Venuto, sì, il Figlio di Dio è venuto nel mondo, Colui che è eterno è entrato nel tempo. Il creatore dei cieli e della terra è stato fatto uomo. La Parola è stata fatta carne. A questo ci riporta in maniera prorompente il vero significato del Natale. La nascita di Cristo è un fatto storico, che oggi neanche gli scettici contestano. Sempre di più, però, non è compreso ed è svilito il senso spirituale della sua venuta. Tutto è svuotato di significato, in alcuni casi ridicolizzato, anche nei paesi cosiddetti cristiani. D’accordo, il 25 dicembre è una data convenzionale, con la quale sono state rimpiazzate le feste del solstizio d’inverno. Nel corso del tempo tutto si è ridotto ad una festa del consumismo e di tradizione. Vorremmo, però, portare la riflessione su un altro piano, partendo dal fatto che Gesù è nato ed è venuto nel mondo.
Fermiamoci… e chiediamoci: “Perché è venuto?”
Ti sei mai posto in modo serio questa domanda? E se, con il dovuto rispetto, questo interrogativo lo ponessimo direttamente a Lui, cosa risponderebbe?
È una grazia che Egli stesso abbia dichiarato le motivazioni della sua venuta e queste affermazioni le troviamo nella Bibbia, la Parola di Dio.
Gesù parlando di sé stesso dice:
“…perché il Figlio dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto” (Luca 19:10).
In queste parole troviamo delle verità fondamentali. Gesù si definisce il Figlio dell’Uomo, un appellativo che attesta proprio la sua perfetta umanità. Le espressioni successive mostrano lo scopo di questa missione: cercare. Cercare qualcosa? No, cercare qualcuno! Chi ha cercato? Ha cercato donne e uomini di tutti gli stati sociali e culturali, nelle più diverse situazioni e condizioni. Ha cercato dei pescatori, degli esattori delle tasse, dei dottori della legge, dei ciechi, degli indemoniati, dei paralitici, dei lebbrosi, degli adulteri, dei ricchi e dei poveri. Questa ricerca continua ancora oggi: cerca TE!
Non solo cercare. Cercare e salvare. Perché salvare? Perché eravamo PERDUTI. Sì, perduti. Non c’è una definizione più appropriata per definire quello che è lo stato dell’uomo davanti a Dio: perduto.
Quanto è inquietante questa parola… perduto. L’uomo è lontano da Dio, smarrito: “Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via” (Isaia 53:6). Smarrito, perduto perché senza Dio, perduto perché senza speranza, perduto perché schiavo del peccato e quindi sottoposto al giusto giudizio di Dio. È meraviglioso considerare che il Signore Gesù dichiara: “perché io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo” (Giovanni 12:47). Che cosa ha fatto per la salvezza del mondo (cioè degli uomini)? Ha donato la Sua vita per pagare per i tuoi peccati. Per poterlo fare ha preso forma di servo ed è diventato uomo a parte per il peccato, infatti dice: “…il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti” (Marco 10:45).
Cristo ha pagato a Dio il prezzo di riscatto per tutti coloro che si riconoscono dei peccatori perduti, degni di giudizio. Credi tu questo?
Ti sei mai confrontato con il Dio santo e giusto, che non può tollerare la vista del male?
Riconosci di essere un peccatore perduto, oppure sei convinto di avere una tua propria giustizia, che non hai bisogno di Dio, che sei a posto così come sei?
Gesù, a questo proposito dice: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori” (Marco 2:17).
L’uomo peccatore è spiritualmente in uno stato di tenebre morali e morte spirituale. Cristo, per chi crede al messaggio dell’evangelo, porta un cambiamento radicale a questa situazione. Egli stesso dichiara: “Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre” (Giovanni 12:46).
E ancora parlando delle sue pecore dice: “…io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10).
Caro amico, come puoi comprendere da questi versetti, i motivi per cui Cristo è venuto sono grandiosi e determinanti per la tua vita e per il tuo avvenire eterno, perché non soltanto ha dato la sua vita, ma è risorto, ha vinto la morte e per chi crede ha aperto il cielo.
Non rimanere in uno stato di perdizione… è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto!
Non rimanere in uno stato di morte spirituale… è venuto per donarti la vita!
Non rimanere nelle tenebre… è venuto per portarti la vera luce!
Fermati, rifletti seriamente su queste cose, in modo che anche tu possa unirti alla confessione: “Certa è quest’affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo” (1 Timoteo 1:15).
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