di Norman Anderson
“Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine, il Primo e l’Ultimo” (Apocalisse 22:13).
In questo breve e profondo versetto ci viene presentato qualcosa che richiama la nostra attenzione, la nostra lode e la nostra adorazione.
Questi termini menzionati descrivono alcune delle glorie di Colui che ha catturato i nostri cuori e li ha conquistati per Dio: Gesù. Nome prezioso, che abbraccia la sua grazia e il suo cammino di infinita perfezione, di completa sottomissione alla volontà di Dio e in pieno accordo con essa, di devozione al Padre e di grazia sovrabbondante verso gli uomini.
Possiamo gioire della fragranza di quel nome che “è un profumo che si spande“, e deliziarci nel contemplare alcuni dei più alti misteri delle Sue glorie.
“Alfa e Omega”, la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco, indicano il parlare di Dio e ci portano davanti la gloria del Signore come “la Parola”. In principio era con Dio, una persona distinta, ed era Dio: quindi era pienamente titolata a dare espressione a tutto ciò che vi è nella mente di Dio.
Ogni comunicazione di Dio alla creatura avveniva attraverso la Parola (Giovanni 1). Quando i profeti del passato parlavano, era per mezzo dello Spirito di Cristo che era in loro (1 Pietro 1:11). In questi ultimi giorni Dio ha parlato pienamente in Lui. Vediamo quindi che come “Alfa e Omega” Cristo è colui nel quale Dio si rivela.
Il Signore Gesù è colui che ha rivelato Dio nella pienezza della sua natura di Luce e di Amore. Anche la vita eterna in cui i credenti sono introdotti – quella vita che ha il carattere distintivo di essere “presso al Padre” – è stata manifestata in Lui. Tutta questa beatitudine è stata portata all’uomo rivelata da Lui.
Se contempliamo la santità di Dio, che richiede il giudizio di tutto ciò che le è contrario, anche questa trova la sua espressione nell’Alfa e nell’Omega; infatti in Apocalisse 19:11-20 ci viene offerto uno scorcio di cielo aperto per vedere Colui che è Fedele e Veritiero, che giudica e combatte con giustizia, che esce per colpire le nazioni e per calpestare il torchio del furore dell’ira di Dio l’Onnipotente, e il suo nome è identificato con “la Parola di Dio”.
Se dunque Dio si esprime nella grazia o nel giudizio, lo fa in Colui che è la Parola eterna, l’Alfa e l’Omega, “la prima e l’ultima parola” di tutto ciò che ha da dire.
“Il principio e la fine”. Questi termini ci trasmettono il pensiero dell’attività o del lavoro. L’opera della creazione è attribuita al Figlio. L’universo è sorto per la parola della Sua potenza. “poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” (Colossesi 1:16).
Egli è il principio, ovvero l’Origine di ogni cosa creata. La creazione dell’uomo è stata il risultato del consiglio divino. Dio come – Padre, Figlio e Spirito Santo – vi ha partecipato in egual misura, ma l’atto della creazione è attribuito al Figlio. Egli è il principio e la fine. Egli è l’oggetto per il quale tutto è stato creato – Egli, in futuro, sarà ancora onorato in tutti i confini della creazione.
Per quanto riguarda la nuova creazione, Egli è il Principio, il Primogenito da i morti, e il fine è che Egli abbia il primato in tutte le cose.
In Giovanni 4 dichiara: “Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l’opera sua“. In Giovanni 17 anticipa il compimento dell’opera di redenzione… “Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare“. Sulla croce “È compiuto!“. La creazione, la redenzione, portare il giudizio, sono stati portati a compimento in Colui che è il Figlio, il principio e la fine.
Il Primo e l’Ultimo. L’opera di Dio, il parlare di Dio, sono giunti a compimento in Lui; ma qui arriviamo a ciò che mette in evidenza tutta la gloria e la maestà del suo essere. Egli è il grande “Io Sono” di Isaia 41:4, Isaia 44:6, Giovanni 8:58. Ciò che Egli è nella sua persona ci viene trasmesso con l’espressione “il Primo e l’Ultimo”. Colui che è entrato in questo mondo in una veste umile, Colui nel quale Dio ha agito e parlato, è stato attaccato dal diavolo che ha cercato di portarlo, nella stima della creatura, al livello stesso della creatura.
No! Egli è il Cristo, che è sopra ogni Dio benedetto in eterno. È l’Onnipotente ed eterno, colui che ha vita in se stesso. Il Padre si rivolge a Lui in termini di uguaglianza “Il tuo trono, o Dio, dura di secolo in secolo, e lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia.” (Ebrei 1:8). Lo Spirito Santo, attraverso l’apostolo Giovanni, cita Isaia 6 direttamente riferito a Lui. “Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò” (Giovanni 12: 41). Questa testimonianza è data alla gloria di colui che gli uomini disprezzano – il Signore Gesù Cristo – il Figlio che è stato fatto uomo – il Primo e l’Ultimo.
Mentre questo era inconfutabilmente vero per Lui, in relazione alla gloria della Sua Persona, alla Sua opera e alla Sua Parola, ha incontrato l’acclamazione di tutti? Per niente. Diversi passi dei vangeli, tra cui Giovanni 7:43, Giovanni 9:16 e Giovanni 10:19 testimoniano che gli uomini si dividevano su ciò che diceva, su ciò che faceva e su chi era.
I nostri occhi, però, si aprono e, come per il cieco nato in Giovanni 9, siamo introdotti alla presenza di Colui che è il Figlio di Dio. Noi crediamo e ci prostriamo in adorazione ai piedi di Colui che è l’Alfa e l’Omega, il Principio e la fine, il Primo e l’Ultimo.
Tradotto e adattato da http://www.biblecentre.org