Una sintesi del cristianesimo (Tito 2:11-13)

di Brian Reynolds

Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata,  e ci insegna a rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo,  aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù” (lettera a Tito 2:11-13).

La grazia si è manifestata

La Parola di Dio non è sempre facile da leggere. Alcuni passaggi sono oggetto di interpretazioni diverse e possono sembrare oscuri al lettore inesperto. Lo stesso apostolo Pietro afferma che alcuni scritti di Paolo possono essere «difficili da comprendere» (2 Pietro 3, 15-16). Per questo motivo, siamo incoraggiati a studiare la Bibbia con pazienza, meditando su di essa.

Dio desidera farsi conoscere attraverso la sua Parola; essa, pertanto, contiene degli insegnamenti molto chiari, che annunciano i Suoi piani per l’umanità. Così, in questo brano scritto da Paolo al suo collaboratore Tito, per affidargli la missione di visitare le comunità di Creta, l’apostolo ci presenta in modo meraviglioso un panorama della fede cristiana in poche brevi frasi. Egli espone in modo conciso ciò che è avvenuto, ciò che sta accadendo e ciò che succederà in futuro.

Che cosa è successo? « la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata ». Paolo parla qui della prima apparizione del Signore Gesù sulla terra: egli è venuto per «portare» e non per chiedere qualcosa all’uomo, contrariamente a quanto fanno tutte le religioni, e persino la Legge data da Dio a Mosè.

È venuto per portare «la salvezza». E in che modo? « Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza» (Ebrei 9:27-28). Il sacrificio di Cristo sulla croce sostituisce perfettamente tutti i sacrifici per il peccato imposti dalla Legge e ci giustifica senza che noi dobbiamo fare nulla per questo. La Legge esigeva la giustizia dall’uomo, ma la grazia provvede alla giustizia per l’uomo, per «tutti gli uomini», senza eccezioni! Basta per questo: riconoscersi peccatori e accettare il sacrificio di Cristo. Meraviglia della grazia, che dona la giustificazione!

La grazia ci istruisce

Abbiamo appena visto che qu brano offre una panoramica della fede cristiana. La nostra fede si fonda su un’opera compiuta nel passato, l’opera di Gesù sulla croce, che manifesta la grazia di Dio offerta a «tutti gli uomini». La fede cristiana, però, non si ferma qui; una volta ricevuta questa grazia, il cristiano è chiamato a condurre una vita che piaccia a Dio.

Questi versetti ci ammaestrano su come dovremmo vivere il nostro presente.

Notiamo innanzitutto una caratteristica davvero straordinaria della grazia divina: le opere derivano dalla salvezza e non il contrario! Dio non ci chiede nulla per ottenere la sua grazia, ma questa grazia, una volta rivelata, dovrebbe condurci a una tale gratitudine per cui siamo portati a, « rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo».

Accettando la salvezza, siamo resi giusti davanti a Dio e siamo chiamati a manifestarlo con le nostre azioni. Attraverso una condotta retta, avremo così una vita che piace a Dio e che rende testimonianza della sua giustizia. L’apostolo sottolineava già nel versetto 10 che i credenti devono vivere in modo da «onorare in ogni cosa la dottrina di Dio, nostro Salvatore». Ciò significa che possiamo rendere attraente l’insegnamento della grazia di Dio mettendone in risalto la bellezza attraverso una condotta che lo onori.

Le buone opere che Dio ci chiama a compiere non ci giustificano (Efesini 2, 8-10), ma glorificano Dio e rendono la sua grazia attraente agli occhi dei peccatori che ci circondano. Che essa risplenda così sempre di più nella nostra vita oggi!

L’apparizione della gloria

Paolo scrive a Tito che «la grazia di Dio, fonte di salvezza, è apparsa a tutti gli uomini». Questa preziosa verità ci è stata rivelata nella prima venuta di Cristo. Essa appartiene al passato. Per quanto riguarda il presente, questa grazia ci insegna che dobbiamo rinnegare l’empietà e condurre una vita retta e sobria, adornando così l’insegnamento della grazia di Dio. Tuttavia, il messaggio del cristianesimo non si esaurisce nella prima venuta di Cristo, né nella nostra attuale condizione nel mondo.

Per quanto riguarda il futuro, Paolo ricorda a Tito la gloriosa speranza del cristiano: la seconda venuta di Gesù! Essa ci viene qui presentata nei suoi due aspetti successivi:

– In primo luogo, «la beata speranza»: il rapimento della Chiesa. Il Signore Gesù verrà a prenderci da un momento all’altro, e saremo con lui per l’eternità: «verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore» (1 Tessalonicesi 4:17). Il Signore non metterà i piedi sulla terra; solo i figli di Dio lo vedranno e gioiranno quando andranno a «incontrarlo, nell’aria».

– Poi, “l’apparizione della gloria” di Cristo agli occhi di tutti gli uomini. Gesù apparirà nella sua gloria, e allora “ogni occhio lo vedrà”, e il mondo si lamenterà (Apocalisse 1:7). Allora saremo glorificati con lui: “Quando Cristo, la vita vostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria”(Colossesi 3:4). Ce ne rendiamo conto? Gesù, il Figlio di Dio, condividerà la sua gloria con noi che non eravamo nulla! «(Il Signore) verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto» (2 Tessalonicesi 1: 10)!

Possiamo essere veramente grati a Dio per questa sintesi delle grandi verità della fede. È una benedizione sia per i credenti del passato, che non avevano la Bibbia completa, sia per noi che ce l’abbiamo!

Tradotto e adattato da Le Seigneur est proche

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