesta e la controllava perfettamente. Non poteva infuriare oltre il Suo permesso; il Suo amore avrebbe protetto Suo Figlio in tutte le circostanze, e quindi Gesù, riposava tranquillo.

Caro cristiano, Egli ti dà questo cuscino in modo che tu possa trovare riposo in mezzo alle difficoltà. Egli dice: “il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato” (Giovanni 16:27). “Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti.” (Giovanni 14:27). È una grande realtà: “Egli mi guida lunga acque calme”. La tempesta infuria fuori ma all’interno le acque sono calme.

Il timore dei discepoli mette in evidenza la potenza divina del Signore, un barlume della sua gloria divina. Con tenera compassione per la loro debolezza, con la quiete dell’eterna tranquillità nei suoi occhi, e con l’onnipotenza delle parole della sua bocca, affronta la tempesta e le grandi onde cadono ai suoi piedi in una muta sottomissione.

Il segreto del riposo, una fiducia incrollabile in Dio

I discepoli si meravigliarono di questo atto potente, e in effetti fu meraviglioso. Ma cosa attira la nostra più profonda ammirazione, la pace nella tempesta o il potere su di essa?

La pace può essere la nostra parte perché la potenza di Dio è sempre pronta ad essere usata per noi, quando nel Suo amore vede che la tempesta ci ha insegnato la lezione necessaria.

È molto più utile attraversare la tempesta affidandosi a Lui con perfetta fiducia piuttosto che essere risparmiati da essa. Onoriamo Dio se ci lasciamo condurre verso le acque calme mentre le onde infuriano intorno a noi, piuttosto che se le circostanze devono essere cambiate per far fronte alla nostra mancanza di fede.

“Non t’importa che noi moriamo?” (Marco 4:38) è questo ciò che i discepoli esclamarono. Strane parole dette dalle loro bocche che rivelavano la loro ignoranza nei Suoi confronti. Quanto poco lo conoscono! Mi chiedo se Simon Pietro avesse in mente questa circostanza quando, diversi anni dopo, scrisse ai suoi fratelli provati e perseguitati: “Gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.”. (1 Pietro 5:7).

Sì, si prende cura di noi, e Simon Pietro lo ha sperimentato e così possiamo farlo noi. Non perché abbiamo fede, ma perché Egli è fedele.

Cristiani, affidiamoci al Signore in ogni momento. Restiamo vicini a Lui e saremo certi che Egli non permetterà alcuna circostanza o situazione che non contribuisca alla crescita nelle nostre anime secondo i propositi del Suo amore immutabile. Così saremo condotti alle acque calme. Anche se avremo ancora tribolazioni nel mondo, in Lui avremo la pace.

Adattato da un articolo di JT Mawson

 Egli si prende cura di noi perché è fedele