Il salmo dell’olocausto – Salmo 40

di T. Hadley

«Tu non gradisci né sacrificio né offerta; mi hai aperto gli orecchi. Tu non hai chiesto né olocausto né sacrificio per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo! Nel rotolo del libro è scritto di me. Dio mio, desidero fare la tua volontà; la tua legge è dentro il mio cuore”» (Salmo 40:6-8).

Il Salmo 40 ha un carattere messianico, poiché parla del Signore Gesù Cristo, della sua incarnazione, dell’azione volontaria della sua venuta – «Allora ho detto: “Ecco, io vengo […] per fare, o Dio, la tua volontà”» (Ebrei 10:7) – e dell’efficacia del suo sacrificio.

Nei versetti di oggi scopriamo l’insufficienza dei sacrifici levitici: «Tu non gradisci né sacrificio né offerta». Qui si tratta del sacrificio di ringraziamento e dell’oblazione di fior di farina, mentre l’olocausto e il sacrificio per il peccato sono menzionati in seguito: «Tu non hai chiesto né olocausto né sacrificio per il peccato».

Notate che tra queste due affermazioni leggiamo: «Mi hai aperto gli orecchi». Ciò evoca l’azione del perfetto Servo di Dio, il Signore Gesù Cristo, che si offre volontariamente in sacrificio. Ci ricorda il servo che amava il suo padrone, sua moglie e i suoi figli, e non voleva andarsene libero; il padrone lo conduceva allora alla porta o allo stipite della porta e gli forava l’orecchio con un punteruolo: il servo lo avrebbe servito da quel momento in poi per sempre (cfr. Esodo 21:2-6).

Il Signore Gesù è il perfetto Servitore di Dio, come ci è presentato in particolare da profeta Isaia (cfr. Isaia 42; 49; 50; 52; 53). Nel capitolo 10 della Lettera agli Ebrei, dove sono citati questi versetti del Salmo 40, leggiamo: «…ma mi hai preparato un corpo» (v. 5), e in quel corpo il nostro Signore poteva dire: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l’opera sua» (Giovanni 4:34). Profeticamente, poteva anche dire: «Egli risveglia, ogni mattina, risveglia il mio orecchio, perché io ascolti come ascoltano i discepoli. Il Signore, DIO, mi ha aperto l’orecchio e io non sono stato ribelle» (Isaia 50:4-5). Si capisce perché, in questo corpo preparato da Dio, le orecchie, simbolo dell’ascolto e dell’obbedienza, siano menzionate in modo specifico nel Salmo 40 e in Esodo 21.

Contempliamo con adorazione la perfezione e la gloria morale del Figlio di Dio diventato un uomo obbediente!

«Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea; vedi, io non tengo chiuse le mie labbra, o SIGNORE, tu lo sai. Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore; ho proclamato la tua fedeltà e la tua salvezza; non ho celato la tua grazia né la tua verità alla grande assemblea»  (Salmo 40:9-10).

Questi versetti si trovano nella seconda parte di questo salmo messianico, che presenta il Signore Gesù come l’olocausto (un sacrificio offerto a Dio nella sua totalità). Abbiamo qui il linguaggio di Colui che è venuto per compiere la volontà del Padre in una consacrazione totale. Ci sono cinque aspetti in questo messaggio, che si rivolge non solo ai credenti, ma a tutta l’umanità:

  • In primo luogo, egli dichiara di aver «annunciato la tua giustizia» nella «grande assemblea», cioè nel modo più ampio possibile, a tutti. Il Signore Gesù ha amato la giustizia, ha vissuto nella giustizia, ha predicato la giustizia, e la sua opera compiuta sulla croce ha soddisfatto la giustizia di Dio. È lui, Gesù Cristo, «che Dio ha prestabilito come sacrificio espiatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia» (Romani 3:25). Questo è il tema della Lettera ai Romani.
  • In secondo luogo, ha parlato della fedeltà di Dio. Geremia poteva dire: «Grande è la tua fedeltà!» (Lamentazioni 3:23). Nel Nuovo Testamento leggiamo più volte che il nostro Dio è fedele (cfr. 1 Corinzi 1:9; 10:13; 2 Corinzi 1:18; 1 Giovanni 1:9).
  • In terzo luogo, il Signore Gesù ha parlato della salvezza di Dio, una salvezza completa. Siamo salvati dalla colpa del peccato, dalla potenza del peccato e, presto, anche dalla presenza del peccato!
  • Infine, le ultime due affermazioni riguardano la grazia (o bontà) e la verità. Nel corso di tutta la vita del nostro Signore, lo vediamo rivelare il cuore del Padre nella sua bontà e nella sua verità, mostrando un perfetto equilibrio tra le due! L’amore non può mai essere separato dalla verità! Esso sgorga dal cuore di un Dio che è veritiero (Giovanni 3:33), attraverso il suo Figlio che è la verità (Giovanni 14:6), e ci viene rivelato dallo Spirito della verità (Giovanni 14:17).

Adoriamolo oggi per ciò che è e per tutto ciò che ci ha rivelato!

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