di Matthias Billeter
Ci riuniamo la domenica per ricordare insieme il Signore Gesù. Rispondiamo così al suo invito: «Fate questo in memoria di me» (1 Corinzi 11:24). Egli si rallegra quando gli rendiamo grazie per la nostra salvezza e ricordiamo le sue sofferenze e la sua morte sulla croce. Ci ha dato dei segni tangibili, il pane e il calice, affinché ricordiamo la sua opera sulla croce. Mangiando il pane e bevendo dal calice, annunciamo la sua morte. Quanto è importante per il nostro Signore che prendiamo parte alla Sua cena!
Contemplando le sofferenze e la morte del Salvatore, ammiriamo il suo amore, la sua dedizione e la sua obbedienza. Riconosciamo inoltre quanto Dio sia stato glorificato dal suo sacrificio. Questo ci porta all’adorazione. Adoriamo la persona e ammiriamo l’opera del Signore Gesù davanti a Dio. Lodiamo il nostro Dio e Padre, il cui amore e la cui santità sono stati rivelati sulla croce. Quanto si rallegra il Padre quando lo adoriamo in spirito e verità.
La Bibbia ci insegna più volte che per Dio c’è qualcosa di più importante rispetto all’offerta di un sacrificio. Ciò non significa però che ci si debba concentrare esclusivamente su questo, trascurando la lode a Dio. Al contrario! Il nostro Dio e Padre cerca adoratori che lo adorino in spirito e verità. Tuttavia, Dio considera i cinque punti che tratteremo ora come presupposti fondamentali per l’adorazione.
Se esaminiamo questi punti e li applichiamo all’adorazione cristiana, comprendiamo chiaramente che Dio presta attenzione anche al nostro atteggiamento interiore come adoratori, oltre che al modo in cui Lo onoriamo.
1) L’ubbidienza
Un giorno Samuele disse a Saul: «Ecco, dare ascolto è meglio del sacrificio» (1 Sam. 15:22). Nella vita del Signore Gesù vediamo un’obbedienza perfetta: egli ha sempre fatto la volontà di Dio e gli ha obbedito fino alla morte. Imitiamolo!
Dio vuole che obbediamo alla Sua Parola nella nostra vita quotidiana e che facciamo ciò che Gli è gradito. La nostra obbedienza è importante anche in relazione alla Cena del Signore e nella nostra adorazione collettiva. Non si tratta qui delle nostre idee personali, ma del nostro desiderio di seguire le istruzioni di Dio così come sono riportate nella Bibbia. Se agiamo in questo modo, riceveremo la Sua approvazione.
2) L’amore
Uno scriba ha giustamente riconosciuto che amare Dio e il prossimo vale ai Suoi «molto più di tutti gli olocausti e i sacrifici» (Marco 12:33). Sappiamo che Dio ci ha amati quando eravamo ancora peccatori e che ci ha donato suo Figlio. Anche Gesù Cristo è morto per amore nostro, per salvarci. Chi può comprendere un amore simile? «Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo» (1 Giovanni 4:19). Il nostro amore per il Signore Gesù si manifesta attraverso la nostra obbedienza ai suoi comandamenti (Giovanni 14:15). Egli ci insegna ad amare i credenti come ha amato i suoi discepoli (Giovanni 13:34). Inoltre, l’amore di Cristo ci spinge a portare il Vangelo a coloro che sono smarriti.
L’amore è la fonte dell’adorazione. Se viene a mancare, la lode può diventare una forma esteriore, priva di coinvolgimento interiore.
3) La giustizia
In Proverbi 21:3 leggiamo: «Praticare la giustizia e l’equità è cosa che il SIGNORE preferisce ai sacrifici». Dio è giusto e ha esercitato la giustizia sulla croce quando ha condannato il Signore Gesù per i nostri peccati.
La nostra condotta deve essere retta. Desideriamo fare ogni giorno ciò che è giusto agli occhi di Dio? Trattiamo i nostri simili con giustizia? Proverbi 21:15 dice: «Fare ciò che è retto è una gioia per il giusto».
Se nei nostri cuori siamo in armonia con il nostro Dio e Padre, e se ci comportiamo in modo conforme alla sua giustizia, Egli accetterà volentieri la nostra adorazione.
4) La misericordia
Durante il suo colloquio con i farisei, il Signore citò le parole di Osea 6:6: «Poiché io desidero bontà, non sacrifici, e la conoscenza di Dio più degli olocausti» (Matteo 12:7). Dio è ricco di misericordia. Ci ha liberati dalla miseria del peccato e ci ha salvati dalla morte eterna.
Il Signore Gesù ci insegna: «Siate misericordiosi come è misericordioso anche il Padre vostro» (Luca 6:36). Sia nella comunità dei credenti che nei confronti dei nostri simili, il nostro comportamento deve essere caratterizzato da una sincera compassione.
5) La riconciliazione
Il Signore ha esortato i suoi discepoli a riconciliarsi prima con il proprio fratello, «poi vieni a offrire la tua offerta» (Matteo 5:24). Quando abbiamo accettato il Signore Gesù come nostro Salvatore, siamo stati riconciliati con Dio attraverso la morte del suo Figlio. È stato Lui stesso a pagarne il prezzo. D’ora in poi, il nostro rapporto con Lui è caratterizzato dalla pace.
Purtroppo, può capitare che, lasciandoci dominare dalla carne, entriamo in conflitto con un fratello o una sorella. In tal caso, dobbiamo ricercare la riconciliazione il prima possibile. Non aspettiamo che sia l’altro a fare il primo passo. Andiamo da lui e sforziamoci di appianare le cose, per quanto possibile. Potremo così adorare nuovamente Dio senza ostacoli. Se non riusciamo a riconciliarci, qualcosa si frappone tra noi e Dio, ostacolando la lode e l’adorazione.
«Ora ciascuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva dal calice» (1 Corinzi 11:28).
Come potremmo avvicinarci a Dio come adoratori e allo stesso tempo essere duri verso gli uomini?