Generazione futura – L’amicizia tra credenti

Amicizie tra credenti

“Voi siete miei amici” – il Signore Gesù come esempio

“Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.” (Giovanni 15:13).  Questo è esattamente ciò che il Signore Gesù ha fatto per voi e per me: ha dato la sua vita per salvarci dall’eterna separazione da Dio. Ora possiamo dire come Paolo: “La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me.” (Galati 2:20)

Ecco il fondamento della nostra relazione personale con il nostro Signore e Salvatore. Il Suo sacrificio e il Suo amore sono il motivo del nostro attaccamento a Lui.

Il Suo modo di agire verso di noi e i Suoi magnifici caratteri ci insegnano come dovrebbe essere ogni vera amicizia:

•  Il Signore Gesù è sempre disponibile (lì per noi) e si prende cura di noi (Matteo 28:20b ed Ezechiele 34:11).

• E’ fedele e ci protegge dal male (2 Tessalonicesi 3:3).

• Parla ai nostri cuori tramite la Sua Parola e ci rivela le cose celesti (Giovanni 15:15).

Poniamoci alcune domande:

E da parte nostra?  Che cosa caratterizza il nostro rapporto con il Signore? È un privilegio per noi che Egli ci chiami Suoi amici? Come rispondiamo al Suo amore, alla Sua fedeltà e alle cure che ha per noi? C’è davvero un amore reciproco?

 “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1 Giovanni 4:19).

Abbiamo un rapporto di fiducia con il nostro Signore? Siamo interessati alle cose che sono importanti e preziose per Lui? Mostriamo fedeltà nelle piccole e grandi cose della nostra vita?  

Dobbiamo realizzare che il Signore Gesù non è estraneo alle nostre vicissitudini ma è partecipe nella nostra vita, alle nostre gioie come ai nostri dolori. Lo vediamo bene in Giovanni 11 quando Egli pronuncia queste toccanti parole: “Il nostro amico Lazzaro si è addormentato” (v.11). Leggi l’intero capitolo e ammira la profonda simpatia (empatia) del Signore Gesù verso i suoi (specialmente i versetti 32 –44).

1 La Bibbia non ci fornisce esempi o passi che ci permettano di rivolgerci al Signore Gesù con il titolo di “amico”.  Abbiamo certamente il privilegio di conoscerlo nella nostra vita come il nostro migliore amico, ma egli è comunque il nostro Signore e Maestro.

Vere amicizie tra credenti

Se abbiamo una relazione vivente con il Signore Gesù, saremo in grado di costruire e coltivare vere amicizie tra credenti. Ecco perché considereremo nel resto di questo articolo alcuni pensieri sulle relazioni tra di noi.  

Innanzitutto è importante osservare che la vera amicizia, nel Signore, come ci è presentata nella Bibbia, può esistere solo tra cristiani nati di nuovo.

Proverbi 17:17 è un versetto chiave sull’amicizia tra credenti: “L’amico ama in ogni tempo; è nato per essere un fratello nella sventura”.  Una vera amicizia non dipende dalle circostanze della vita o dai possibili fallimenti dell’altro – “l’amico ama in ogni tempo”.  Ed è proprio nei momenti difficili che l’amico si mostra come un fratello che ha compassione e aiuta a portare i pesi della vita.  Il libro dei Proverbi ci dà ancora molti insegnamenti sull’amicizia: “L’olio e il profumo rallegrano il cuore; così fa la dolcezza di un amico con i suoi consigli cordiali” (Proverbi 27:9). Colui che vi dà consigli sinceri e ricerca il vostro bene è veramente un amico prezioso. Tali consigli a volte possono essere dolorosi e mettere alla prova l’amicizia, così la Parola di Dio fa seguire immediatamente un’importante esortazione: “Non abbandonare il tuo amico né l’amico di tuo padre” (Proverbi 27:10a).

La vera amicizia si manifesta nella fedeltà e nella costanza. Il legame di amicizia diventa tanto più forte quanto più sappiamo condividere con fiducia e sincerità ogni cosa, anche i nostri rispettivi difetti.  

Consideriamo ora due esempi di vere amicizie dell’Antico Testamento per trarne lezioni pratiche.

Daniele e i suoi amici

Daniele 1:6-20 e 2:16-23,49

La storia di Daniele e dei suoi tre amici ci insegna molte cose sulle amicizie che possiamo avere oggi. Esiliati in un ambiente idolatra, questi quattro giovani restarono fedeli ai comandamenti del loro Dio, ma rimasero anche fedeli l’uno all’altro. Da dove veniva la forza di questa amicizia in circostanze così difficili? Dalla fede che condividevano! La fede in Dio li accomunava in un modo tale da poter restare uniti e coesi anche in un ambiente così ostile e ricco di possibilità di caduta (es. capitolo 1). E tu e i tuoi amici? Sono il timore e la fede in Dio e nella Sua Parola che vi unisce? O è solo un interesse comune per il calcio, o per l’ultima moda o per qualsiasi altro hobby? Se ciò che ci lega è qualcosa di superficiale non potrà durare.

Il capitolo 2 rivela un altro legame che unisce questi quattro giovani: la preghiera.  Le prove stavano diventando sempre più difficili ed era persino una questione di vita o di morte per quei quattro amici. In queste circostanze, Daniele chiese al re del tempo in modo che potesse, con i suoi amici, “implorare la misericordia del Dio del cielo”(Daniele 2:18).

Hai un amico o degli amici con cui puoi pregare?

Davide e Gionatan

1 Samuele 18:1-4; 23:16 e 2 Samuele 1:26

Mentre leggiamo attentamente la storia di Davide e Gionatan ci rendiamo conto del rapporto speciale che esisteva tra questi due giovani. La loro amicizia non dipendeva da dettagli superficiali nelle circostanze della loro vita, ma aveva il suo fondamento nella loro relazione con l’Eterno, l’Iddio d’Israele. Fu proprio quando il re Saul, padre di Gionatan, perseguitò Davide in modo particolarmente forte che Gionatan si alzò per andare da lui a rafforzare la sua fiducia in Dio (1 Samuele 23:16). Cosa possiamo imparare da questa storia per le nostre amicizie? La vera amicizia ha sempre bisogno di un fondamento spirituale. Il suo scopo primario, il più importante, è quello di essere d’aiuto reciproco e di incoraggiamento nella fede.

“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. Infatti, se l’uno cade, l’altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senz’avere un altro che lo rialzi! (Ecclesiaste 4:9-10).

Come Gionatan, siamo pronti a lasciare il palazzo reale, cioè la nostra zono di confort, per trovare il nostro amico nel “bosco” e parlare di cose spirituali orientandoci verso il Signore Gesù? Nelle loro particolari circostanze, Davide e Gionatan potevano contare l’uno sull’altro. Anche le nostre amicizie dovrebbero essere segnate da questa fiducia, trasparenza e lealtà reciproca. Forse un giorno un amico si troverà in una situazione difficile che nessuno conosce tranne te – sii presente, ascolta, non deludere la sua fiducia. Con l’aiuto di Dio mostrati come un “fratello nella sventura” (Proverbi 17:17).

Conclusione

Parlare e condividere le nostre difficoltà con un amico credente è il modo più proficuo per rafforzarci a vicenda nella fede. Ma non limitiamoci a rafforzare la nostra fede, rafforziamo anche le nostre mani per servire Dio in modo pratico (vedi Neemia 2:18). Perché non condividere con gli amici un messaggio sul cellulare con un versetto della Bibbia che ti ha particolarmente toccato o inviare un link di un buon articolo da cui hai tratto del beneficio spirituale? Se sai che il tuo amico è a casa da solo, perché non chiamarlo? Se vivete abbastanza vicini gli uni agli altri incontratevi regolarmente per pregare, leggere la Parola di Dio e servire Dio e gli altri insieme.

Meditando sul significato profondo che la Parola da all’amicizia ci rendiamo conto che questa non può ridursi ad uno scambio di “like” sui social network. L’amicizia va coltivata e questo richiede impegno ed alcune volte delle rinunce. Per Gionatan questo non era un problema, era disposto a prendere il secondo posto (1 Samuele 23:17). Se vogliamo bene ad un amico questo deve essere il pensiero del nostro cuore. L’amore mette sempre gli altri davanti. Possa il nostro Dio rafforzare le amicizie che abbiamo già con dei credenti e darcene delle nuove che ci aiutino a seguire insieme il Signore Gesù e a servire il nostro Dio e Padre.