Venite in disparte – Generazione Futura

di G. André

Nel Vangelo di Marco leggiamo di alcune persone che sono state portate in un luogo tranquillo per stare con Gesù. Leggendo queste storie, potete imparare lezioni preziose per la vostra vita cristiana.

Gli apostoli tornano da Gesù

Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: «Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco». Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare” Marco 6:30-31.

I discepoli tornano dalla missione che il Signore gli aveva assegnato (vv. 7-13) e si riuniscono attorno a Gesù, felici di raccontargli “tutto quello che avevano fatto e insegnato”. Ci sembra che siano ansiosi di riunirsi attorno al Maestro, per raccontare le loro nuove esperienze. Ma per tutto il tempo la gente va e viene, interrompendoli; non c’è pace, nemmeno per mangiare.

Non è forse quello che vi capita a volte? Il lavoro o gli studi occupano più tempo del previsto, forse avete dedicato troppe ore ai vostri hobby e non state rispettando la tabella di marcia del ripasso per l’esame, o il concorso di lavoro si avvicina. Le vostre giornate sono così piene che spesso avete a malapena il tempo di nutrire il vostro corpo… e la vostra anima?

Allora si sente la voce del Maestro: Vieni via con me, vicino a me, senza che nessuno vada e venga, senza la continua pressione di un compito di cui non vedi la fine? – Certamente, se lo cercate con la preghiera, potete trovare l’opportunità che Egli vi darà di stare in disparte e in silenzio, di ascoltare il Signore, di pregare e di rivedere davanti a Lui tutto ciò che le settimane o i mesi precedenti hanno portato. Forse dovrete fare qualche sacrificio, dovrete pagare un prezzo per questo, ma ne sarete certamente benedetti.

Un sordomuto

Gesù partì di nuovo dalla regione di Tiro e, passando per Sidone, tornò verso il mare di Galilea attraversando il territorio della Decapoli.

Condussero da lui un sordo che parlava a stento; e lo pregarono che gli imponesse le mani. Egli lo condusse fuori dalla folla, in disparte, gli mise le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; poi, alzando gli occhi al cielo, sospirò e gli disse: «Effatà!» che vuol dire: «Apriti!». E gli si aprirono gli orecchi; e subito gli si sciolse la lingua e parlava bene. Gesù ordinò loro di non parlarne a nessuno; ma più lo vietava loro e più lo divulgavano; ed erano pieni di stupore e dicevano: «Egli ha fatto ogni cosa bene; i sordi li fa udire, e i muti li fa parlare»” (Marco 7:31-35).

Un uomo sordo che faticava a parlare fu portato da Gesù e gli chiesero di imporre le mani su di lui. Lo guarirà davanti a tutti e lo libererà dalla sordità in mezzo al chiasso e alla confusione che li circonda? No, lo prende in disparte, gli mette le dita negli orecchi, gli tocca la lingua e gli dice: “Apriti”.

Avete mai avuto la sensazione di essere sordi? Andate alle riunioni cristiane, ma non ne ricavate più nulla come prima. Leggete la Parola, ma sembra che abbia perso il suo sapore. Vorreste pregare, ma vi esprimete “con difficoltà”. Che cosa dovreste fare? Non dovreste lasciarvi “trascinare in disparte”, affinché la stessa mano del Salvatore possa operare anche per voi, affinché il vostro orecchio si apra di nuovo e gli impedimenti della vostra lingua vengano meno?

Un cieco

“Giunsero a Betsaida; fu condotto a Gesù un cieco, e lo pregarono che lo toccasse. Egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuori dal villaggio; gli sputò sugli occhi, pose le mani su di lui, e gli domandò: «Vedi qualche cosa?» Egli aprì gli occhi e disse: «Scorgo gli uomini, perché li vedo come alberi che camminano». Poi Gesù gli mise di nuovo le mani sugli occhi; ed egli guardò e fu guarito e vedeva ogni cosa chiaramente” (Marco 8:22-25).

Quel giorno, un cieco fu portato da Gesù, chiedendogli di toccarlo. Egli lo condusse fuori dal villaggio e lì, fuori dalla strada, la mano divina si posò sui suoi occhi oscurati e a poco a poco la cecità scomparve, lasciando il posto alla piena luce.   

Vi è mai capitato di avere un problema che non riuscivate a risolvere? O vi siete trovati in difficoltà di fronte a una scelta? E negli anni decisivi dell’adolescenza, quando la direzione della vostra vita stava per essere stabilita, vi è mai sembrato di essere come ciechi? Perché non lasciate che la mano dell’amore vi conduca via, lontano dalle vostre occupazioni e dal vostro ambiente, per qualche ora, per qualche giorno, affinché Egli possa agire in voi e darvi luce?

Tre discepoli sul monte della trasfigurazione

Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e li condusse soli, in disparte, sopra un alto monte. E fu trasfigurato in loro presenza; le sue vesti divennero sfolgoranti, candidissime, di un tal candore che nessun lavandaio sulla terra può dare. E apparve loro Elia con Mosè, i quali stavano conversando con Gesù. Pietro, rivoltosi a Gesù, disse: «Rabbì, è bello stare qua; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Infatti non sapeva che cosa dire, perché erano stati presi da spavento. Poi venne una nuvola che li coprì con la sua ombra; e dalla nuvola una voce: «Questo è il mio diletto Figlio; ascoltatelo». E a un tratto, guardatisi attorno, non videro più nessuno con loro, se non Gesù solo” (Marco 9:2-8).

Gesù prese con sé tre discepoli e li condusse “soli su un alto monte”. Non solo per uscire dal villaggio o dalla folla, o addirittura per andare in un luogo deserto, ma per salire su un’alta montagna, molto al di sopra della vita quotidiana, delle sue attività e dei suoi problemi, per avere la visione suprema della gloria del Signore.

Sono stati momenti indimenticabili che hanno segnato tutta la vita dei tre discepoli, come testimonia Pietro quando, con emozione, ricorda nella sua ultima epistola: “E noi l’abbiamo udita questa voce che veniva dal cielo, quando eravamo con lui sul monte santo” (2 Pietro 1:18).

Non si tratta più di stare semplicemente in disparte o di tenere le orecchie o gli occhi aperti: si tratta di vederlo. Visione di Saulo sulla via di Damasco o nel tempio (Atti 22:17-18); visione di Daniele presso il fiume (Dan 10:4-19) o di Giosuè presso Gerico (Giosuè 5:13-15).

Questo è spesso un momento unico nella vita di un credente, in cui si rivela una Persona incomparabile: non solo il Messia e il Re in tutta la sua gloria, ma il diletto Figlio del Padre!

Nella vita di tutti i giorni, il culto e le riunioni regalano momenti preziosi alla presenza del Signore. Ma ci sono anche occasioni speciali in cui egli vuole che siate vicini a lui per un tempo più lungo.

Quando trascorrerete qualche giorno di vacanza, tra tutte le attività di svago, certamente utili e benefiche, riuscirete a ritagliarvi qualche momento, da soli o con altri, per ritirarvi “nel deserto” o “in montagna”? E lì fare silenzio, ascoltare, pregare – soprattutto pregare – e vedere – vedere Lui!

            Che il Signore lo conceda a voi e a tutti i giovani amici credenti.

Tradotto e adattato da « Feuille aux jeunes »

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