Cosa ha fatto il Signore Gesù?

di Mark Grasso

Molti di noi hanno già sentito lo slogan “Che cosa farebbe Gesù?”, abbreviato in “WWJD” (dall’inglese What Would Jesus Do?), un acronimo che compare su abbigliamento, gioielli, post su Instagram e in molti altri contesti, proposto come una possibile guida per un credente che deve prendere una decisione nella propria vita. Sappiamo che il Signore Gesù ci ha lasciato un esempio perché seguiamo “le Sue orme” (1 Pietro 2:21). Tuttavia, l’esempio del Signore, così come di coloro che Lo imitarono e dei quali a nostra volta dobbiamo essere imitatori (1 Corinzi 11:1), è riportato nelle Scritture. È attraverso la lettura, la riflessione e la meditazione del resoconto biblico della Sua vita, così come è stato scritto dallo Spirito Santo nei Vangeli e in altre parti del Nuovo Testamento (ad esempio Atti 20:35) e presentato in figura in tutto l’Antico Testamento, che ci nutriamo di Lui quale “pane che viene dal cielo” (Giovanni 6). È attraverso la comunione quotidiana con Lui e la dipendenza da Lui che Egli ci guida nei sentieri di giustizia” (Salmo 23:3). È camminando secondo lo Spirito che non adempiamo “i desideri della carne” (Galati 5:16). Nella Bibbia non troviamo mai l’indicazione che un cristiano debba seguire una via che “all’uomo sembra dritta”, neppure quando l’uomo al quale sembra giusta è la persona stessa. Una tale via conduce sempre alla morte (Proverbi 14:12).

Chiederci “Cosa farebbe Gesù in questa situazione?” può inizialmente sembrare attraente ma, in realtà, può essere pericoloso perché introduce un elemento di giudizio soggettivo che sostituisce le Scritture e la guida dello Spirito Santo. Sebbene in diverse parti del Nuovo Testamento troviamo esortazioni a orientare la nostra mente in una specifica direzione (ad esempio Romani 12; Colossesi 3), la mente naturale non è in grado di entrare nelle cose di Dio. Sebbene sia espresso nel contesto della salvezza, il versetto 8 di Isaia 55 riporta un principio generale quando afferma che le vie di Dio non sono le nostre vie e viceversa. Di conseguenza, non possiamo aspettarci che il ragionamento della nostra mente ci conduca ad una giusta conclusione riguardo al modo in cui dovremmo camminare. Un esempio di come argomentazioni basate su “ciò che Gesù avrebbe fatto” abbiano portato a conclusioni sbagliate si “riscontra in quella che sembra essere una consuetudine nel contesto delle elezioni presidenziali statunitensi. Sembra, infatti, che sia gruppi allineati con il Partito Democratico, sia gruppi affiliati ai Repubblicani, sostengano che il Signore avrebbe votato per il rispettivo candidato. Dalla Parola traiamo l’insegnamento che i credenti non dovrebbero avere nulla a che fare con la politica, in quanto abbiamo una posizione celeste. Non ci asteniamo dal partecipare a dibattiti su questioni sociali per disinteresse o per disprezzo; piuttosto, teniamo un atteggiamento di sobrietà quando consideriamo ciò che la Bibbia ci rivela sui temi “sociali” di attualità e sulla fine del mondo (1 Pietro 4:7; 2 Pietro 3:11).

Ad esempio:

(a) La distruzione dell’ambiente è reale, ma iniziò seimila anni fa quando, attraverso un uomo, il peccato entrò nel mondo (Romani 5:12), influenzando ogni aspetto della creazione di Dio, tanto che da allora fino ad oggi essa geme (8:22) e sarà infine riservata al fuoco (2 Pietro 3:7).

(b) Il capitalismo porta alla disuguaglianza — forse più di altri sistemi economici precedenti, ma l’uomo non è mai stato in grado di eradicare la povertà. Come disse il Signore Gesù, “i poveri li avete sempre con voi” (Matteo 26:11). Soltanto Lui potrà stabilire una società egualitaria (anzi, farà molto di più, in quanto, durante il Millennio, la benedizione abbonderà ovunque Egli regnerà).

(c) A causa di ciò che la “carne” è, l’orgoglio nazionalistico, il razzismo e la discriminazione di genere sono, e rimarranno, insiti nella società umana. Purtroppo, coloro che si dichiaravano popolo di Dio erano colpevoli di tali pratiche, come emerge dall’atteggiamento degli ebrei verso i samaritani (Giovanni 4:9) e dalla prontezza degli scribi e dei farisei a giustiziare una donna per adulterio mentre il suo compagno restava impunito (Giovanni 8:3–4).

Allo stesso tempo, le Scritture ci forniscono istruzioni chiare riguardo a ciascuno di questi temi, non perché dovremmo cercare di migliorare il mondo, ma perché dobbiamo avere la mente di Cristo in ogni cosa. Procedendo in sequenza con i tre esempi precedenti:

(a) Quanto ai temi ambientali, dovremmo essere buoni amministratori di tutto ciò che Dio ci ha affidato, inclusa la natura.

(b) Avere cibo e vestiti dovrebbe essere sufficiente (1 Timoteo 6:8). Se abbiamo più del necessario, ricordiamoci dei bisognosi, specialmente fra i membri della famiglia della fede (Galati 6:10).

(c) Ogni persona è preziosa agli occhi di Dio. Se riteniamo di poterci vantare di qualche qualità che pensiamo di avere, dovremmo considerarla come “spazzatura” (Filippesi 3:8). Come disse l’apostolo Paolo, “per la grazia di Dio io sono quello che sono” (1 Corinzi 15:10).

Sebbene gli esempi sopra menzionati possano riguardare ideali associati a gruppi di uno specifico orientamento politico, sappiamo che “tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” (1 Giovanni 5:19) — inclusi tutti i suoi sistemi politici (di ogni parte, di qualunque schieramento e orientamento). Anche se spesso evidenziamo (correttamente) che viviamo negli “ultimi giorni”, e persino nella “ultima ora”, entrambe le espressioni sono vere da quasi duemila anni e ,inoltre, si applicano principalmente alla professione cristiana e non al mondo. Il mondo fu mostrato per quello che era alla croce (Giovanni 12:31). Sebbene il giudizio del mondo non sia ancora stato eseguito a causa dell’intervento di Dio in questo periodo di grazia, il più grande atto di male, la peggior manifestazione del peccato e il profondo odio da parte del diavolo si mostrarono quando il Signore Gesù fu crocifisso. Persino l’approvazione e, addirittura, la promozione di peccati morali, o l’invasione di paesi stranieri, impallidiscono di fronte al rifiuto mondiale del Signore Gesù e alla Sua condanna a morte. Un credente audace, che in quel momento aveva preso posizione in favore del Signore, fu da Lui rimproverato (Giovanni 18:11). Al contrario, il Signore “come la pecora muta davanti a chi la tosa, […]non aprì la bocca”(Isaia 53:7). Non solo non oppose resistenza, né si ribellò, ma rimase in silenzio. Anche un retweet, un like o un aggiornamento di stato su questioni politiche non sarebbe stato approvato dal Signore se la tecnologia di oggi fosse esistita durante il Suo tempo sulla terra.

Cosa ha fatto il Signore Gesù quando era sulla terra? Durante tutta la Sua vita fu obbediente alle autorità terrene. È stato sempre la luce del mondo e il sale della terra. Si prendeva cura della Sua famiglia terrena e adempieva alle responsabilità associate ad ogni situazione in cui si trovava, dal pagamento delle tasse dovute per il fatto di vivere a Gerusalemme, al fornire cibo e conforto a coloro che erano andati da Lui per imparare. In ognuno di questi aspetti, Egli ha fornito un esempio perché seguiamo le Sue orme (ad esempio Romani 13:1; Filippesi 2:15; Matteo 5:13; 1 Timoteo 5:4, 8; Romani 13:7–8). Da un certo punto di vista, potrebbe esserci molto da ammirare nella vita dei cristiani che si sono dedicati all’abrogazione di leggi ingiuste, al miglioramento delle condizioni sociali ed economiche e delle prospettive per i poveri e i bisognosi. Coloro che hanno beneficiato dei risultati di tali sforzi possono, per questo, rendere grazie al Signore. Tuttavia, è sempre il Signore a portare tali risultati. Il fatto che lo strumento utilizzato sia uno dei Suoi, non ci giustifica ad allontanarci dal cammino che Lui ci ha dato la grazia di discernere nel Nuovo Testamento. Piuttosto, dovremmo guardare al “mondo futuro” (Ebrei 2:5), quando tutte le cose saranno sottoposte a Lui ed Egli farà giustizia, rimetterà ogni cosa a posto e governerà con una saggezza ineguagliabile e perfetta, così che questa terra potrà godere di pace e prosperità universali per mille anni.

Tradotto e adattato da Truth & Testimony

 

 

 

 

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