di F. Runkel
Dopo aver compiuto l’opera della redenzione, il Signore Gesù è stato elevato in cielo. I discepoli sono stati testimoni di questo avvenimento unico.
Ora, Colui che “umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce”, è allo stesso tempo Colui che è stato “sovranamente innalzato” da Dio stesso e che “si è seduto alla destra del trono di Dio” (cfr. Filippesi 2:8-9; Ebrei 12:2). È Lui che attira i nostri cuori come una calamita attira il ferro.
In quest’articolo, considereremo alcune glorie e degli uffici che appartengono ora al Signore Gesù in quanto Uomo glorificato.
- Il Precursore
Gesù è il Precursore che è entrato per noi “oltre la cortina”. Questa espressione figurativa indica qui il santuario nei cieli. Noi abbiamo “questa speranza … sicura e ferma” (Ebrei 6:11) di arrivare là dove il nostro Precursore si trova già. Questa speranza è paragonata a un’ancora sicura e ferma con la quale una nave è immobilizzata affinché le onde e la tempesta non la possano smuovere. Noi arriveremo allo scopo perché il nostro Precursore è già là. È questo il messaggio d’incoraggiamento che “l’Uomo nel cielo” ci indirizza!
“Noi, che abbiamo cercato il nostro rifugio nell’afferrare saldamente la speranza che ci era messa davanti. Questa speranza la teniamo come un’àncora dell’anima, sicura e ferma, che penetra oltre la cortina, dove Gesù è entrato per noi quale Precursore” (Ebrei 6:18-20).
- Capo e Compitore di fede
Il ruolo che il Signore ha come “Precursore” è strettamente legato a questo titolo di “Capo” e “Compitore di fede”. Letteralmente il “Capo della fede” è l’iniziatore, o Colui che conduce nel cammino della fede e, il “Compitore di fede” è Colui che ha completato di percorrere questo cammino, Colui che è arrivato allo scopo.
Dall’inizio alla fine della Sua vita sulla terra, il Signore Gesù ha manifestato una fede perfetta [(fede nel senso di fiducia) cfr. Salmo 16:1; 25.2; 31:1]. Malgrado tutte le contraddizioni esteriori, Egli ha continuato a “correre”. A causa della “gioia che gli era posta dinanzi”, in particolare quella di tornate al Padre dopo aver compiuto la Sua missione, “sopportò” i tormenti e la vergogna della morte sulla croce.
“Fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio” (Ebrei 12:2).
Ora è elevato nella gloria dopo aver compiuto il Suo cammino di fede. Questo ci motiva per seguirLo con perseveranza, avendo lo sguardo della fede fermamente fissato su di Lui, l’Uomo glorificato nel cielo.
- Colui che deve venire
In Ebrei 10:37, il Signore viene chiamato “Colui che deve venire”. Sta per venire. Può succedere che venga anche oggi. Allora, noi vedremo con i nostri occhi per la prima volta, Lui, quest’Uomo celeste e glorioso. Che momento sarà! L’attesa della Sua venuta per essere portati con Lui, dirige i nostri pensieri in alto e allo stesso tempo influenza il nostro modo di vivere sulla terra.
“Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore” (1 Tessalonicesi 4:16-17).
- Il Mediatore
Allo stesso modo la Parola di Dio ci presenta il Signore Gesù come il “Mediatore”. Lo è stato ma senza fare compromessi. Per la Sua opera espiatoria, Egli ha interamente soddisfatto le esigenze della giustizia e della natura di Dio regolando la questione del peccato e dei peccati. Ha pagato il riscatto in favore di tutti. Allo stesso tempo, ha pienamente risposto ai bisogni del peccatore perduto che crede in Lui e all’opera redentrice che ha compiuto subendo il giudizio divino e la morte (cfr. Marco 10:45).
“C’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti” (1 Timoteo 2:5-6).
- Nostro sommo Sacerdote
Anche l’autore dell’epistola agli Ebrei presenta ai suoi destinatari il Signore Gesù nella Sua funzione di “Sommo Sacerdote”. Come tale si ricorda delle Sue esperienze di Uomo durante la Sua vita sulla terra che ha, per così dire, “portato” nel cielo. È per questa ragione che è in grado, come nessun’altro di “soccorrerci” e di “simpatizzare” nelle nostre infermità (Ebrei 4:15-16).
Dal cielo, sostiene e fortifica sulla terra i credenti che sono in viaggio verso la gloria celeste. Lo fa perché possano servire Dio (Ebrei 6:10; 13:15-16) e arrivare senza inciampi a destinazione (Ebrei 2:10).
“Perciò egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per compiere l’espiazione dei peccati del popolo. Infatti, poiché egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati” (Ebrei 2:17-18).
- Nostro Avvocato
In quanto Uomo glorificato nel cielo, il Signore Gesù esercita ancora un’altra funzione importante: se, come figli di Dio, noi pecchiamo, l’Uomo che è alla destra di Dio nel cielo, Gesù Cristo il Giusto, prende in mano la nostra causa. Lo fa perché noi prendiamo coscienza del nostro errore e affinché possiamo di nuovo gustare pienamente la nostra relazione col Padre.
“Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto” (1 Giovanni 2:1).
- Conclusione
Il Signore Gesù ha anche altri titoli di gloria. Per esempio: “il Salvatore” (Filippesi 3:20-21), “il capo (la Testa)” (Efesini 1:20-23), “Pastore” (Ebrei 13.20; 1 Pietro 5:4). Forse qualche osservazione su alcuni dei Suoi titoli ha avuto l’effetto di soddisfare il nostro “appetito” per studiare sempre di più i titoli della gloria di quest’Uomo glorificato nel cielo e per conoscere e gustare meglio le immense benedizioni legate alla Sua meravigliosa Persona ed alla Sua posizione.
“Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome” (Filippesi 2:9).
Tradotto e adattato da “Le Messager évangélique”