di A. Leclerc
“Giosia aveva otto anni quando cominciò a regnare, e regnò trentun anni a Gerusalemme.
Egli fece ciò che è giusto agli occhi del SIGNORE e camminò per le vie di Davide suo padre, senza scostarsene né a destra né a sinistra. L’ottavo anno del suo regno, mentre era ancora ragazzo, cominciò a cercare il Dio di Davide suo padre; e il dodicesimo anno cominciò a purificare Giuda e Gerusalemme dagli alti luoghi, dagli idoli di Astarte, dalle immagini scolpite e dalle immagini fuse” (2 Cronache 34:1-3).
Seguire con determinazione il SIGNORE
È interessante notare che Giosia si dedicò molto presto alla ricerca di Dio, in netto contrasto con suo padre (Amon) e suo nonno (Manasse). Ciò ha avuto un impatto decisivo su tutta la sua vita… e in senso positivo! Le scelte che facciamo e le abitudini che sviluppiamo in giovane età avranno un impatto molto importante sul resto della nostra vita.
Oggi più che mai, migliaia di attività possono distrarci dalle cose di Dio. In quanto re, Giosia aveva certamente molto da fare, ma ha fatto le scelte giuste all’inizio della sua vita.
E noi, abbiamo fatto la scelta giusta e deciso di seguire il Signore Gesù? È una decisione che dobbiamo prendere, davvero, con serietà, rendendoci conto della sua importanza fondamentale per il resto della nostra vita. E poi, con il Suo aiuto, dovremo perseverare ogni giorno, anche nelle difficoltà. Ci saranno momenti di scoraggiamento, ma cerchiamo di essere perseveranti. Come Giosia, non perdiamo un minuto per impegnarci a seguire risolutamente il Signore Gesù con cuore puro e integro!
La sincerità della decisione di Giosia divenne evidente quando, quattro anni dopo, nel dodicesimo anno del suo regno, all’età di soli 20 anni, iniziò a purificare il paese da tutto ciò che era contrario alla santità di Dio e incompatibile con le cose di Dio. La sua fede era cresciuta e il suo impegno a cercare il Signore non era diminuito, anzi! Quanto a noi, credenti giovani e meno giovani, anche la nostra fede crescerà man mano che procederemo dedicandoci pienamente al Signore Gesù. Diventeremo così vasi utili nelle mani del Maestro (cfr. 2 Timoteo 2:21). Prima è, meglio è, ma anche se non siamo più all’inizio della nostra vita, impegniamoci senza indugio guardando alla benedizione che ci attende, e proseguiamo con il Signore, legati a Lui con tutto il nostro cuore (Atti 11:23)
Continuare malgrado tutto
“Il re, stando in piedi sul palco, fece un patto davanti al SIGNORE, impegnandosi a seguire il SIGNORE, a osservare i suoi comandamenti, i suoi precetti e le sue leggi con tutto il cuore e con tutta l’anima, per mettere in pratica le parole del patto scritte in questo libro” (2 Cronache 34:31)
Quando ormai sembrava non esserci più alcuna speranza, la perseveranza di Giosia fu davvero notevole. La sua devozione a Dio era incrollabile. Nulla poteva fermarlo nella sua decisione di agire secondo «le parole del patto».
Dalla lettura del libro della legge ,aveva compreso che il giudizio di Dio era imminente, ma gli era stato rivelato che sarebbe morto in pace e non avrebbe conosciuto quel giudizio. Tuttavia, Giosia si dedicò completamente a Dio. «Il re, stando in piedi sul palco, fece un patto davanti al SIGNORE, impegnandosi a seguire il SIGNORE, a osservare i suoi comandamenti, i suoi precetti e le sue leggi con tutto il cuore e con tutta l’anima, per mettere in pratica le parole del patto scritte in questo libro».
Che devozione! Perché continuare quando la causa è persa in partenza? Giosia sapeva che non avrebbe potuto impedire l’arrivo del giudizio di Dio, eppure non ha smesso di impegnarsi per l’Eterno. Non erano i suoi interessi personali a preoccuparlo, ma quelli del Signore.
Se oggi tutto sembra moralmente cupo, vivrò per me stesso o per il Signore, facendo ciò che è gradito a Lui? Il nostro Signore Gesù aveva un immenso zelo per Dio e ci invita a seguirlo. Siamo incoraggiati, in questi ultimi momenti bui e freddi della notte morale che caratterizza gli attuali tempi della fine, a continuare senza sosta a camminare sulla via che il Signore pone davanti a noi.
Camminiamo quindi con attenzione, con la forza che il Signore vuole darci. Camminiamo nello Spirito in questo cammino difficile, ma così gradito al Signore. Egli ricompenserà il suo servo fedele. Il Signore sta per tornare! Vegliamo, siamo fedeli, restiamo attaccati a Lui e preghiamo affinché ci custodisca così fino al suo prossimo ritorno!
Cambiare il mondo?
“Dopo tutto questo, quando Giosia ebbe restaurato il tempio, Neco, re d’Egitto, salì per combattere a Carchemis, sull’Eufrate; e Giosia marciò contro di lui… Ma Giosia non volle tornare indietro; anzi, si travestì per assalirlo e non diede ascolto alle parole di Neco, che venivano dalla bocca di Dio. E venne a dar battaglia nella valle di Meghiddo. Gli arcieri tirarono al re Giosia; e il re disse ai suoi servitori: «Portatemi via di qui, perché sono ferito gravemente» (2 Cronache 35:20-22).
La guerra di Giosia contro Neco è l’ultimo evento di rilievo del suo regno. Giosia si ritrovò coinvolto nelle lotte e nelle contese di questo mondo, e ciò segnò la fine del suo cammino di fedeltà a Dio. Era stato in pace e benedetto per tutto il tempo in cui si era occupato delle cose di Dio. Ma quando ha voluto impegnarsi con le proprie forze per influenzare il mondo che lo circondava, ciò si è ritorto contro di lui. Ha persino agito contro il pensiero di Dio!
Giosia forse immaginava di avere la capacità di fare qualcosa e di avere voce in capitolo su ciò che accadeva, ma Dio non lo aveva chiamato a intervenire nei conflitti di questo mondo, anche se lui pensava che fosse a suo vantaggio o che le cose sarebbero andate meglio agendo in quel modo.
Non siamo chiamati a cambiare il mondo, ma a essere testimoni di Gesù. È così che possiamo essere il «sale della terra» e la «luce del mondo» (Matteo 5, 13-14). Agire diversamente porrà automaticamente fine a ogni vera testimonianza per il Signore. Lo Spirito di Dio usa il messaggio del Vangelo per salvare e trasformare le vite. Se Cristo ha detto che il suo regno non era di questo mondo (Giovanni 18:36), quanto più deve essere vero per noi! «La nostra cittadinanza è nei cieli» (Filippesi 3:20). Dio non ci chiede di essere influencer – Lot non è stato proprio ben accolto quando ha agito in questo modo – né di essere attivisti per certe cause che ci sembrano giuste; non è questo che condurrà le anime alla salvezza. Ciò di cui gli uomini hanno bisogno è il messaggio del Vangelo, e non movimenti sociali o politici! Hanno bisogno che viviamo Cristo e che siamo suoi testimoni.
In quale ambito d’azione mi trovo? Quello di Giosia o quello di Gesù, che è stato odiato dal mondo? Riguardo al Signore, lo Spirito ha detto tramite l’apostolo Paolo che egli «ha reso una bella confessione davanti a Ponzio Pilato» (1 Timoteo 6:13). Che si possa dire lo stesso della nostra testimonianza per il Signore oggi!
Tradotto e adattato da Le Seigneur est proche