Tribunale di Cristo, tribunale di Dio

di Giampiero Bulleri

Articolo apparso sul mensile IL MESSAGGERO CRISTIANO del 07-2012

“Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo, sia in bene sia in male” (2 Corinzi 5:10).

“Tutti compariremo davanti al tribunale di Dio” (Romani 14:10).

La Parola di Dio attesta che il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, il Figlio dell’uomo, ha ricevuto autorità di giudicare, e che Lui è l’unico Giudice. Da Giovanni 5:22, 27 impariamo che il Padre non giudica alcuno, ma ha dato tutto il giudizio al Figlio, e che gli ha dato questa autorità proprio perché è il Figlio dell’uomo.

Nella prima Lettera di Pietro (4:5) è detto che Lui è pronto a giudicare i vivi e i morti.

Anche Atti 10:42 conferma che il Signore “è stato da Dio costituito Giudice dei vivi e dei  morti”.

2 Timoteo 4:1 precisa che “Cristo Gesù ha da giudicare i vivi e i morti” .

Premesso questo, possiamo stabilire “chi” comparirà in questo tribunale, e “dove” e “quando” questo avverrà ?

Chi comparirà

I primi versetti citati non lasciano dubbi sul fatto che “tutti”, vale a dire credenti e increduli, dovranno comparire davanti a Lui, ma da vari altri passi apprendiamo che non tutti vi compariranno nella stessa sede e per lo stesso motivo.

Quando e dove

Non mi pare che la Parola precisi sempre quando e dove avverranno queste comparizioni in giudizio, ma non ci lascia nemmeno nella totale ignoranza.

Il Signore ha già ricevuto ogni  potere, tanto che alla fine del Vangelo di Matteo leggiamo: “Ogni potere mi è stato dato, in cielo e sulla terra” (28:18); ma mi sembra che ci sia un momento particolare che indica l’inizio dell’esercizio di questa totale autorità che oggi noi Gli riconosciamo per fede, ma che da allora s’imporrà con potenza; e penso che sarà precisamente da quando l’Agnello prenderà in mano il Libro dei giudizi dalla mano di Dio (Apocalisse 5:1-8).

E’ proprio da quel momento che si verificheranno cose straordinarie: terribili giudizi in cielo contro Satana e i suoi angeli, e in terra su gran parte dell’umanità; ma ci saranno anche potenti interventi a favore dei santi. Una parte di questi giudizi non sembra che siano esercitati direttamente dal Signore Gesù, ma gli uomini sapranno ugualmente da chi anche questi provengono perché “diranno ai monti e alle rocce: Cadeteci addosso, nascondeteci dalla presenza di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello” (Apocalisse 6:16).

Anche Apocalisse 11:18 indica che è “arrivato il momento di giudicare i morti, di dare il loro premio” ai servi di Dio, ai profeti, ai santi e a quelli che temono il nome di Dio.

Proverò ora ad elencare, nel loro ordine, alcuni avvenimenti che mi sembrano collegabili all’idea di “tribunale” .

Nel cielo prima del Millennio e solo per i veri credenti

Questa è la prima sessione del Tribunale, ed è quella che più ci interessa in quanto ci saremo anche noi, “rapiti” con tutti i credenti (di prima e di dopo Cristo) dopo essere stati risuscitati, se già deceduti, o trasformati se ancora viventi.

A questo tribunale compariranno tutti i salvati, per cui non verranno emesse condanne, ma ci sarà un esame del servizio svolto durante la vita di ognuno per fissare il loro premio prima che scendano dal cielo per regnare col Signore (*).

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(*) Molti commentatori, basandosi sulle parole “la sua sposa si è preparata” (Apocalisse 19:7) e “le è stato dato di rivestirsi di lino fino, risplendente e puro” (v. 8), identificando ‘la sposa’ con i soli credenti del periodo Pentecoste-Rapimento e ritengono che il tribunale sia il momento in cui ognuno di questi credenti “riceverà ricompensa” e “avrà la sua lode da Dio” (1 Corinzi 3:14, 4:5). Ma se così fosse, quando compariranno al Tribunale di Cristo gli altri credenti vissuti prima di Cristo (e anch’essi rapiti alla Sua venuta) e quelli del periodo successivo, antecedente il Millennio, cioè tutti  i credenti che in quel tempo perderanno la vita?  E’ possibile che siano dimenticati?

E’ dunque prudente limitarsi a dire che tutti i santi vi compariranno prima di apparire con Lui in gloria’.

Come si svolgerà?

Non sappiamo di preciso se si tratterà di una manifestazione pubblica, davanti a tutti, oppure se ciascuno si troverà da solo davanti al Signore. Non troviamo dei passi della Parola che rispondano a questo quesito, ma possiamo con sicurezza ritenere che i peccati dei credenti, già confessati e quindi perdonati, non verranno “riesumati”. Pietro ha rinnegato il Signore, ma quel peccato, come anche quello di Davide, essendo già stato confessato, non verrà riesaminato in quel Tribunale.

Per quanto riguarda i credenti, si ritiene comunemente che in quell’occasione ognuno rivedrà la propria vita (“sia in bene sia in male”), le proprie azioni e le proprie cadute, ma soprattutto vedrà la grazia che il Signore ha avuto verso di lui, la Sua misericordia, la Sua pazienza, le Sue cure; e questo aggiungerà motivi di lode e di adorazione. Allora, ogni credente riceverà la ricompensa adeguata, quella corona che il Signore riterrà bene di dare in ragione della fedeltà, dell’impegno, dell’amore dimostrato durante la vita terrena.

Il timore che a volte proviamo al pensiero di quel tribunale dimostra la nostra convinzione di non aver fatto tutto quello che Lui ci aveva ordinato e che, umanamente parlando, dovremo essere da Lui rimproverati. Se io dovessi comparire davanti al Signore coi miei attuali sentimenti umani, questo timore sarebbe più che giustificato; ma allora io avrò “lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù”, penserò come Lui e sarò in piena sintonia col Suo giudizio. Nel cielo non ci sarà posto né per la vergogna di quello che si è fatto o non fatto, né invidia per quei fratelli che la perfetta giustizia del Signore riterrà essere stati più fedeli e premierà con una maggiore ricompensa!

Un tribunale sulla terra per credenti e increduli

E’ il tribunale che opererà prima del Millennio e che è descritto in Matteo 25:31-46. Ci saranno i “santi” delle nazioni e i “santi” di Israele, e anche gli increduli. I primi sono coloro che nel periodo della tribolazione avranno prestato soccorso ai perseguitati, coi quali il Signore stesso si identifica quando dice: “Venite, voi, i benedetti dal Padre mio; ereditate il regno… Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste…” (v. 35-36). Gli altri, i perseguitati che avranno usufruito di quell’assistenza, sono definiti dal Signore “questi miei minimi fratelli” (v. 40). A questi fedeli, “pecore” che saranno alla destra del Pastore, verrà detto: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio, ereditate il regno che vi è stato preparato fin dalla fondazione del mondo” (v. 32-34).

Poi ci saranno gli increduli, i “capri”, che il Pastore metterà alla Sua sinistra, ai quali sarà detto: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli” (v. 41-43).

Il verdetto, dunque, ripetuto nel v. 46, stabilisce la differenza più netta: “Questi (gli increduli) se ne andranno a punizione eterna, ma i giusti a vita eterna”.

Il tribunale alla fine del millennio solo per gli increduli

Il “grande trono bianco” di Apocalisse 20, sarà l’ultimo e definitivo tribunale. Là verranno emesse solo condanne e nessuna assoluzione. Niente resterà delle cose oggi conosciute, niente a cui attaccarsi. Il cielo e la terra fuggiranno dalla presenza del Giudice. Rimarrà solo la responsabilità del peccatore che non avrà risposto con un atto di fede all’appello di grazia di Dio, impedendo così al Salvatore di scrivere il suo nome nel libro della vita. “I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro… E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco” (v. 12-15).

Termina così la storia dell’uomo e anche il tempo in cui l’Uomo Cristo Gesù eserciterà dei giudizi. Alla fine, Dio sarà “tutto in tutti” (1 Corinzi 15:28).

Conclusione

Abbiamo visto che c’è un solo tribunale e un solo Giudice, ma quante differenze nelle persone che vi compariranno, nel luogo e nel tempo in cui questo avverrà! Diversità di luoghi e di tempi, e distinzione fra i “giusti” (giustificati per le fede) e i “peccatori”. I credenti risuscitati vi compariranno nel cielo e già in corpi di gloria.

Abbiamo visto che c’è solo un’occasione (quella di  Matteo 25:31-46) nella quale, sulla terra, santi e peccatori, cioè salvati e perduti, si troveranno insieme davanti al Giudice, ma per udire sentenze completamente diverse.

Vangeli e Lettere degli apostoli usano l’espressione “quel giorno” (Matteo 26:29, Giovanni 8:56, 1 Corinzi 1:8 e 3:13, Filippesi 1:6 e 2:16, 2 Timoteo 1:12 e 18, 4:8, ecc…) intendendo sia il momento in cui il Signore ricompenserà i fedeli, sia le glorie del Millennio, celesti e terrene. Il Millennio sarà il giorno della “manifestazione” della gloria del nostro Signore, con tutti i Suoi santi. Non ho dubbi che in quel giorno proprio “tutti” i santi, dai primi credenti (Abele, e forse anche Adamo ed Eva) fino all’ultimo di questa “dispensazione”, come pure quelli che perderanno la vita nella grande tribolazione,  prima di essere manifestati con Lui, saranno stati davanti a Lui, nel Suo Tribunale.

Non esiste, dunque, un “giudizio universale”, in quanto i veri credenti essendo passati dalla morte alla vita (Giovanni 5:24), non verranno in giudizio. Resta però ugualmente vero che “tutti” dovranno un giorno rendere conto a Dio, sebbene in tempi e modi diversi.

“Per questo ci sforziamo di essergli graditi, sia che abitiamo nel corpo, sia che ne partiamo. Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo” (2 Corinzi 5:10).